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mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale

Ti giunga il mio migliore Augurio di un Sereno Natale e che il 2009 possa riservarti tutte le cose belle che desideri.

Ti regalo un pensiero bellissimo.
Giancarlo Fornei

“Fare tutto ciò che posso è normale, fare al di là delle mie capacità è una sfida, dove finiscono le mie capacità comincia la mia fede ed una forte fede vede l'invisibile, crede l'incredibile e riceve l'impossibile”

Daisaku Ikeda, filosofo e maestro buddista, educatore, scrittore…

martedì 16 dicembre 2008

Luci e Ombre del Convegno “Vincere con la Mente”

Come aumentare le performance sportive allenando la mente.

Pietrasanta, giovedì 11 dicembre 2008. La sala del Chiostro Sant’Agostino, all’interno della Biblioteca Comunale, è semplicemente splendida. Alle sue pareti, vi sono traccia di vecchi affreschi, che testimoniano come Pietrasanta, in Versilia (Toscana) sia effettivamente una “Piccola Atene” in fatto di arte e cultura.

Il convegno è cominciato con la classica mezzora di ritardo, non tanto per colpa mia (ero puntualissimo), quanto per un problemino al video proiettore che non ne voleva sapere di interagire con il mio portatile.

Sono stato “salvato” da Massimo Lucchesi, persona gentilissima nonché proprietario del portale www.allenatore.net e presente per l’occasione.

Organizzato dalla Società USD Pietrasanta Marina 1911, il convegno rientrava nella consueta conferenza di fine anno, in base alla disposizione contenute nel Comunicato n° 1 della F.I.G.C. Settore Giovanile e Scolastico di Roma.

Presenti l’Assessore allo Sport del comune di Pietrasanta, Dott. Alessandro Alessandrini e il Rappresentante della FIGC di Lucca Giuseppe Battistoni, il caro amico e giornalista de Il Tirreno Michele Morabito. E, naturalmente, tutte le massime cariche societarie del Pietrasanta: dal Presidente Serafino Coluccini, al Vice Presidente Carlo Ciaponi, sino a Nicola Bertoni il Direttore Generale.

E le altre personalità? Mi dispiace affermarlo: ma la grande sala era per metà vuota.

Le luci del convegno.
Su tutto, tre cose:
1. la presenza di Massimo Lucchesi, proprietario di uno dei portali più importanti in Italia che tratta tematiche per gli allenatori di calcio. Massimo si è dimostrato molto interessato alle argomentazioni trattate e mi auguro, sinceramente, che possa fungere da “cassa di risonanza” al Convegno;

2. la Società Pietrasanta al completo. In primis il Presidente Coluccini, il Vice Ciaponi e il Direttore Generale Bertoni, cui mando il mio sentito ringraziamento e plauso. Hanno dimostrato coraggio ad organizzare un convegno del genere e attenzione ai cambiamenti e alle innovazioni che il mondo del calcio può trarre da quello che io considero il nuovo fenomeno dei prossimi anni: l’Allenamento Mentale;

3. l’aver gettato un seme nel giardino del calcio. Sono certo che entro i prossimi due/tre anni, questo seme germoglierà e comincerà ad impollinare le tante società di calcio e sportive presenti anche in Italia. Io non mi arrendo e continuo a seminare.

A ciò, posso aggiungere le molte domande dei partecipanti. Pochi, ma buoni. Segno di un vero interesse per l’argomento.

Le ombre del convegno.
Anche in questo caso, tre cose:
1. la scarsa presenza del pubblico e soprattutto, degli addetti ai lavori di altre società sportive. Come se l’argomento dibattuto fosse la più gran cavolata di questo mondo. O forse, come se le società calcistiche e sportive della zona, fossero già tutte delle “Vincenti” e non abbisognassero di nuove idee e miglioramenti. Peccato, hanno perso un’occasione per imparare qualcosa di nuovo (ammesso che abbiano ancora l’umiltà di imparare qualcosa);

2. la scarsa presenza di allenatori e giocatori delle giovanili dello stesso Pietrasanta Marina. In questo caso mi viene da sospettare che la “comunicazione” tra la Società ed i Suoi affiliati sia venuta meno. Perché in caso contrario, debbo pensare ancor di peggio, ovvero: che giocatori e allenatori se ne siano molto sbattuti dello sforzo organizzativo societario.

Ma, naturalmente, essendo io uomo molto ironico (che si prende in giro per primo), posso anche pensare che gli stessi giocatori e allenatori, non siano venuti meno nei confronti della società, bensì, se ne siano semplicemente sbattuti del contenuto del convegno, considerandolo poco “illuminante”;

3. la totale mancanza della prima squadra. Ho faticato a trovare, in sala, un solo giocatore o membro dello staff tecnico. Persino il mio buon amico Cristiano Ciardelli mancava. Ma sicuramente saranno tutti giustificati.

Pazienza, sarà per un'altra volta. Nel frattempo farò un pò di sana autocritica. Per quanto riguarda il Convegno vero e proprio, puoi scaricare il file di presentazione in powerpoint da questo link.

Cosa aggiungere di più? Adesso ho capito perché Christian Lattanzio, l’attuale Mental Trainer più famoso in Inghilterra e forse in Europa, (attualmente responsabile di programmi di mental training presso squadre under 18 come Tottenham Hotspurs, West Bromwich Albion e West Ham United) è “scappato” dall’Italia.

Christian, se c’è posto in Inghilterra, chiamami, che vengo anch’io.

In chiusura, saluto Elena Francesconi per l’ottima assistenza offertami e il Dirigente del Pietrasanta Alberto Puccetti, che mi ha gentilmente introdotto e coadiuvato per tutta la serata.

Sono le 18, 05. Vado a prepararmi, perché questa sera sono sempre in Versilia, ma per una delle mie conferenze: Ti aspetto alla Trattoria da Pucci per una serata all’insegna dell’allenamento mentale approcciato con ironia ed il sorriso sulla faccia.

Sono stato troppo ironico? Cattivo e velenoso nei commenti? Lasciami un Tuo commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale PENSO POSITIVO

venerdì 12 dicembre 2008

Le foto del Convegno VINCERE CON LA MENTE svolto a Pietrasanta

Eccoti le foto del Convegno su Sport & Mente svoltosi ieri sera a Pietrasanta (Versilia -Toscana). A giorni preparo anche un articolo sulla serata. Nel frattempo gustati le foto.
Un salutone
Giancarlo Fornei


















La bellissima Sala con gli affreschi alle pareti.


















La presentazione del Convegno ad opera di Alberto Puccetti, Dirigente del Pietrasanta Marina.


















Mentre rispondo alle domande della platea


















Qui mi ero galvanizzato e alzato addirittura in piedi.

mercoledì 10 dicembre 2008

Due conferenze su sport & mente in una settimana, Ti aspetto in Toscana

Domani sera alle 21 Ti aspetto a Pietrasanta, in Toscana, presso lo splendido salone Sant'Agostino, situato all’interno della Biblioteca Comunale, al Convegno Sportivo organizzato dalla Società USD Pietrasanta Marina 1911 dal titolo

VINCERE CON LA MENTE
"Come aumentare le performance sportive allenando la mente".

Il relatore sono io e aspetto Te e tutte le amiche e amici che Vuoi portare. Sono invitate tutte le Società calcistiche della Toscana, nonchè amiche ed amici sportivi che vogliono saperne di più sull'Allenamento Mentale e le potenzialità della nostra mente.

L’ingresso è gratuito e per maggiori informazioni chiama pure Elena dell' USD PIETRASANTA MARINA 1911 - allo 0584/745256.

Ti aspetto e lasciami un Tuo commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale PENSO POSITIVO

ps
Ti ricordo che martedì 16 dicembre alle 21, sono ospite della Trattoria da Pucci, a Strettoia di Pietrasanta. Per info su questa conferenza, clicca qui e scarica il programma degli incontri.

venerdì 5 dicembre 2008

Quanto vale l’esperienza di vita di una persona?


Quanto valgono vent’anni passati a Valorizzare gli altri? Quanto vale trasmettere gli errori compiuti ed appresi sulla propria pelle?

“Tanto, veramente tanto. Perché l'esperienza di vita non ha prezzo. Perché l'esperienza di vita è UNICA.

A Natale Regala e Regalati gli Ebook di Giancarlo Fornei.

Questo Natale regala e regalati uno dei miei ebook, frutto di oltre 22 anni di esperienze dirette nel campo del marketing dei servizi prima e della Crescita Personale dopo.

Oltre vent’anni passati ad aiutare e Valorizzare gli altri.

Passati ad insegnare a Pensare in Positivo, a come far crescere l’Autostima, a come alimentarla continuamente. Passati ad insegnare a Comunicare Bene, a Credere in se Stessi, a non mollare mai. Passati a Motivare ogni tipo di persona.

Nei miei ebook trovi poca teoria e moltissima esperienza. Nei miei ebook, parlo di consigli ma anche di errori, in modo che Tu possa esserne consapevole e cercare di evitare di commetterli a Tua volta.

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mercoledì 3 dicembre 2008

Vincere con la Mente - Convegno su Sport & Mente a Pietrasanta - Versilia (Toscana)


Come aumentare le performance sportive allenando la mente.

Sono lieto di informarti che Giovedì 11 dicembre 2008 con inizio alle 21,00, presso lo splendido salone Sant'Agostino, situato all’interno della Biblioteca Comunale, a Pietrasanta in Versilia (Toscana), la Società USD Pietrasanta Marina 1911 ha organizzato, come ormai sua consuetudine da molti anni, un Convegno Sportivo di fine anno molto importante.

Quest’anno il tema è “Vincere con la mente – come aumentare le performance sportive allenando la mente” ed ho sia il piacere sia l’onore di essere stato invitato a raccontare le mie esperienze di fronte ad una platea molto importante, composta dalle massime autorità calcistiche e principalmente da addetti ai lavori.

Oltre ad importanti personalità Pietrasantine, saranno, infatti, presenti tutte le massime autorità calcistiche della Provincia di Lucca e della Toscana: dalla FIGC al Coni. Sino a molte società, giunte da ogni parte della regione ed anche da fuori.

Al convegno parteciperanno, inoltre, tutte le squadre del Pietrasanta Marina, dalle giovanili alla prima squadra.

