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martedì 29 luglio 2008

Esercizio per il Riscaldamento Mentale per Sportivi - Prima parte


Che né dici di cominciare a mettere in pratica le cose che hai imparato sino ad oggi leggendo i miei articoli? 

Prova a fare questo esercizio per il riscaldamento mentale. 

Naturalmente, cominciamo da qualcosa di semplice. Intanto, prendi confidenza con due termini molto usati in PNL: “Associato” e “Dissociato”.

Quando rivivi un momento particolare della Tua attività sportiva e lo vedi attraverso i Tuoi occhi, vivendo l’esperienza in prima persona, come se Tu fossi lì, presente in quel momento, sei in quello che viene definito “STATO ASSOCIATO”

Tanto per essere chiaro, vedi tutto quello che Ti circonda e vivi l’esperienza in prima persona, provando emozioni e sensazioni ad essa collegata, ma non puoi vedere Te stesso nell’immagine.

Invece, quando rivivendo l’esperienza (o creandone una nuova), sei al di fuori del Tuo corpo ed osservi Te stesso mentre fai l’esercizio o la performance sportiva, sei in uno “STATO DISSOCIATO”. 

Tanto per essere chiaro, è come se vedessi Te stesso dentro ad uno schermo cinematografico o ad una fotografia. 

Non essendo associato all’evento, non provi emozioni ed osservi il tutto con distacco, come se vedessi Te stesso dentro ad una normale foto. Quindi, puoi tranquillamente prendere atto del miglioramento/peggioramento dell’esercizio o della performance sportiva. O addirittura, costruire la Tua performance perfetta.

Tutto chiaro? Bene. Proviamo a fare l’esercizio.

  • Supponiamo che Tu giochi a calcio e che desideri imparare a calciare bene le punizioni (nota che l’esercizio è ottimale per qualsiasi sport: potresti voler imparare a colpire bene una pallina da golf, ad entrare bene in acqua quando Ti tuffi dal trampolino, oppure a colpire la palla perfettamente quando vai in schiacciata, ed ancora, a tirare a canestro dalla lunetta, ecc.).

Per prima cosa, mettiti in un posto tranquillo, dove nessuno potrà disturbarti per i prossimi dieci/quindici minuti:

  1. Adesso chiudi gli occhi, respira ed inspira lentamente e rilassati. Prenditi uno o due minuti per rilassarti bene. Libera la mente e rilassati tranquillamente;
  2. Mentre Ti rilassi, comincia con il creare una bella immagine di Te mentre stai per calciare la punizione in maniera perfetta (alla Pirlo o alla Del Piero, per intenderci);
    Fallo in maniera DISSOCIATA, crea una bella fotografia oppure un filmino (secondo le Tue capacità) in cui Ti vedi mentre calci perfettamente la palla;
  3. Impara ad osservare nei minimi particolari la fotografia e/o il filmino. Osservala bene, sin da quando parti per calciare, e metti il focus della Tua attenzione nel momento in cui calci perfettamente il pallone: osserva com’è messo il Tuo piede, in che modo colpisce la palla, osserva il punto esatto, guarda esattamente in che angolo finisce il pallone, ecc.;
  4. Osserva ancora per qualche minuto la fotografia e/o il filmino. Fallo nello stesso modo in cui osserveresti una bella immagine del passato, una foto dei Tuoi ricordi, un momento felice immortalato, ecc.;
  5. Ripeti l’esercizio ogni giorno. Dedicagli 10/15 minuti per almeno 6/7 giorni (vedrai che più lo fai e meno tempo Ti servirà per farlo).
Una volta che hai imparato a “creare” bene la Tua immagine vincente, impara a richiamarla la sera prima di addormentarti. 

L’esercizio, è già di per sé molto utile, se poi Ti abitui a ripeterlo la sera prima di dormire, stimoli ancor di più il Tuo inconscio e durante la notte il Tuo cervello lavorerà per Te, aiutandoti maggiormente a creare, nella realtà, l’immagine che hai messo dentro la foto.

Fidati: la potenza dell’inconscio è enorme.


Per il momento, limitati ad imparare bene questa prima parte dell’esercizio. 

Nel prossimo articolo (lo trovi a questo link), Ti descriverò la seconda parte e Ti insegnerò a passare dalla fase dissociata a quella associata. Associando a Te tutte le emozioni e sensazioni che quell’immagine può darti. Rendendoti, quindi, pienamente consapevole dell’esercizio o della performance contenuti nell’immagine.