Ho accettato subito e di buon grado l’invito fattomi dai massimi Dirigenti del Pietrasanta Marina per due motivi:

1. Perché dimostra come, nonostante l’esperienza fatta come mental coach della prima squadra non sia stata del tutto positiva, il rapporto con la società sia rimasto ottimo ed improntato alla reciproca stima e fiducia;

2. Perché mi permette di poter parlare di un argomento a me molto caro, come l’allenamento mentale nel calcio.

Sono dunque grato alla Società Pietrasanta Marina per l’invito e per l’opportunità che mi offre di raccontare a giocatori, allenatori, dirigenti, addetti ai lavori e famigliari, come sia possibile aumentare le performance sportive e, nella fattispecie quelle calcistiche, usando l’allenamento mentale in affiancamento al tradizionale allenamento.

La capacità della mente di “influenzare” le performance sportive di un giocatore è ormai un fatto assodato e, se alle tre tradizionali aree di allenamento di un calciatore - ovvero quella tecnica, tattica e fisica - si prendesse l’abitudine di affiancare anche quella mentale ed emotiva, le performance sportive subirebbero dei miglioramenti fantastici.

Come dice anche Christian Lattanzio, l’attuale mental trainer più famoso e conosciuto in Europa, “Queste quattro aree formano un sistema e, come tutti i sistemi, si basa sulla forza e sulla tenuta di tutte le sue componenti. Una debolezza in un’area del sistema determina la debolezza dell’intero sistema”.

In parole ancor più semplici, significa che se un calciatore viene preparato al meglio nelle prime tre aree ma è debole nella parte mentale, finisce per rendere debole tutto il sistema e, di fatto, e, di fatto, è un giocatore incompleto. Direi che lo vediamo tutte le domeniche anche sui campi di calcio della serie A.

A tale proposito, cito una ricerca del 2003/04 della British Psychology Society, la quale afferma che l’allenamento mentale proposto in maniera professionale ed integrato nel programma di allenamento globale, può migliorare le prestazioni sportive fino al 57%.

Secondo altre fonti americane, l’atteggiamento mentale può incidere sulla performance sportiva addirittura per il 90%.

Indipendentemente a quale percentuale statistica Vuoi credere, resta il fatto che anche il 57% è un numero straordinario, che deve farti pensare che oltre alla preparazione fisica del calciatore è importante anche quella mentalmente.

In Italia siamo ancora molto indietro con l’inserimento di una figura come il mental coach che possa allenare mentalmente il giocatore di calcio ed affiancare l’allenatore tradizionale, prestando le sue competenze normalmente come un qualsiasi allenatore dei portieri, un preparatore atletico o un nutrizionalista.

Nazioni come gli Stati Uniti, i paesi Scandinavi, la Cina e l’Australia (dove in molti sport questa figura e questa metodica di allenamento è già ben radicata) o come la stessa Inghilterra, dove nel calcio è avanti anni luce a noi, dimostrano a tutto il mondo sportivo come “allenare la mente” possa fare la differenza a vincere.

In chiusura, è paradossale notare come l’Inghilterra e la Premiership siano all’avanguardia nell’allenamento mentale.

Ma soprattutto, è paradossale come il mental trainer più ricercato, attualmente responsabile di programmi di mental training presso squadre under 18 come Tottenham Hotspurs, West Bromwich Albion e West Ham United sia l’italianissimo Christian Lattanzio.

Ti aspetto giovedì 11 dicembre a Pietrasanta, in Toscana, per partecipare ad una grande serata in cui parlerò di calcio, delle potenzialità della nostra mente e, naturalmente, di “allenamento mentale”.

L’ingresso è gratuito, porta tutte le persone che Vuoi e lasciami un Tuo commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale PENSO POSITIVO

domenica 30 novembre 2008

Un calcio per promuovere il bene

Oggi Ti segnalo una splendida iniziativa fatta a Casalazzara, Parrocchia "San Giuseppe in Oblati della Madonna del Rosario" da un prete molto particolare, che a differenza di molti suoi colleghi, sta in mezzo alla gente e cerca di risolvere i loro problemi.

Padre Juan Antonio Longares (questo è il Suo nome), mi ha mandato questa email, che io pubblico integralmente:

"Spettabile Azienda, la Parola ci invita ad essere pescatori: invita ad essere pescatori. Gesù non guarda la nostra condizione sociale, ma trasforma la nostra vita. La Parrocchia è un posto di trasformazione della nostra vita e dove condividere la nostra fede, la nostra gioia e sofferenza.

Per tutti questi motivi io e la mia comunità religiosa ci siamo avventurati nel realizzare un campo di calcio: a Casalazzara non c’è un posto di aggregazione per i giovani. Il nostro sogno è che la Parrocchia, oltre che luogo di culto possa diventare un luogo cristiano di incontro, di attività e di crescita per tutti, grandi e piccoli.

Come Cristo ha chiamato Simone e Andrea, io chiamo te a lanciare la rete ed essere insieme pescatori di uomini. Il campo sportivo ha un costo di 30.000 euro. La donazione è libera, ma se vuoi essere sponsor e pubblicizzare la tua attività commerciale all’interno del campo sportivo, puoi darmi una donazione di almeno 250 euro o più.

Tra tutti possiamo realizzare e completare il pagamento del campo sportivo. Diamo l’opportunità di una nuova primavera ai giovani e bambini. Grazie di cuore per il tempo che mi hai donato leggendo questa lettera e scusami se ti ho disturbato. In fede".

Visita il sito della parrocchia, Ti renderai conto che esiste, come esiste anche il piccolo campo sportivo. Frugati nel cuore e fai anche Tu una piccola donazione, fossero anche 5 euro, credo che quell'iniziativa li valga tutti e forse, anche di più.

Un abbraccio Padre, ammiro molto quello che Lei sta facendo. In fondo, anche Lei fa il motivatore di mestiere.

Lasci un commento a questo post, specificando il conto corrente dove le persone possono farle una donazione.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
"Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi"

Ecco l'indirizzo della Parrocchia:
Via dei Rutuli, 135 - tel. 06/92.55.191 - 04011 loc. Casalazzara - Aprilia (LT)
fax 06/92.55.191 - E-mail: parrocchia.casalazzara@email.it
Sito: www.sgcasalazzara.altervista.org

martedì 25 novembre 2008

L'email di uno di Voi: Dario Zerbinati, un allenatore della provincia di Como

Dopo aver avuto la Sua autorizzazione, oggi pubblico l'email di Dario, un allenatore della provincia di Como.

Ciao Giancarlo,
ho trovato i tuoi articoli navigand o alla ricerca di idee per motivare una squadra juniores che attualmente alleno.

Certo non siamo a livello di FIGC ma rientriamo nella federazione del CSI e stiamo cercando di ricreare un gruppo sportivo che manca da molto tempo in un paesino della provincia di Como (Lurago Marinone), con lo scopo di dare una oppotunità ai giovani locali.

Ho trovato interessante lo scopo dei tuoi articoli e sto cercando di sfruttare qualche spunto per forgiare il loro carattere e qualche risultato comincia a vedersi. Ti ringrazio per la mail e ti auguro un buon lavoro. Ciao Dario

Dario Zerbinati

La mia risposta a Dario

Caro Dario,
lieto che i miei articoli possano aiutarti ad "aiutare" questi ragazzi...
la cosa che fai è molto bella, Ti mando un grosso abbraccio ed un grande "in bocca al lupo"...
E' bello sapere che Tieni così tanto ai Tuoi ragazzi e sono fortunati ad avere un allenatore come Te.

Continua a seguirmi.

Un salutone
Giancarlo Fornei

ps
sapevi che giro l'Italia con le mie conferenze? Tra l'altro non chiedo compensi o gettoni vari. Se Vuoi organizzare una conferenza sull'Allenamento Mentale nello Sport dalle Tue parti, Ti basta trovare uno sponsor che mi rimborsi le spese di viaggio e si occupi del pernotamento ed io vengo gratuitamente...

Fammi sapere se la cosa Ti interessa, così Ti mando il Vademecum per organizzare le mie conferenze

venerdì 21 novembre 2008

Quando i rituali scaramantici degli sportivi diventano strumenti di motivazione

Ma la fiducia in se stessi si può acquisire anche attraverso una serie di rituali scaramantici? La risposta è SI.

Qualsiasi azione è lecita se serve a caricare la Tua mente di energia positiva ed accrescere la fiducia dentro di Te, sino a darti la carica per affrontare la prestazione sportiva. Qualsiasi rito può andar bene quando diventa, al tempo stesso, uno strumento motivazionale potentissimo.

Mi ricordo che quando giocavo a calcio io (qualche secolo fa), prima del famoso appello con l’arbitro (in cui controlla numeri e nomi dei giocatori), dovevo andare in bagno, magari non mi scappava nulla… ma dovevo entrare assolutamente in bagno. Inoltre, entravo in campo sempre per ultimo, facendomi il segno della Croce.

La cosa buffa e interessante è che quando facevo entrambe queste due cose giocavo sempre bene. In PNL diremmo che erano delle àncore positive e riviverle, mi permettevano di creare fiducia ed energia positiva. Ma come io avevo i miei piccoli rituali, scommetto che anche Tu che stai leggendo, molto probabilmente ne hai. Anzi, lasciami un commento al post e raccontami i Tuoi.

Naturalmente, anche molti sportivi famosi hanno questi rituali scaramantici per acquistare fiducia in se stessi e vincere lo stress. Oserei affermare che tutti adottano una serie di rituali. Gli esempi sono veramente numerosi e nessun sportivo e tantomeno sport ne è escluso.

Nel rugby e nel calcio, per esempio, molti giocatori pretendono di avere sempre lo stesso posto negli spogliatoi. Per non parlare di chi vuole solo ed esclusivamente il solito numero.

Ai tempi di quando giocava nell’Inter, si racconta che Bobo Vieri indossava sempre le stesse scarpette con le quali aveva segnato la domenica precedente. Che dire del grande Giovanni Trappatoni, che quando allenava la nazionale di calcio Italiana usava versare sul terreno di gioco una bottiglietta di acqua santa.

Marco Materazzi, usa ancora mangiare due uova prima di ogni partita importante. Mentre l’asso del Milan Kakà, indossa sempre una maglietta della pelle con scritto il nome Jesus.

Nel motociclismo, Max Biaggia indossa in ogni gara sempre la solita maglietta, i soliti calzini e le solite mutande. Mentre Valentino Rossi porta con se, in ogni gara, la tartaruga ninja regalatagli dalla madre.

Pensa che nel rugby, i mitici “All Black” neozelandesi, prima di ogni partita effettuano la Haka, una danza rituale che ha un doppio scopo: immergere la squadra in uno spirito di gruppo propizio alla vittoria e, naturalmente, impressionare l’avversario.

Ti garantisco che vedere questa danza è un vero e proprio spettacolo ed è anche imponente, impressionante (soprattutto per gli avversari, che escono quasi sempre sconfitti).

Insomma, anche i grandi personaggi hanno i loro gesti scaramantici da cui attingono energia positiva e forza per le loro prestazioni sportive.

Inoltre, queste piccole manie sono anche dei modi per “esorcizzare” la tensione prima della gara o della partita e per rimanere concentrati.

Se conosci qualche campione sportivo che usa dei rituali strani per caricarsi e motivarsi, lascia un commento al post e falli conoscere anche a noi.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiunger eun obiettivo in 5 passi”

lunedì 17 novembre 2008

Le doti principali di un buon allenatore? Passione e abilità psicologiche

Ho la brutta abitudine (o bella, a seconda dei punti di vista) di non buttare via nessuna rivista e l’altro giorno, mentre riponevo alcune riviste vecchie di Millionaire, mi è capitata per mano una bellissima intervista di Lucia Ingrosso a Carlo Ancelotti, in cui raccontava come aveva imparato ad allenare.

L’intervista è datata novembre del 2003, ben 5 anni fa e mostra un Ancelotti già capace di capire che lavorare sulla mente umana avrebbe fatto la differenza.

Il Carletto romagnolo racconta di come Arrigo Sacchi sia stato il Suo Maestro, prima come giocatore e poi come secondo, sempre al Milan.

Alla domanda della giornalista che gli chiedeva cosa servisse per emergere, cita in sequenza:

“Basi tecniche, abilità psicologiche, passione e una conoscenza approfondita dell’ambiente. Ma su tutto, la coerenza”.

Nell’intervista, spiega che le rose sono sempre più numerose e composte da 25 –26 giocatori, tutti bravi. A fare la differenza – continua Carlo Ancelottiè sempre più l’aspetto psicologico. Poi racconta di come il Milan (già nel 2003), si avvalga della consulenza di uno psicologo.

Da questa intervista si capisce perché Carlo Ancelotti è diventato quel grande allenatore vincente che tutti conosciamo oggi. Non soltanto ha fatto un gran lavoro su se stesso, con l’aiuto di un personal mental coach della Sua regione, ma anche con i giocatori del Milan, benché fossero già dei campioni, ha saputo lavorare molto sulla loro “mente”, guidandoli e aiutandoli nei momenti di maggiore stress e difficoltà.

Ma il modo di pensare di Carlo Ancelotti non deve sembrare unico. Molti altri grandi allenatori, intervistati dalla stessa Lucia Ingrosso, hanno dichiarato cose simili.

Alla domanda, quali siano le doti principali per essere un buon allenatore, hanno risposto:

Passione, Abilità psicologiche e Coerenza (Carlo Ancelotti);
Passione di stare in campo (Luigi Del Neri);
Tecnica e psicologia (Renzo Ulivieri);
Capacità di essere nella mente dei giocatori (Alberto Cavasin).

Insomma, da questo piccolo spaccato, emerge chiaramente come le doti più importanti di un buon allenatore siano la passione e buone abilità psicologiche.

Aggiungerei la capacità di essere un buon Mentore, una sorta di punto di riferimento e guida. Particolarmente importante per gli allenatori del settore giovanile. A tale proposito, leggi il mio articolo Il Mental Coach sportivo, mentore più che allenatore.

Se sei un allenatore e Vuoi farmi sapere cosa ne pensi, lasciami un Tuo commento.


Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

ps
Dato che l'articolo parla di allenatori, approfitto per salutare un caro amico, Cristiano Ciardelli, che sta guidando il Pietrasanta Marina verso la vetta della classifica.

Non avevo dubbi sulle capacità di Cristiano, l'ho detto e dimostrato in tempi non sospetti. Auguro a Lui, alla Società e a tutta la squadra, di poter vincere il campionato di Eccellenza e salire in serie D.

Per quanto mi riguarda, l'esperienza al Pietrasanta è stata bellissima e spero che qualche mio consiglio sia stato utile al lavoro di Cristiano.

Il rapporto con la società è ottimo, lo dimostra la mia probabile presenza alla Conferenza di fine anno.

Un abbraccio a tutti

domenica 16 novembre 2008

Sport, Mente e Conviviale


Giovedì 13 novembre sono stato invitato, come relatore e ospite, alla Conviviale del Round Table 53, Carrara Val di Magra.

Luigi Fani, carissimo amico, nonché Past Presidente del Round Table Tavola di Carrara Valdimagra, ha avuto la bella pensata di invitarmi a parlare di "Allenamento Mentale nello Sport".

Devo ammettere che le persone presenti non erano molte, ma comunque tutte simpaticissime e personalità di spicco nelle proprie professioni.

Ci siamo ritrovati alla Cantina del Vescovo, a Sarzana, un locale bellissimo, dove ho avuto il piacere di conoscere il proprietario Paolo e, soprattutto, gustare la Sua favolosa cucina.

Ammetto candidamente che la mia idea di "intervenire alla conviviale" in maniera professionale e quindi, di parlare seriamente di mente & sport, è naufragata dopo neppure dieci minuti che eravamo a tavola.

Gli amici della Round Table sono, per natura, dei simpaticoni e devo ammettere che ho cominciato a ridere alle 21 e smesso intorno all'una di notte.

Insomma: le battute volavano letteralmente e l'ilarità regnava sovrana. Sempre con molto garbo, però, senza mai trascendere nella volgarità.

Anche perché a tavola vi erano due gentili Signore, Cristiana Fichi Presidente Ladie's Circle di Pisa e Annalisa, dolcissimo avvocato con cui mi scuso per non ricordare il Suo cognome.

A fine cena mi hanno dato la parola ed ho provato ad imbastire un discorso serio sull'allenamento mentale nel mondo dello sport. Ma onestamente, mi ero fatto trascinare dai convenuti e la mia serietà è durata solamente quindici minuti.

Ho comunque passato una bellissima serata e ringrazio Luigi per avermi invitato e tutti gli ospiti per aver condiviso, con me, la loro simpatia ed allegria. In un mondo in cui sono tutti perennemente rabbuiati ed arrabbiati... finalmente qualcuno che sorride!

Oltre alle persone già citate, un particolare saluto a Giampiero Lorenzelli, il giovanissimo Presidente Round Table Tavola di Carrara Valdimagra (a me hanno detto che sono troppo vecchio, però posso iscrivermi al Club 41).

Ad Alberto Gaiffi, Past Presidente Round Table Tavola di Prato, simpaticissima persona che avevo già avuto il piacere di conoscere.

A Fabio Cannì, Vice Presidente Round Table Tavola di Firenze e al buon Lorenzo Veroli del Rotary Club Marina di Massa Riviera Apuana del Centenario, che è sempre un gran piacere incontrare.

Se non erro vi erano almeno altre tre o quattro persone, cui domando scusa per non ricordarmi neppure il loro nome.

Tranquillizzo Alberto e Cristiana, dicendo loro che se vogliono organizzare una mia conferenza a Prato o Pisa, prometto di essere più serio.

Un grande abbraccio ad ognuno di Voi.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

giovedì 13 novembre 2008

La mia risposta ad Antonello: credici e continua a sviluppare il Tuo Pensiero Positivo

Ciao Antonello,
sei una persona molto fortunata, ho appena scaricato la posta e tra le tante email che ho ricevuto, la Tua mi è particolarmente piaciuta ed eccomi subito a risponderti.

Quello che stai facendo è molto bello e Ti invito a continuare, a tenere duro. Naturalmente se te lo permettono (ma se non te lo permettono, non capiscono nulla e ci perdono solo loro).

Vedi, gli esseri umani sono governati al 95% da abitudini inconsce.


Noi facciamo consciamente solamente una minima parte delle azioni che compiamo ogni giorno: un misero 5 %. La stessa cosa avviene per i calciatori.

I veri cambiamenti avvengono a livello INCONSCIO e per far questo, non possono certamente bastare 2 partite ed il parlare alla squadra 2/3 volte, magari solo prima di scendere in campo.

Le abitudini sono il riassunto di CONVINZIONI e VALORI. Sono le due più importanti
leve motivazionali delle persone e credimi, cambiare le abitudini non è per nulla facile, anche se è possibile.

Ma per farlo, hai bisogno di tempo e di tanta pazienza (e con Te anche il Mister) e lavorare giorno dopo giorno sugli stessi concetti.

Un consiglio: evita di introdurre troppi concetti nuovi, se prima non vengono recepiti inconsciamente, ovvero, in automatico.

Focalizzati su poche cose e ripetile e falle ripetere ai ragazzi sino all'ossessione. Così facendo, cambieranno piano piano abitudini, installandone di nuove e potenzianti.

Ricorda che per cambiare una piccola e banale abitudine servono dai 21 a 30 giorni (come nel processo di apprendimento e memorizzazione), adesso sii onesto e pensa a quelle nuove che Vuoi installare Tu.... come sono?

Un pò diverse, vero, dalle loro attuali convinzioni!?

Quindi, hai bisogno di tempo e, naturalmente, devi essere il primo a crederci.


Devi essere un buon MENTORE, un punto di riferimento in positivo, sia per Tuo figlio sia per gli altri ragazzi. DEVI CREDERCI TU PER PRIMO.

Ma stai attento: non basta dirlo a parole, DEVI ESSERE CONGRUENTE, con il Tuo linguaggio del corpo... se le parole dicono una cosa ma il Tuo corpo non ci crede, i ragazzi lo capiranno.

Credici Antonello, credici e continua ad avere e sviluppare il Tuo PENSIERO POSITIVO.

Sono certo che nel giro di un paio di mesi, la squadra raggiungerà ottimi risultati e Tu sarai fiero del lavoro che avrai fatto.

Torna pure sul mio blog tutte le volte che Vuoi. Scarica e stampa i vari esercizi e gli articoli che trovi, sono certo che potranno aiutarti. E, naturalmente, scrivimi e fammi sapere come vanno le cose.

Un grande abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

lunedì 10 novembre 2008

L'email di uno di Voi: sono Antonello, puoi darmi un consiglio?

Dopo esserne stato autorizzato, pubblico volentieri l'email di Antonello perchè la reputo molto bella e interessante. La Sua esperienza - come papà prima e come coach sportivo dopo - meritava di essere citata e portata a conoscenza delle amiche ed amici del blog, perché significativa.

Domani pubblicherò anche la mia risposta, sperando che possa essere di stimolo a molte altre persone.

Un abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”



L'email di Antonello Galli

Ciao, ho letto questa notte il tuo blog e non per caso.