L’abilità di visualizzare è una capacità molto efficace nell’apprendimento e nel perfezionamento di esercizi e/o movimenti particolari, nonché nei vari aspetti della preparazione atletica e sportiva. 


Imparala ed aumenterai notevolmente le Tue performance.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo


Ps: Fammi sapere come sono andati i Tuoi esercizi. Se hai avuto qualche problema o, al contrario, Ti è subito riuscito, lasciami il Tuo commento a questo post.



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Nota bene: questo post è stato aggiornato il 23 marzo 2015


giovedì 17 luglio 2008

L’Ancoraggio nello Sport

L’ancoraggio è un processo tramite il quale si associa una risposta interna a qualche stimolo esterno, in modo che sia possibile riaccedere alla reazione in modo veloce, e, talvolta, in maniera nascosta.

Con questo termine si indica un “interruttore neuro-emozionale”. Immagina un vero e proprio interruttore di energia, dove, anziché far passare corrente che genera luce… Ti permette di far passare energia per “accedere” in tempi rapidi agli STATI EMOTIVI più utili per Te, per esempio: grinta, determinazione, concentrazione, entusiasmo, ecc.

Tutto nasce da una scoperta di un certo Pavlov, uno scienziato russo che riuscì a collegare il suono di un campanello con la salivazione dei cani. Nel suo esperimento, i soggetti erano tre: il cane, il cibo ed un campanello. Prima di portare il cibo al cane, ogni giorno suonava una campanella. Lo fece per giorni e giorni e, ad un certo punto, suonò la campanella senza portare il cibo ed il cane cominciò a salivare ugualmente, come se il cibo fosse realmente presente.

Partendo da questo famosissimo esperimento, Richard Bandler e John Grinder (gli scopritori della Programmazione Neuro-Linguistica) hanno sviluppato e perfezionato la tecnica dell’ancoraggio, che costituisce per le persone un formidabile sistema per riaccedere in ogni momento alle proprie migliori risorse interne. La PNL definisce l’ancoraggio come il procedimento che collega uno stimolo sensoriale ad uno o più stati d’animo.

Gli ancoraggi sono presenti nella realtà di tutti i giorni. La Tua attività di sportivo (ed anche quella di ogni altro sportivo) è piena di ancore naturali, oppure di ancore costruite da altri, per esempio: sei un calciatore e Ti sei preparato per bene tutta la settimana. Hai partecipato a tutte le sedute di allenamento e nella partitella in cui il coach prova gli schemi, Ti sei distinto in maniera divina. Insomma, sei pronto fisicamente e tatticamente e Ti senti bene.

Arriva la partita e prima della stessa, ricevi una telefonata (o litighi semplicemente con un compagno) che “cambia” completamente il Tuo stato d’animo e Ti fa riaccedere, immediatamente, ad uno stato poco produttivo per Te. Scendi in campo e… Tu non sei più quello dell’allenamento settimanale. Sei molle, perdi i contrasti, non insegui la palla, non Ti fai trovare smarcato e, soprattutto, la TUA CONCENTRAZIONE è sparita!!!

In Pnl diremmo che hai spostato il “TUO FOCUS”, la Tua attenzione, su qualcosa di poco produttivo.

Questo è quello che può succedere a molti sportivi. Siano giovani o anziani; famosi o atleti in “erba”; che pratichino il calcio, il basket, la pallavolo, l’atletica, il nuoto, il tennis, o altro.

Questo, è quello che può succedere anche nella vita reale, tutti i giorni. Ascolti la radio e passa quella determinata canzone che Ti ricorda il primo amore; una foto Ti fa tornare alla mente ricordi piacevoli o spiacevoli; una sola parola Ti fa ricordare una storia vecchia di anni; un profumo Ti ricorda una persona, ecc. La maggior parte delle volte non sei consapevole che le Tue reazioni sono collegate a queste ancore, ed agisci inconsciamente.

Ogni stimolo esterno, quindi, è collegato ad una risposta interna, ad uno stato d’animo.

Pensa come potrebbero cambiare la Tue performance sportive se avessi a disposizione uno strumento che Ti facesse rivivere all’istante i Tuoi migliori stati d’animo: rilassamento prima della gara, grinta durante la partita, concentrazione prima di calciare un rigore, ecc.

Nota che l’ancoraggio è uno strumento semplice, pratico ed efficace per consentirti di entrare, quasi a “comando”, nello stato d’animo che desideri. Naturalmente, devi imparare il procedimento e ci vuole tempo e, soprattutto, pratica, tanta pratica. Una volta appreso, “riaccendi” le Tue ancore ovunque sei.