Sono alla ricerca di consigli per cio' che mi e' successo (ora te lo vado a raccontare) e mi sono ritrovato nella tua esperienza di mental trainer.

Anche io ho un figlio, di 17 anni, che quest'anno ha iniziato a giocare con una squadra locale, la Trevana, siamo in Umbria, nel campionato provinciale Juniores. Ho seguito tutti gli allenamenti e tutte le partite. Le prime 3 partite si sono cosi' concluse: 0-5; 1-3; 1-2, cioe' tutte sconfitte.

Ho quindi chiesto al Presidente della squadra se potevo rendermi utile visto che nella vita professionale mi occupo di comunicazione e motivazione (sono supervisore di un call center a capo di un team di 8 persone, valutato sulla base dei risultati ottenuti): ebbene il Presidente si e' reso disponibile accettando cosi' la mia richiesta.

La partita seguente, in casa contro il Montefalco ho proposto al Mister di parlare con i ragazzi prima della partita ma lui non ha accettato, volendo rimandare alla ripresa degli allenamenti. Il risultato della partita e' stato 0-8, il Mister e' stato cambiato subito alla fine del match ed alla ripresa degli allenamenti, incoraggiato dal nuovo Mister, ho cominciato a parlare con i ragazzi e cosi' anche prima della partita successiva giocata peraltro fuori casa.

Il discorso e' stato incentrato sulla focalizzazione del mancato divertimento dei ragazzi, sulla necessita' di motivazione, su alcuni esempi motivazionali, come gli "occhi di tigre" della nazionale di pallavolo di Julio Velasco, sulla necessita' di fare gruppo e di aiutarsi tutti insieme, sull'andare in campo per battersi e per non partire gia' battuti.

Il risultato e' stato di 1-0 (prima vittoria!).

Puoi immaginare che soddisfazione sia stata per me e per tutta la squadra passare da 4 sconfitte consecutive, di cui l'ultima per 8-0 ad una vittoria per 1-0 fuori casa, + un palo colpito ed un rigore sbagliato.

Partita successiva, nuova vittoria per 3-0 in casa , lottando e soffrendo sull'1-0 fino agli ultimi 10 minuti finali quando poi siamo riusciti a segnare per altre 2 volte.

Praticamente in 2 partite siamo passati dall'ultimo posto al 7°, dalla difesa + perforata ad una difesa impenetrabile, da 4 sconfitte a 2 vittorie.

Gia' pensavo ad un sistema motivazionale, gia visionato da Mister e D.S., basato sullo stabilire individualmente dove vogliamo arrivare al termine del Campionato; ognuno deve firmare il proprio obiettivo, poi l'obiettivo comune, anch'esso firmato da tutti si va ad appendere ben visibile nello spogliatoio, sia in allenamento che in partita, sia in casa che in trasferta, sempre visibile per ricordare l'obj e motivare tutti.

Il Mister comunque, dopo aver valutato come buona la mia idea, mi ha pero' detto che voleva una preparazione specifica per la partita successiva, voleva che anche i ragazzi si focalizzassero su una squadra, il Cascia, da affrontare in trasferta e da sempre la bestia nera della Trevana, rimandando cosi' il mio progetto al lunedi' successivo la partita, cioe' ad oggi.

Il mio lavoro si e' quindi basato, come sempre sulle leve motivazionali di cui ti scrivevo sopra, arriviamo alla partita, i ragazzi apparentemente sono belli carichi e vogliosi di far bene, primo tempo 0-3, con 2 errori individuali per i primi 2 goal, ed il terzo con un tiro da lontano.

Torniamo negli spogliatoi, io e il Mister cerchiamo di ricaricare le pile dei giocatori resettando tutto cio' che era successo, i ragazzi tornano in campo, apparentemente lottano su ogni pallone, viene espulso un nostro per fallo da ultimo uomo, il Cascia si porta sul 6-0, quando poi per falli di reazione la squadra avversaria rimane in 9.

Beh, dal 0-6, in 10 noi e in 9 loro, ci fanno altri 3 goal; la partita termina per 0-9!!!

Torniamo negli spogliatoi con i ragazzi, il Mister non vuole nessuna frase a caldo, rimandando ogni discorso ad oggi. Penso che ti ripenso, sono 2 giorni che ci penso, onestamente non so trovare un punto veramente determinante che abbia causato tale disfatta: a me, certamente, sono crollate un po' delle mie convinzioni e onestamente, non so se potare avanti il mio progetto di determinazione obiettivo finale, non so se oggi e' il momento giusto.

Sono pieno di dubbi che fanno a cazzotti con il pensiero positivo con cui cerco di corazzarmi. Puoi aiutarmi?

Grazie.
Antonello Galli

P.S.
perdonami per il tono confidenziale, ma dopo aver letto il tuo blog, mi sono veramente ritrovato in tante tue parole ed esperienze; il mio telefono per eventualmente conoscerci e' 34.............................

giovedì 6 novembre 2008

Ma l’Allenamento Mentale nel calcio, funziona? - Seconda parte

Ieri avevo cominciato a rispondere pubblicamente alla domanda di Franco, un giovane calciatore che ho incontrato durante una delle mie conferenze in giro per l’Italia.

Mi aveva chiesto: “Ma l’allenamento mentale nel calcio, e nello sport in genere, funziona?”

Riprendo il post di ieri e come ho già detto a lui in privato, l’Allenamento Mentale è stato introdotto per primo in sport individuali come il Golf, il Tennis, la Ginnastica Ritmica e l’Atletica Leggera.

Ma negli Stati Uniti, dove è praticamente nato (ricordo che il primo allenatore mentale è stato il grande Vince Lombardi), l'Allenamento Mentale ha trovato il suo spazio anche in sport di squadra come il basket ed il baseball.

Nel nostro calcio (ma anche negli altri sport), a parte qualche campione tra quelli citati prima ed alcune società di serie A come il Milan, l’Inter e la Juventus, da sempre all’avanguardia nel panorama nostrano, purtroppo siamo ancora agli antipodi.

Come al solito, in Italia siamo gli ultimi o quasi a sperimentare e recepire nuove metodiche. Sembra che avversiamo tutto quanto non riusciamo a capire, a comprendere per via logica. Abbiamo una repulsione per tutto quello che ha a che fare con la mente, se è vero che anche la psicologia sportiva trova difficoltà a ritagliarsi il suo piccolo spazio nel mondo dello sport.

Come è successo a suo tempo con la PNL (Programmazione Neuro –Linguistica) e ultimamente con il Coaching, anche l’Allenamento Mentale stenta a decollare e trovare una sua collocazione all’interno della programmazione delle squadre di calcio.

Tutto passa attraverso la mente, anche nel calcio, anche nello sport.

Solo che è difficile per gli addetti sportivi acquisire questa nuova consapevolezza, in cui mettere al centro dell’evento sportivo “le performance mentali del giocatore”, quando fino a ieri (metaforicamente parlando), erano la velocità e la classe tecnica a fare la differenza in campo.

Per non parlare, poi, dei settori giovanili, dove a parte qualche rara società (più unica che rara), l’argomento è tabù.

A tale riguardo posso parlarne in prima persona, dato che all’inizio di questa stagione ho provato a contattare (invano) almeno una quindicina di società calcistiche della mia zona per proporre, del tutto gratuitamente, un progetto sperimentale di mental coaching sportivo.

Eppure, una ricerca presentata dalla British Psychology Society nel 2003, sosteneva che “L’Allenamento Mentale proposto in modo professionale e specifico ed incorporato nel programma di allenamento globale può migliorare la prestazione fino al 57%”.

In Inghilterra, squadre come il Manchester United, West Ham ed il Chelsea, hanno all'interno dei loro vivai dei mental coach che seguono i ragazzi e li aiutano a superare le loro barriere mentali. Tra l'altro, uno dei migliori mental trainer inglesi è un "italiano", Christian Lattanzio.

Naturalmente, è bene sgombrare ogni dubbio, affermando subito che l’Allenamento Mentale non può essere considerato come un rimedio miracoloso, una sorta di bacchetta magica per risolvere i problemi di natura fisica o tattica.

Se un calciatore è brocco, resta brocco. Soprattutto se non si allena, se non s’impegna a migliorare le proprie competenze tecnico-tattico e atletiche.

L’Allenamento Mentale deve essere visto come il giusto completamento ad una buona preparazione fisica, tattica e tecnica. In questo modo si chiude un cerchio composto dalle famose quattro aree di allenamento di un giocatore: tecnica + tattica + fisica + mentale emotiva.

Ma, soprattutto, l’Allenamento Mentale deve avere un suo spazio ben definito nella programmazione delle società di calcio, concordato e coordinato insieme al lavoro dell’allenatore tradizionale e del preparatore atletico.

Insomma, nessuna approssimazione, bensì programmazione e lavoro serio. Tanto lavoro serio. In questo modo, la risposta alla domanda è SI, FUNZIONA!

Che ne pensi dell’allenamento mentale nel calcio? Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

mercoledì 5 novembre 2008

Ma l’Allenamento Mentale nel calcio, funziona? Prima parte

Durante una delle mie Conferenze che organizzo gratuitamente in giro per l’Italia sull’Allenamento Mentale per Sportivi, un giovane calciatore mi ha posto questa domanda:

“Ma l’allenamento mentale nel calcio, e nello sport in genere, funziona?”

Scommetto che anche Tu Ti sei posto la domanda. Essendo parte in causa, non mi limiterò a dirti semplicemente di SI, ma risponderò come ho fatto con Franco, provando a convincere anche Te attraverso queste informazioni logiche e documentabili.

Intanto partiamo da un dato di fatto: accade sempre più spesso che nonostante un calciatore (per non dire l’intera squadra) si sia preparato per tutta la settimana, sia dal punto di vista atletico, sia sotto il profilo tattico e tecnico, nel momento di scendere in campo per la partita non ci sia con la testa e giochi male.

Nel calcio moderno, questa possibilità è sempre più ripetitiva, basta vedere quello che è successo a inizio campionato con il Milan e adesso con la Roma. Il Milan è primo in classifica e ieri sera la Roma ha strapazzato il grande Chelsea.

Che cosa è successo alla squadra di Spalletti? Ha improvvisamente recuperato la capacità di giocare a calcio? No, lo sapeva fare anche prima, solo che non “c’era con la testa”.

La componente mentale e motivazionale è sempre più importante e gioca un ruolo determinante nelle prestazioni dei singoli calciatori. E talvolta, anche nelle prestazioni collettive di tutta la squadra.

Per far fronte a quello che io chiamo “appannamento mentale”, i calciatori di un certo livello utilizzano ormai da alcuni anni, dei metodi di Allenamento Mentale che affianca la loro preparazione tradizionale.

Celebre è la storia di Beppe Signori, che entrato in profonda crisi dopo il suo passaggio dalla Lazio al Bologna, non riusciva più a segnare. Signori ha lavorato prima con alcuni personal mental coach Italiani e poi si racconta che sia stato seguito personalmente dal numero uno al mondo dei formatori motivazionali, un signore di nome Anthony Robbins.

Ma oltre a Signori, nel calcio italiano si fanno i nomi di Del Piero e Igor Protti. Per non parlare di grandi allenatori come Carlo Ancelotti o campioni di altri sport come Loris Reggiani e Kristian Ghedina per rimanere in Italia.

Ma se andassimo all’estero, l’elenco diventerebbe lunghissimo e ci troveresti i nomi di grandi, grandissimi campioni.

Ma il bello è che le metodiche di allenamento mentale, sono entrate di diritto nei programmi di allenamento di alcune delle più importanti nazionali di calcio al mondo, come quella brasiliana e svedese, che sembra testarono le metodiche già all’epoca della Coppa del Mondo del 1994.

Insomma, l’Allenamento Mentale nel calcio e nello sport in genere, funziona. Altroché se funziona.

Pensa che questi metodi sono già utilizzati, con ottimi risultati, sin dalla fine degli anni sessanta in paesi come gli Stati Uniti, il Canada, l’Inghilterra, la Germania e, sorpresa, anche in molti dei Paesi dell’Est.

Molti campioni del mondo e olimpici (anche nell'ultima Olimpiade in Cina), lavorano da anni sull'Allenamento Mentale e Motivazionale, ottenendo grandissimi risultati.

Per esempio, i nomi di André Agassi, Greg Luganis e Michael Phelbs Ti dicono niente?

E da noi in Italia, nel calcio? Lasciamo perdere. A parte qualche campione già citato, buio assoluto.

Ti aspetto domani per la seconda ed ultima parte di questo post e buona lettura. Lasciami un commento.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

Ps
Vuoi organizzare anche nella Tua città una delle mie Conferenze Gratuite sull’Allenamento Mentale per gli Sportivi?

Compatibilmente ai miei impegni, verrò molto volentieri. Non ci sono costi fissi, ma solo il rimborso delle spese di viaggio e l'eventuale ospitalità per il pernottamento.

Scrivimi a questo indirizzo info@giancarlofornei.com Ti manderò il mio Vademecum per organizzare al meglio una delle mie Conferenze.

venerdì 31 ottobre 2008

Anche Tu usi questa postura quando entri in campo?


Lo sapevi che la Tua postura determina lo stato d’animo con cui entri in campo? Qualsiasi sport Tu faccia, la Tua postura influenza, positivamente o negativamente, i Tuoi Stati d’Animo che, a loro volta, influenzeranno le Tue prestazioni sportive.

Fermati un istante a riflettere, prova a tornare con la memoria alla Tua ultima partita. Com’era la Tua postura prima di entrare in campo?

Era questa: spalle curve, sguardo basso, testa china, respiro lento e difficile, volto triste.

Oppure era questa: spalle dritte, testa alta, sguardo in avanti, volto concentrato ma sorridente, respiro ampio.

Nel primo caso, era la postura di un calciatore già sconfitto in partenza, che è entrato in campo con uno stato d’animo negativo. Demotivato e svogliato, oserei dire rassegnato a perdere. La sua postura e depotenziante.

Nel secondo caso, era la postura di un calciatore vincente, o che comunque non ci sta a perdere. Che entra in campo con uno stato d’animo positivo, consapevole che può giocarsi la partita sino in fondo. Determinato. La sua postura è potenziante.

La postura è determinante nel calcio e in qualsiasi tipo di sport.

Adesso che hai capito la differenza tra una postura potenziante e non, prova a tornare indietro nel tempo e ripensa a tutte le partite in cui hai giocato male e poi ripensa a tutte le partite in cui hai fatto una buona prestazione.

Scommettiamo che quando hai giocato male sei entrato in campo con una postura depotenziante? E scommettiamo ancora che quando hai giocato bene sei entrato in campo con una postura potenziante?

Non mi stancherò mai di ricordarti che la postura con la quale entri in campo è molto importante, direi determinante per la riuscita delle Tue performance sportive. Questo perché il Tuo corpo e la Tua mente sono collegati tra loro.

Attraverso la Tua postura, dai al Tuo cervello dei comandi precisi, che Ti permetto di accedere al “pozzo” delle risorse profonde che sono dentro di Te. Ed ecco che entrano in gioco le Tue emozioni, che Ti metto in uno stato d’animo positivo o negativo e di conseguenza, Ti fanno fare una prestazione sportiva vincente o perdente.

Due sabati fa sono andato a vedere Sebastian (mio figlio che gioca nella Juniores dell’Atletico di Carrara) giocare contro il Tirrenia a Marina di Massa. Mentre ero in tribuna ho potuto notare le differenti fasi di riscaldamento dell’una e dell’altra squadra.

Silenzio, ripetizione ossessiva degli esercizi e massima concentrazione nel Tirrenia. Continuo parlottare, giochetti con la palla e atteggiamento spavaldo nei giocatori dell’Atletico.

Entrando in campo, i ragazzi del Tirrenia avevano tutti lo sguardo alto e le spalle dritte. Sebastian ed i suoi compagni, lo sguardo verso il basso e le spalle curve. Risultato finale 6 o 7 a 0 per il Tirrenia.

Sabato scorso sono tornato a vedere Seba e l’Atletico di Carrara giocare in casa, alla Fossa dei Leoni, contro il Ricortola, prima in classifica. Tutti si aspettavano una débacle, eppure dalla tribuna avevo già notato alcuni piccoli cambiamenti.

Nella fase del riscaldamento Sebastian ed i Suoi compagni erano concentrati al massimo. Pochi giochino con la palla, massima attenzione negli esercizi e alla fase di riscaldamento atletico. Entrando in campo, mi sono reso conto che cominciando da mio figlio, avevano tutti la testa alta e le spalle dritte. Lo sguardo era dritto, in avanti e concentrato, lo leggevi nei loro occhi.

Alla fine del primo tempo erano ancora sullo 0 a 0. Seppure il Ricortola avesse avuto maggiori occasioni da goal, i giovani dell’Atletico avevano fatto una buona partita e Seba, nella fase di ripiego difensivo, si era fatto valere, mi era piaciuto.

Sono rimasti sullo 0 a 0 ancora per una decina di minuti del secondo tempo, poi un ritorno di atteggiamento “sufficiente e negativo” da parte di molti ragazzi dell’Atletico ed un calcio di rigore del tutto inventato ha permesso al Ricortola di passare in vantaggio e dilagare nel finale 4 a 1.

Ma quello che è importante evidenziare è come un banale cambiamento di postura abbia determinato un cambiamento a livello di prestazioni sportive, seppure per un solo tempo.

Postura e Dialogo Interno, le leve che Ti aiuteranno a vincere nello sport.

Ogni volta che Ti appresti ad entrare in campo, ricordati dell’importanza della Tua POSTURA. Insieme al DIALOGO INTERNO, di cui ho già parlato in un precedente post, farà la differenza in positivo nelle Tue performance sportive.

Addrizza le spalle, alza la testa, dirigi lo sguardo in avanti, sorridi e resta concentrato sul focus della partita. Sul fatto che puoi giocartela alla pari con gli avversari. E se poi perdi ugualmente, pazienza, almeno te la sarai giocata sino in fondo.

Quando entri in campo, la Tua postura com’ è? Sii onesto nel rispondere alla domanda e lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

giovedì 30 ottobre 2008

Allenare la mente a Vincere - Conferenza gratuita con Giancarlo Fornei in Versilia

Volevo informarti che Martedì 16 dicembre 2008, alle ore 21,00 sarò alla Trattoria da Pucci, a Strettoia di Pietrasanta in Versilia (Toscana) con la Conferenza:

"Allenare la mente a Vincere: l’allenamento mentale nello sport".

Se segui il mio blog, sai già che i più grandi atleti del mondo, prima ancora di vincere sul campo vincono nella loro testa.

Durante la conferenza, il cui ingresso è completamente gratuito, Ti "regalerò" un pò dei miei consigli per allenare la Tua mente: la leva più determinante per la vittoria. Sarà una serata simpatica, in cui Ti racconterò come funziona la Tua mente e risponderò ad ogni Tua domanda.

Al termine dell’incontro, regalerò a tutti i presenti il mio esercizio per sviluppare sicurezza.

Ti aspetto e porta con Te tutte le amiche ed amici che Vuoi.

Giancarlo Fornei”
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Indicazioni per partecipare alla Conferenza:
  1. Tutte le conferenze sono ad ingresso gratuito alle 21 e si concludono intorno alle 23;
  2. Si svolgeranno a Strettoia di Pietrasanta – Versilia (LU) – Toscana, presso il ristorante “Trattoria da Pucci” in Via S. Maria al Rio, 89;
  3. Per chi arriva da Firenze o da Genova, uscire al casello autostradale Versilia/Forte dei Marmi e prendere in direzione Seravezza;
  4. Per partecipare e/o maggiori informazioni, chiamare Nicoletta allo 0584/79.96.30. Oppure scrivere ad info@giancarlofornei.com

Ps
T'informo che alla Trattoria da Pucci, organizzerò anche altre due Conferenze gratuite:
  • Martedì 11 novembre 2008 – Pensare in Positivo e accrescere l’Autostima;
  • Martedì 13 gennaio 2009 - Come imparare a definire, focalizzare e raggiungere un obiettivo.

Scarica il programma completo delle 3 conferenze cliccando qui

mercoledì 22 ottobre 2008

Quella forza e quell’energia che chiamiamo Motivazione

Si racconta che Michael Jordan abbia più volte ripetuto nella sua vita questa frase, diventata poi leggenda: “Posso accettare di fallire. Chiunque fallisce in qualcosa. Ma io non posso accettare di non tentare".

In questa semplice frase, troviamo il credo di colui che è diventato una leggenda del basket americano, e non solo, a livello mondiale.

Michael Jordan ci ha sempre creduto, indipendentemente dai Suoi fallimenti. A differenza di altri, che si sarebbero arresi, ha saputo attingere dai Suoi fallimenti proprio l’energia e la forza che gli servivano per andare avanti. Quella forza e quell’energia che chiamiamo MOTIVAZIONE.