Vediamo brevemente cosa sono le ancore:
  • Sono associazioni che si creano tra uno stato d’animo e qualcos’altro;

  • L’ancora è una neuro-associazione acquisita, in altre parole, imparata, che Ti serve a richiamare uno stato desiderato;

  • I principali tipi di ancore sono 3: visiva, auditiva e cinestesica;

  • L’ancora visiva funziona con una foto, immagine, colore, ecc;

  • L’ancora auditiva funziona con la Tua voce, la voce di qualcun altro, la musica, i suoni, una parola, ecc;

  • L’ancora cinestesica funziona toccandoti una qualsiasi parte del corpo, provando una sensazione particolare in un punto specifico del corpo, sentendo un calore, respirando in un certo modo, ecc;

  • A sua volta, ogni tipo di ancora può essere esterna o interna.

Nel prossimo articolo cominciamo a vedere qualche esercizio di visualizzazione e di ancoraggio. Alla prossima e se vuoi, puoi lasciare un post su questo blog.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

Ps:

l'immagine è tratta da http://www.piuchepuoi.it/ il portale del mio caro amico Italo Pentimalli, visitalo, vi troverai tantissime risorse utili.

lunedì 7 luglio 2008

Anche nello sport il Tuo inconscio non distingue tra realtà e fantasia

Sei un atleta, uno sportivo? Sapevi che per il Tuo cervello pensare e fare sono la stessa cosa? In molti dei miei seminari faccio un gioco: chiedo a tutti i partecipanti di chiudere gli occhi e di seguire attentamente la mia voce. Solo la mia voce. Poi li guido sino ad immaginare una piccola e sperduta isola delle Bahamas. Mentre vado avanti nel racconto, divento sempre più preciso e descrivo loro l’isola nei minimi particolari.
Questo è un esempio di cosa racconto loro:

“e mentre cammini sulla sabbia fine fine, di color bianco avorio, cominci a scorgere in lontananza e sulla tua destra un gruppo di palme…
…la sabbia s’impasta con l’acqua del mare, che dolcemente s’infrange sulla battigia ed il sole, a mezz’aria sulla tua sinistra, comincia a scottare sulla pelle, sempre di più, al punto che cominci a sudare, sudare…
…e più cammini sulla sabbia bagnata dal mare, più ti avvicini al gruppo di palme…
…e più ti avvicini, più ti rendi conto che il palmeto è composto di tre palme leggermente curve sulla spiaggia, rivolte con la loro chioma verde verso il mare, da cui spuntano dei grossi frutti che sembrano noci, delle grosse noci di cocco…
…anzi, adesso che le vedi meglio sono proprio delle splendide e grosse noci di cocco color marrone, si, sono proprio delle noci di cocco…
…ed il gruppo delle palme è quasi a riva e viene bagnato dalla risacca dell’acqua, che s’infrange sulla battigia e provoca dei dolci e ripetuti rumori…
…riesci a sentire la risacca? Ascolta il rumore delle onde che s’infrangono sulla riva…
…ascolta il rumore dei gabbiani che volano bassi sul mare in cerca di cibo”.

Cosa Ti è successo? Scommetto che mentre andavi avanti nella lettura ad un certo punto hai cominciato a sentire umidità o freddo ai piedi, il caldo del sole sulla Tua pelle, oppure hai immaginato e visto l’isola con il suo palmeto, ascoltato il rumore delle onde sulla battigia, od altre piccole emozioni/sensazioni, e sai perché?

Perché come il mio, anche il Tuo cervello non distingue tra realtà e fantasia! Ti è bastato solo leggerlo e pensarlo per attivare quella serie di processi anche fisiologici che si sarebbero attivati se lo avessi fatto veramente. Se Tu fossi stato veramente in quell’isola delle Bahamas (meglio andarci dal vivo, vero?).

Adesso voglio comunicarti una notizia che ha dello stupefacente: ho rifatto questo gioco proprio nei giorni precedenti alla stesura finale del mio ebook “Penso Positivo”, in un corso sulla comunicazione in Versilia, rivolto a potenziali giovani cuochi. Avevo 21 persone in aula, di età compresa tra i 18 ed i 43 anni, e ben 19 di loro, ripeto, 19 di loro, alla fine del gioco ha affermato di aver provato delle sensazioni fisiche (dette anche cinestesiche), in altre parole di aver sentito la sabbia bagnata sotto i piedi, il freddo dell’acqua o il calore del sole sulla spalla sinistra. Oppure di aver immaginato e visto l’isola, il palmeto o le noci di cocco, ed anche (in casi più rari), di aver sentito il rumore del mare che s’infrangeva sulla battigia della spiaggia.