Che cosa è la motivazione?
Motivazione è una parola composta di motivo e azione. Significa che ogni grande sportivo ha un “Motivo” e compie delle “Azioni” per raggiungerlo. Senza un vero motivo e senza le azioni giuste, qualsiasi tipo di sport Tu faccia, non è in grado di regalarti emozioni.

La motivazione è il vero ed unico segreto del successo: gli sportivi di successo sanno cosa vogliono, e soprattutto, si attivano per ottenerlo, compiono delle azioni, giorno per giorno, per raggiungere il loro obiettivo.

In parole povere, sono motivate. Hanno un obiettivo e fanno di tutto per raggiungerlo.

Mi viene da ridere a ripensare a tutti i discorsi che si sono detti (ed anche sprecati) sul Milan delle prime due giornate di campionato. Carlo Ancelotti, che considero un gran motivatore e guidatore di uomini (a suo tempo ha lavorato con un personal mental coach), ha saputo costruire e trasmettere le giuste motivazioni alla squadra e nel giro di poche settimane è cambiato tutto: oggi il Milan è a soli tre punti dalla maestosa Inter di Special One.

Ma cosa è cambiato nella mente dei giocatori?
Io non sono a Milanello (se mi chiamassero ci andrei di corsa), ma da mental coach posso immaginarmelo: le MOTIVAZIONI e l’ATTEGGIAMENTO MENTALE POSITIVO.

Nota come la mente umana sia una componente fortissima in ogni sport, anche nel calcio. Lo scritto nel mio articolo “Le quattro aree di allenamento di un giocatore”.

Un po’ quello che sta succedendo oggi alla Roma di Luciano Spalletti. Come può una squadra che l’anno scorso ha espresso il più bel gioco ed è stata ad un passo dal vincere lo scudetto con la sua rimonta fantastica, improvvisamente “sparire” e non essere più capace di giocare a calcio? Spalletti è diventato improvvisamente un brocco?

Niente di tutto questo. La Roma ha solamente bisogno di ritrovare le giuste MOTIVAZIONI e, naturalmente, la tranquillità mentale che possa permetterle di giocare come è capace.

Spalletti è bravissimo e non ha certamente bisogno dei miei consigli, ad ogni modo mi permetto di offrirgliene uno: cerchi nella capitale un buon Mental Coach che possa aiutare la squadra a lavorare sull’allenamento mentale e sono certo che la Roma tornerà più forte di prima.

Ma la motivazione da dove nasce?
Ci sono molti studi condotti su sportivi di successo che hanno dimostrato che il desiderio di eccellere, di emergere, offre una spinta motivazionale strepitosa.

Alcuni esempi:
  • Michael Jordan desiderava essere il migliore;
  • Michael Phelps voleva battere il record di medaglie d’oro di Mark Spitz ed entrare nella leggenda;
  • Luca Toni voleva diventare un grande giocatore di calcio;
  • Dennis Conner voleva vincere l’America’s Cup;
  • Alberto Tomba ha sempre desiderato di diventare campione del mondo nello sci;
  • Valentino Rossi voleva correre in moto ed essere veloce;
  • Paolo Maldini ha sempre sognato di indossare la maglia del Milan, che prima era appartenuta a Suo padre.

Potrei continuare all’infinito. Tutti questi sportivi sono diventati dei campioni famosi, ma la vera chiave del loro successo non è solamente nel desiderio di diventare campioni, bensì nella forza di volontà che li ha spinti ad avere un MOTIVO e a munirsi di AZIONI per raggiungere l’obiettivo che si erano posti.

Basta leggere le loro storie per capire quanta tenacia e perseveranza abbiano messo nel cercare di raggiungere il loro obiettivo. Per capire quanto ci credessero e quanta MOTIVAZIONE avessero in corpo. Per capire quanto AMORE avessero verso lo sport che si erano scelti.

Indipendentemente dal livello in cui pratichi sport, ricorda che se non ami ciò che fai, difficilmente otterrai buoni risultati e se Ti “accontenti” di scendere in campo tanto per far parte degli undici di base, senza una forte MOTIVAZIONE a raggiungere un obiettivo, rinunciando a metterci PASSIONE ed ENTUSIASMO, resterai sempre uno dei tanti.

Mi occupo da una vita di gestione delle risorse umane e so bene che le performance eccellenti degli sportivi non sono necessariamente legate al tasso tecnico o tattico del giocatore, dello sportivo.

Spesso, le migliori prestazioni sono quelle dei giocatori più motivati, che entrano in campo con grinta e determinazione.

Riassumendo, senza quella forza e quell’energia che chiamiamo Motivazione è molto difficile che Tu possa diventare un Campione. Quindi: datti un MOTIVO e cerca di compiere ogni giorno delle AZIONI per raggiungerlo.

Ti regalo questa bellissima frase di Luca Toni: “Il calcio era il mio sogno. E i sogni si conquistano con i sacrifici”. Questo era il Suo Motivo. Le azioni che ha fatto per arrivare ad essere un grande campione (seppur in ritardo di età rispetto alla media) le conosciamo tutti.

La Tua motivazione a che livello è? Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.


sabato 18 ottobre 2008

Cerco una squadra da allenare con i miei sistemi di mental coach motivatore

Anche ieri ho ricevuto una marea di email e telefonate. Tutte di persone che mi conoscono, di persona o che leggono i miei articoli e che sanno che non mollo mai. Che ho una tenacia fuori del comune e che invece, erano rimaste meravigliate dalle mie dimissioni da mental coach del Pietrasanta Marina.

Anche a loro ho ripetuto e ripeto di stare tranquille. Mica sono impazzito. Vedete, per portare avanti un Progetto Sperimentale di Coaching Sportivo come il mio, le tre componenti principali devono essere in perfetta sintonia.

Ovvero:
  1. la società, che deve appoggiare e difendere il Progetto;
  2. i giocatori, che devono crederci e impegnarsi seriamente;
  3. il mental coach, che deve portare la sua esperienza e la voglia di sperimentare cose nuove.

Diciamo, che al Pietrasanta esistevano solamente due di queste tre componenti. Quale mancava? Prova a leggere tra le righe di tutti i miei post e forse, lo scoprirai da solo.

Ad ogni modo, prometto che il 30 marzo 2009, quando i giochi saranno fatti e non ci sarà più nessuno da proteggere, su questo stesso blog, io dirò il vero motivo per il quale ho rassegnato le dimissioni. Ed allora, la mia scelta apparirà più sensata.

Sino ad allora, avendo fatto una promessa (io mantengo sempre le promesse), sarò come una delle tre scimmiette: muto. Quindi, pur avendo letto su Il Tirreno di ieri delle cose che mi riguardano e non mi sono piaciute, non dirò nulla ed eviterò di alimentare ogni forma di polemica.

Del resto, le polemiche non fanno parte del mio stile. Io amo farle, le cose. Dalla mia bocca non uscirà mai nessun lamento, nessuna polemica.

Chiuso un capitolo. Si gira pagina ed eccomi di nuovo alla ricerca di una Società sportiva seria, che voglia sperimentare un programma di mental coaching sportivo altrettanto serio ed innovativo e che mi permetta di poterlo documentare.

La mia proposta - forse un pò particolare e sicuramente innovativa - è volta a cercare una squadra: di calcio, di pallavolo, di basket di hockey, o altro, da allenare con le tecniche motivazionali e di programmazione neuro linguistica che ho imparato.

Esiste una Società tra Lucca e La Spezia che voglia fare qualche cosa di veramente innovativo? Che voglia sperimentare, anche nel gioco di squadra, delle metodiche che in altri contesti hanno funzionato e funzionano molto bene?

Mi interessano squadre composte da menti giovani (Giovanissimi, Allievi, Juniores), che possa allenare e guidare personalmente. Magari, con l'aiuto di un preparatore atletico. Vanno bene sia maschili sia femminili, anche e soprattutto che abbiano fatto, sino ad ora, performance sportive deludenti.

Possono interessarmi anche le cosiddette "prime squadre" (in questo caso affiancando l'attuale allenatore), purché alla base ci sia un presupposto molto importante, che purtroppo al Pietrasanta è venuto meno, e che sarò lieto di spiegare a voce a qualsiasi Presidente, Direttore Generale o Direttore Sportivo che volesse mettersi in contatto con me.

Questo è il mio numero: 392/27. 32. 911. Chiamatemi. Sono disposto a lavorare con Voi e per Voi a delle condizioni molto interessanti.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo

venerdì 17 ottobre 2008

Comunicato stampa inviato ai Mass Media

Questo è il comunicato stampa che ho inviato ieri sera ai mass media della Versilia. Mi auguro che riportino fedelmente le mie parole, che non contengono una sola riga di polemica. Ma che vogliono essere solamente un ringraziamento profondo a questa Società e città di Pietrasanta.
Giancarlo Fornei


Il comunicato

Volevo ringraziare l’USD Pietrasanta Marina, in particolare il Presidente Serafino Coluccini, il Vice Presidente Carlo Ciaponi, il Direttore Generale Nicola Bertoni, e tutto il Consiglio Direttivo per l’opportunità che mi hanno concesso di collaborare con la prima squadra.

Sono state 3 settimane molto intense, in cui ho avuto modo di conoscere ed apprezzare questa Società. Purtroppo, ho commesso alcuni errori di valutazione e di conseguenza, sono venute meno alcune premesse importanti. In accordo con il Consiglio Direttivo, visto il particolare momento, ho preferito fare un passo indietro e lasciar lavorare tranquilla la squadra.

Ringrazio Mister Ciardelli e tutto il Suo staff tecnico, per avermi permesso di lavorare con lui. Saluto e ringrazio tutta la squadra ed auguro con tutto il cuore ai Blues di riprendersi quanto prima, cominciando sin da domenica prossima. Hanno tutte le potenzialità per fare un bel campionato e se ci credono, anche per vincerlo.

Chiedo scusa alla città e ai tifosi se ho deluso le attese, ma chiedo anche di stare vicini alla squadra e d’incitarli, sempre e in ogni caso. I ragazzi hanno bisogno del Vostro calore, fateglielo sentire.

Sono legato a Pietrasanta per molteplici motivi. E’, e resterà per sempre, nel mio cuore.

Marina di Carrara lì, 16 Ottobre 2008

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

mercoledì 15 ottobre 2008

Fallimento? No. Ho solo trovato un sistema di allenamento mentale che non funziona

Questa mattina ero libero da impegni formativi e di coaching ed ho pertanto tenuto acceso il cellulare. Nell'arco di tre/quattro ore, ho ricevuto la bellezza di 15 telefonate. Per non parlare delle email, sia di persone conosciute, sia di amiche ed amici che leggono il blog.

Telefonate ed email erano riconducibili, sostanzialmente, a due domande specifiche:
  1. perché ho dato le dimissioni da mental coach sportivo del Pietrasanta;
  2. se mi sento un perdente per aver fallito dopo neppure tre settimane.

Ho promesso a tutte queste persone che avrei risposto oggi stesso, sul blog.

Cominciamo con la prima domanda: perchè ho dato le dimissioni da mental coach del Pietrasanta Marina?

Evitate di pensare che sono improvvisamente impazzito. Che butto all'aria un sogno tanto cercato proprio nel momento in cui sono riuscito, faticosamente, a raggiungere. Chi mi conosce bene sa che non mollo mai, che ho una tenacia fuori dal comune.

Ma credo anche, che ogni persona di buon senso, debba riconoscere quando è opportuno andare avanti o fermarsi. Quando è bene e quando è male.

In ogni decisione, seppur sofferta, esiste un motivo. Esiste sempre, anche nella mia.

La seconda domanda era: non ti senti un perdente per aver fallito dopo appena tre settimane?

No!!! E sapete perché? Perché Thomas Alva Edison ha fallito la bellezza di 10 mila volte prima di perfezionare la lampadina elettrica. Non mi preoccupo affatto di aver commesso degli errori. Soprattutto perché sono stati errori di valutazione e non di metodo. E qui mi fermo, perché entrerei troppo nel dettaglio.

Ad ogni modo, l'importante è averne fatto tesoro e, possibilmente, evitare di incorrere negli stessi sbagli anche in futuro. Ma di questo sono abbastanza tranquillo. Ho commesso tanti errori nella mia vita, ma mai due volte di seguito lo stesso.

Sono sempre stato una persona che guarda al futuro e mai al passato. Ho sempre anticipato gli eventi. Pensate che già nel 1994 studiavo, seppur da autodidatta, la PNL. Nel 2003, ho cominciato a parlare di life e sport coaching quando in Italia, la parola "coaching" era solo un termine inglese.

Oggi sono tutti "coach" ed esperti di Programmazione Neuro-Linguistica. Ma è la pratica e l'esperienza a fare la differenza, sempre.

Sono pienamente consapevole che gli innovatori pagano dazio. Ma sono anche consapevole che con la tenacia e la perseveranza, ho raggiunto moltissimi obiettivi nella mia vita.

Per parafrasare lo stesso Edison, diciamo che ho solo trovato un sistema di "allenamento mentale per sportivi" che non funziona. O che comunque, non ha funzionato in quel contesto e con quei giocatori.

Sono tranquillo ed anzi, sono certo che da qualche altra parte ci sia già un'altra società ed un'altra squadra pronta a sperimentare il mio programma di "Allenamento Mentale".

Io ci credo fortemente. Come sono fortemente motivato a trovarla.

Certo, al Pietrasanta Marina mi sono affezionato. Ho passato tre bellissime settimane con la squadra. Intense. Dove ho imparato tantissime cose. Auguro con tutto il cuore ai Blues di riprendersi quanto prima. Hanno tutte le potenzialità per fare un bel campionato e se ci credono, anche per vincerlo.

Questa società mi è entrata nel sangue, ma domani è un altro giorno. Bisogna girare pagina.

Spero di aver risposto in maniera esauriente alle due domande e se così non fosse... abbiate pazienza.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

martedì 14 ottobre 2008

Mi dimetto da mental coach e motivatore della prima squadra del Pietrasanta Marina

Martedì 14 ottobre, ore 20,15. Davanti al Consiglio di Amministrazione dell'USD Pietrasanta Marina riunito, consegno nelle mani del Presidente Coluccini le mie dimissioni da mental coach e motivatore della prima squadra.

Dopo la partita di domenica con il Castelfranco ed aver a lungo riflettuto, per il bene del PietraMarina, ho preferito mettermi da parte.

Volevo ringraziare pubblicamente tutto il Consiglio, in particolar modo il Presidente Serafino Coluccini, il Vice Presidente Carlo Ciaponi e Nicola Bertoni, il Direttore Generale.

Tre persone splendide che mi hanno permesso di fare una bellissima esperienza e che, con alcuni distingui, rifarei ad occhi chiusi.

Sono state 3 settimane molto intense, in cui ho imparato molte cose. Ma in cui ho commesso alcuni errori, anche e soprattutto, di valutazione. Errori che spero, in futuro, di non commettere più. Ma siccome sono abituato ad assumermi le mie responsabilità, senza fare polemiche, preferisco fare un passo indietro e lasciare la squadra tranquilla.

Ai ragazzi dico solo che hanno tutte le potenzialità per vincere ancora il campionato e salire nella serie superiore. Chiedo loro di crederci e di mettere l'anima in campo, a partire da domenica prossima.

Un ringraziamento anche al Mister Cristiano Ciardelli per l'apertura mentale e la piena disponibiltà a collaborare con me. Paradossalmente, colui che poteva temere di più una mia presenza, è stato quello che mi ha dato la massima collaborazione.

Grazie anche a tutto lo staff tecnico del Pietrasanta. A partire da Mario Consigli, il preparatore dei portieri, Matteo Manfredi, il preparatore atletico e Paolo Tonini, il team manager. Con i quali si è subito istaurato un feeling particolarmente evidente.

Ma il mio doveroso grazie lo invio anche a Dario Pantera (direttore sportivo), Adriano Pasquini allenatore in seconda), Simone Baldini (preparatore atletico), Luca Lombardi (fisioterapista), Giovanni Palatella (medico sociale), Elena Francesconi (pubbliche relazioni), Alfio Peporini e Brunello Baglini (le anime del campo Pedonese). Insomma, a tutta la società.

Grazie anche a tutta la squadra. In particolare, per l'impegno profuso e la disponibilità che mi hanno dimostrato, a Gianluca Sardella, Matteo Marrucci, Luca Marcuccetti, Damiano Vitiello, Jacopo Pellegrini e Massimo Pierotti. Nonchè, a tutti i giovani calciatori della prima squadra.

Se ho dimenticato qualche nome, chiedo scusa in anticipo. Ma mentre scrivo sono un pò emozionato. Spero di essere perdonato.

Un ringraziamento al meraviglioso pubblico di Pietrasanta, e una gentile richiesta: applaudite sempre e comunque i Vostri ragazzi e state loro vicini.

In bocca al lupo ai Blues. Avete una società splendida, che merita di vincere il campionato e salire in Serie D.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

lunedì 13 ottobre 2008

Una metamorfosi inspiegabile

Che cosa è successo al Pietrasanta Marina nel giro di 3 giorni? Si è passati dalla partita vinta mercoledì scorso in Coppa Italia con il Forte dei Marmi, in cui la squadra pur non brillando, aveva messo in campo l’anima. Alla partita di domenica in casa, con il Castelfranco, in cui è avvenuta un’inspiegabile metamorfosi: la squadra piena di grinta e di determinazione non era il Pietrasanta, bensì il Castelfranco.

Eppure era cominciata bene. Bel gioco e goal subito in avvio. Poi, come il solito, prima della fine del primo tempo, si deve essere bruciato un fusibile e la squadra è andata in black out. 1 a 1 e tutto da rifare.

Ma a differenza di altre volte, domenica era destino che si dovesse cogliere la sorpresa. Nel secondo tempo ho visto una metamorfosi inspiegabile nel Pietrasanta. Squadra molle, senza concentrazione. Niente grinta, niente determinazione. I ragazzi sembravano allo sbaraglio. E puntualmente, quando non giochi con la giusta concentrazione, vieni sempre punito: 2 a 1 per il Castelfranco.

Non entro nei meriti della partita, chi l’ha vista si è subito reso conto di un arbitraggio penoso. Eppure, indipendentemente dagli errori dell’arbitro, il Castelfranco ha giocato una gran partita, proprio sulle armi che cerco di trasmettere ai ragazzi: grinta e determinazione. Meritando la vittoria.

Con molta onestà, non riesco a capire cosa possa essere successo nell’intervallo, per avvenire una metamorfosi così radicale. Ad ogni modo, mi metto per primo sul banco degli imputati: evidentemente la squadra non era motivata abbastanza.

Quindi, siccome il mental coach motivatore sono io, chiedo pubblicamente scusa alla Società e alla tifoseria del Pietrasanta per come ha reagito la squadra nel secondo tempo.

Affronteremo l’argomento domani al campo, nella consueta sessione del martedì pomeriggio. Nel frattempo devo riflettere, perché un calo così forte è inspiegabile. Anche se, lavorando sulle menti umane da tantissimi anni, so bene che invece, esiste sicuramente un motivo: basta cercarlo.

Se hai visto la partita, lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

Frase motivazionale del grande Muhamad Alì


«È la ripetizione delle affermazioni che ti porta a crederci. E quella credenza si trasforma poi in una convinzione profonda, e le cose cominciano ad accadere.»



Muhammad Ali

venerdì 10 ottobre 2008

Analisi della partita in Coppa Italia con il Forte dei Marmi: la fortuna aiuta gli audaci

Mercoledì scorso i ragazzi hanno giocato in Coppa Italia con il Forte dei Marmi la partita di andata del turno ad eliminazione diretta. Risultato, 2 a 0 per noi.

Non è stata una partita avvincente e neppure bella, anche se ho notato due cose che dal punto di vista dell'approccio mentale e motivazionale alla partita, mi sono piaciute molto:

1. La grinta e la determinazione messa in campo dai ragazzi di Cristiano, che volevano assolutamente vincere;

2. La fortuna che ci ha accompagnato nella partita, soprattutto in occasione del nostro primo goal, segnato con una corta respinta del portiere avversario che scivolando ha messo la palla sul magico piede di Massimo Pierotti.

Ai molti potranno passare inosservati questi due particolari, ma a me dicono molte cose.

Intanto che la squadra comincia a recepire alcuni insegnamenti motivazionali che, per la verità, non arrivano solamente da me, bensì dal loro stesso allenatore Cristiano Ciardelli e da tutto lo staff tecnico. Per non dire dagli stessi giocatori.

Segno di una cosa importantissima: esiste una forte coesione di gruppo.

Poi che la fortuna, dopo le ultime gare in cui si era assolutamente dimenticata del Pietrasanta Marina, comincia a fare il suo capolino. Quest'aspetto è per me molto importante, perché quelli che operano nel settore motivazionale e del coaching mentale, sanno bene che non è una cosa fine a se stessa: NOI COSTRUIAMO LE NOSTRE FORTUNE.

Segno che la squadra, con il suo atteggiamento mentale, comincia a "richiamarla" a sè. Comincia a costruire i presupposti affinché la fortuna venga in aiuto degli audaci.