Ma la notizia nella notizia è che queste persone hanno costruito i suoni, le immagini e le sensazioni, esattamente come io le raccontavo, le descrivevo. Nelle stesse identiche posizioni: il sole a sinistra, il palmeto a destra, ecc.

In due di loro, l’esperienza era capovolta: la spiaggia ed il palmeto erano a sinistra, il sole a destra. Facendoli parlare, raccontare le loro emozioni davanti al gruppo dei discenti, ho scoperto che la scorsa estate avevano veramente fatto le vacanze su di un’isola e la spiaggia che avevano visitato era girata al contrario di come l’avevo descritta io. Ti rendi conto: la loro esperienza si era mescolata alla fantasia. Il loro cervello aveva creato dei collegamenti, senza fare alcuna distinzione.

Tutte queste persone hanno pensato e fatto contemporaneamente, senza distinguere tra realtà e fantasia. Esattamente come fa anche il mio ed il Tuo cervello, e quello di tutti gli appassionati di sport che stanno leggendo quest’articolo. Il cervello lavora principalmente attraverso le immagini e visualizzare e creare immagini positive è la caratteristica principale degli atleti che ottengono grandi performance e successi. Invece, che cosa fa la maggior parte degli sportivi? Si crea delle immagini negative che portano alla paura di sbagliare, all’ansia e, di conseguenza, spesso, molto spesso, al fallimento.

Creare immagini positive di ciò che si vuole realizzare come se fosse già stato ottenuto motiva i grandi campioni a impegnarsi con metodo, costanza e disciplina, sostenendo grandi fatiche e sacrifici per riuscirci. Essere capaci di lavorare mentalmente con le immagini di una buona performance, ossia di “visualizzarla” prima della gara, è un’abilità importantissima. Pensa che è stato scoperto che più è alto il livello della competizione, più gli atleti fanno uso di visualizzazione immaginazione. Non pensi che se lo fanno i grandi campioni ed ottengono dei risultati, forse… potresti farlo anche Tu?

Naturalmente, evita di pensare che basti “visualizzare e immaginare” le cose, per fare un goal strepitoso o vincere una gara di nuoto. Qualsiasi attività di visualizzazione e immaginazione, senza creare i dovuti presupposti e, soprattutto, senza le AZIONI per raggiungere gli obiettivi sportivi che Ti sei prefissato, non funzionerà.

Viceversa, se impari a costruire delle bellissime immagini delle cose che desideri ed AGISCI, ecco… questa è una combinazione interessante, che sono certo, Ti aiuterà a raggiungere e migliorare molto più velocemente, le Tue performance. E forse, Ti sorprenderai di come il Tuo cervello prenderà alla lettera i “sogni” che saprai costruire.

Nel prossimo articolo, Ti regalerò uno dei miei esercizi per aiutarti a “lavorare” sulle Tue immagini e sviluppare le capacità di “visualizzarti in performance sportive eccellenti”.

Come diceva il grande Kevin Keegan: “Hai bisogno di dipingere immagini sia per te stesso, sia per le altre persone”.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
Autore di “Penso Positivo”

Lettura suggerita: Allenamento Mentale per gli sportivi, di Ted Garratt – Alessio Roberti Editore

mercoledì 2 luglio 2008

Performance Sportive

Nel coaching sportivo si usa dire: "Prestazione, meno Interferenza, uguale a PERFORMANCE".

In parole semplici, significa che qualsiasi atleta, sia un semplice dilettante sia un professionista dello sport, ottiene delle Performance Sportive di alto livello nel momento in cui la sua prestazione sportiva (la gara, l'esercizio, la partita, ecc.) non viene "inquinata" dalle interferenze mentali. Per esempio: dalle sue credenze negative in merito al saper fare o meno, un certo esercizio.

L'inquinamento mentale, come lo chiamo simpaticamente io, può essere dato anche da un semplice dubbio, una paura o da uno stato d'animo negativo.

Vi ricordate il rigore sbagliato da Roberto Baggio nel mondiale americano di qualche anno fa?Mentre stava per calciare quel famoso rigore, il dubbio "inquinò" la Sua mente e, inevitabilmente, lo sbagliò.

Come evitare le interferenze mentali? Mantenendo la giusta concentrazione, quello che solitamente gli addetti ai lavori chiamano il "FOCUS" sull'esercizio e/o sulla prestazione sportiva.

Prossimamente, vi darò qualche utile consiglio.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo



ps
nella foto, la schermitrice LOU in una fase di concentrazione