Ti ricordi il famoso Milan di Arrigo Sacchi? Da tutti sbeffeggiato per la fortuna sfacciata che aveva nel recuperare o vincere le partite anche negli ultimi minuti. Ebbene, quello che molti pensavano fosse solo fortuna, per la Legge di Attrazione era il risultato di quello che i giocatori del Milan pensavano e desideravano.

Ricorda che attiri verso Te stesso quello che pensi, che Ti dici, che cerchi, che desideri.

Mercoledì pomeriggio, il Pietrasanta Marina ha attirato la fortuna a sé perché ci ha creduto ed è stato più audace del Forte dei Marmi ed alla fine, è stato premiato.

Oggi ho una nuova sessione di mental coaching con i ragazzi, in vista della prossima partita di domenica ed è quello che dirò ai ragazzi, semplicemente: la fortuna aiuta gli audaci. Credeteci sempre, sino in fondo.

Giancarlo Fornei

Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi” Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

giovedì 9 ottobre 2008

Quando la Motivazione è talmente forte da permetterti di realizzare un sogno

All’indomani di alcuni articoli giornalistici apparsi su La Nazione e Il Tirreno, che riportavano la notizia del mio ingaggio come motivatore e mental coach, del Pietrasanta Marina, squadra Toscana che gioca nel campionato di Eccellenza, in molti mi hanno scritto e telefonato, chiedendomi cosa mi abbia spinto ad accettare quel tipo di incarico.

A tutti ho risposto in questo modo: "Ero fortemente motivato a realizzare un Sogno".

Infatti, è cominciato da un semplice e banale sogno. Ho cominciato a sognare di diventare un “Coach Sportivo” da quando ho preso a seguire con maggior attenzione le partite di calcio di Sebastian, il mio primogenito che ha ormai 20 anni e gioca nell’Atletico di Carrara.

Vedendo Sebastian ed i suoi compagni in campo, ho cominciato a “desiderare” di guidare la squadra in cui giocava. Volevo farlo in un modo diverso da quello solito degli allenatori, che si limitano ad allenare i muscoli ed il fiato, ad insegnare la tecnica e dare delle indicazioni di natura tattica.

Volevo farlo allenando anche le loro menti. Volevo farlo insegnando loro a credere in se stessi e volersi bene. Ad avere fiducia e pensare in positivo. Ad avere un comportamento etico dentro e fuori del campo.

Preso dall’entusiasmo ho cominciato a contattare le varie squadre di calcio di Carrara. Naturalmente, la prima è stata l’Atletico di Carrara, cui ho presentato un progetto di mental coaching sportivo sperimentale”.

Ma aveva due difetti:
1. era gratuito, e come mi ricorda spesso il mio caro amico Roland Del Vecchio, le cose gratuite hanno poco valore;
2. era troppo innovativo per la mentalità provinciale di Carrara.

Tra telefonate ed email, ho contattato almeno altre quindici squadre locali (tra Massa e Carrara), ricevendo da tutte un secco: “Interessante progetto, ma purtroppo non abbiamo nessuna squadra giovane da affidarle”.

In realtà, alcune risposte sono state talmente secche e demotivanti che evito persino di riportarle.

Per alcuni giorni sono rimasto con le pile scariche e non Ti nascondo che cominciavo a pensare di desistere, quando una mattina intorno alle 6 e mezza, mi si è accesa una lampadina.

Mi sono detto a voce alta:
“Scusa, Giancarlo, ma tu insegni agli altri a raggiungere un obiettivo in 5 passi, possibile che non sei capace di farlo anche per te”?

Questa frase mi ha letteralmente sbloccato ed ho cominciato a trasformare un semplice SOGNO in un vero e proprio OBIETTIVO da realizzare.

Come ho fatto? Eccoti la mia strategia:

1. Per prima cosa ho definito “Chi fossi e che cosa volevo”. Nel mio caso era abbastanza semplice. Ero già un buon mental coach, capace di aiutare e valorizzare le persone. Volevo diventare un Mental Coach Sportivo per guidare e valorizzare una squadra di calcio giovanile;

2. Poi ho “cambiato il mio modo di pensare”. Anche in questo caso debbo ammettere che per me è stato abbastanza facile. Ad ogni modo, ho cominciato a ripetermi, tutti i giorni (dialogo interno), che entro la fine dell’anno io avrei guidato una squadra di calcio juniores;

3. Ho quindi “definito nei minimi particolari il mio obiettivo”, mettendolo per iscritto e facendo quello che consiglio ai miei clienti. Ogni mattina lo riscrivevo di mio pugno in un diario. La descrizione esatta dell’obiettivo era: “Oggi, trovo un presidente di una squadra di calcio della Versilia, che mi affida il progetto sperimentale di gestire e guidare una formazione juniores a livello provinciale”.

Nota come la descrizione dell’obiettivo sia molto precisa, espressa in maniera positiva, usando la prima persona e il presente indicativo;

4. A quel punto, dovevo solamente “stabilire le strategie ed i programmi” da mettere in atto per raggiungere il mio obiettivo. Ho cominciato a fare una lista delle cose che potevo fare per farmi conoscere maggiormente ed acquisire quella credibilità necessaria nell’ambiente calcistico giovanile:

a) Creare un blog sui cui parlare del mental coaching in ambito sportivo;
b) Cercare riviste e testate giornalistiche che trattavano il calcio a livello giovanile;
c) Scrivere articoli;
d) Creare una mailing list di addetti ai lavori (società calcistiche, direttori generali, presidenti, allenatori, ecc.);
e) Organizzare delle serate a tema ad invito gratuito, dove parlare della possibilità di usare il mental coaching in ambito sportivo;
f) Ed altro ancora

5. Infine, ho messo in pratica il quinto passo che raccomando nel mio programma di mental coaching: “agire”. Senza evitare di attendere gli eventi, ho cominciato ad agire e mettere in pratica il programma che avevo definito.

Per esempio:
a) Ho subito creato questo blog, su cui ho cominciato a scrivere articoli su articoli. Il primo l’ho scritto il 14 giugno ed era proprio un invito alle società calcistiche;
b) Mi sono proposto alla rivista calcistica giovanile più conosciuta nella mia zona, chiamata A Tutto Campo, ed ho cominciato a tenere una mia rubrica settimanale sull’allenamento mentale nello sport;
c) In meno di due mesi, ho creato una mailing list di circa 1000 addetti ai lavori ed ho cominciato ad inviare loro articoli su articoli;
d) Ho organizzato, tra fine luglio ed i primi di settembre, tre serate a tema ad invito gratuito, dove parlavo della possibilità di usare il mental coaching in ambito sportivo.

Risultati? Fantastici! In 4 mesi avevo realizzato il Sogno.

Una delle mie email è finita ad un Signore chiamato Carlo Ciaponi, Vice Presidente del Pietrasanta Marina, che dopo aver letto qualcuno dei miei articoli e visitato il mio sito ha esclamato “Capperi, questo è in gamba, può esserci molto utile” (in realtà, mi risulta che le Sue parole fossero più colorite).

Nella prima settimana di settembre ho ricevuto la telefonata di Nicola Bertoni, il Direttore Generale, che manifestava il Suo interessamento. Pensavo che mi proponesse una squadra giovanile, tipo allievi o juniores, invece, Nicola mi propone subito di affiancare direttamente l’allenatore della prima squadra per aiutarlo a vincere il campionato di Eccellenza e salire in serie D. Molto più di quanto potessi immaginare.

Il 17 settembre, presente anche il Direttore Generale, ho avuto il primo incontro ufficiale con l’allenatore Cristiano Ciardelli, che si è subito dimostrato una persona aperta mentalmente e disponibilissima.

Il resto è cronaca come da articoli sui giornali. La settimana dopo ero in società e martedì 23 settembre ho avuto il primo incontro ufficiale con la squadra del Pietrasanta Marina.

Tutto facile? Nemmeno per sogno. Il difficile arriva adesso. In due settimane ho capito la pressione che esiste intorno ad una squadra di calcio. Pensavo esistesse solo a livello professionistico, ma credimi, è impressionante.

L’inizio è stato duro, anche perché mi sono dovuto guadagnare la fiducia di giocatori adulti e importanti. Vi sono, infatti, molti calciatori provenienti dalla serie D e abituati a vincere e giocare in squadre di prima classifica.

Giocatori abituati a seguire i loro dogmi calcistici, che si sono visti arrivare un tipo strano in giacca e cravatta che raccontava loro che “avere credenze e convinzioni potenzianti” poteva fare la differenza.

Oppure, “che il loro cervello funzionava esclusivamente in base ad obiettivi” e dovevano imparare a nutrirlo bene. Ed ancora, che attraverso “l’allenamento mentale” li avrei potuti aiutare a potenziare le loro performance sportive.

Insomma, capisco bene che possano aver avuto un attimo di sbandamento e d’incredulità. La cosa positiva è che nel giro di due settimane la loro attenzione e partecipazione nelle sessioni di mental coaching è vistosamente aumentata. Segno che la diffidenza iniziale sta scomparendo.

Ho deciso di commentare le notizie giornalistiche e rendere pubblico il "come" sono arrivato al Pietrasanta Marina, perché in questo modo posso dimostrare a tutti i calciatori e ai vari sportivi che seguono questo blog, come, con la FORZA DELLA MOTIVAZIONE si possa prendere un semplice sogno, magari che abbiamo da una vita, farlo diventare un obiettivo e di conseguenza, raggiungere l’obiettivo per permetterci di realizzare il sogno.

Qualche pignolo potrebbe affermare che il mio sogno sarà realizzato al centopercento quando allenerò una squadra giovanile di calcio (nota la presupposizione interna alla frase: ci credo talmente tanto che per me è solo una questione di tempo).

Vero. Ma oggi, posso affermare, senza ombra di smentite, che la grande motivazione che ha contraddistinto gli ultimi dieci anni della mia vita, mi ha già fatto raggiungere un grandissimo obiettivo: essere il mental coach della prima squadra del Pietrasanta Marina.

Semmai, adesso devo meritarmi il prestigio di lavorare in questa e con questa società e se ci riuscirò, mi aprirà la strada verso il resto del sogno e forse, anche qualcos'altro.

In chiusura di questo lungo articolo, voglio solo ricordarti di credere sino in fondo ai Tuoi Sogni. Di metterci Passione ed Entusiasmo e di usare la leva più importante per raggiungerli: la MOTIVAZIONE.

E Tu? Sei fortemente motivato a realizzare il Tuo Sogno? Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”