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venerdì 31 ottobre 2008

Anche Tu usi questa postura quando entri in campo?


Lo sapevi che la Tua postura determina lo stato d’animo con cui entri in campo? Qualsiasi sport Tu faccia, la Tua postura influenza, positivamente o negativamente, i Tuoi Stati d’Animo che, a loro volta, influenzeranno le Tue prestazioni sportive.

Fermati un istante a riflettere, prova a tornare con la memoria alla Tua ultima partita. Com’era la Tua postura prima di entrare in campo?

Era questa: spalle curve, sguardo basso, testa china, respiro lento e difficile, volto triste.

Oppure era questa: spalle dritte, testa alta, sguardo in avanti, volto concentrato ma sorridente, respiro ampio.

Nel primo caso, era la postura di un calciatore già sconfitto in partenza, che è entrato in campo con uno stato d’animo negativo. Demotivato e svogliato, oserei dire rassegnato a perdere. La sua postura e depotenziante.

Nel secondo caso, era la postura di un calciatore vincente, o che comunque non ci sta a perdere. Che entra in campo con uno stato d’animo positivo, consapevole che può giocarsi la partita sino in fondo. Determinato. La sua postura è potenziante.

La postura è determinante nel calcio e in qualsiasi tipo di sport.

Adesso che hai capito la differenza tra una postura potenziante e non, prova a tornare indietro nel tempo e ripensa a tutte le partite in cui hai giocato male e poi ripensa a tutte le partite in cui hai fatto una buona prestazione.

Scommettiamo che quando hai giocato male sei entrato in campo con una postura depotenziante? E scommettiamo ancora che quando hai giocato bene sei entrato in campo con una postura potenziante?

Non mi stancherò mai di ricordarti che la postura con la quale entri in campo è molto importante, direi determinante per la riuscita delle Tue performance sportive. Questo perché il Tuo corpo e la Tua mente sono collegati tra loro.

Attraverso la Tua postura, dai al Tuo cervello dei comandi precisi, che Ti permetto di accedere al “pozzo” delle risorse profonde che sono dentro di Te. Ed ecco che entrano in gioco le Tue emozioni, che Ti metto in uno stato d’animo positivo o negativo e di conseguenza, Ti fanno fare una prestazione sportiva vincente o perdente.

Due sabati fa sono andato a vedere Sebastian (mio figlio che gioca nella Juniores dell’Atletico di Carrara) giocare contro il Tirrenia a Marina di Massa. Mentre ero in tribuna ho potuto notare le differenti fasi di riscaldamento dell’una e dell’altra squadra.

Silenzio, ripetizione ossessiva degli esercizi e massima concentrazione nel Tirrenia. Continuo parlottare, giochetti con la palla e atteggiamento spavaldo nei giocatori dell’Atletico.

Entrando in campo, i ragazzi del Tirrenia avevano tutti lo sguardo alto e le spalle dritte. Sebastian ed i suoi compagni, lo sguardo verso il basso e le spalle curve. Risultato finale 6 o 7 a 0 per il Tirrenia.

Sabato scorso sono tornato a vedere Seba e l’Atletico di Carrara giocare in casa, alla Fossa dei Leoni, contro il Ricortola, prima in classifica. Tutti si aspettavano una débacle, eppure dalla tribuna avevo già notato alcuni piccoli cambiamenti.

Nella fase del riscaldamento Sebastian ed i Suoi compagni erano concentrati al massimo. Pochi giochino con la palla, massima attenzione negli esercizi e alla fase di riscaldamento atletico. Entrando in campo, mi sono reso conto che cominciando da mio figlio, avevano tutti la testa alta e le spalle dritte. Lo sguardo era dritto, in avanti e concentrato, lo leggevi nei loro occhi.

Alla fine del primo tempo erano ancora sullo 0 a 0. Seppure il Ricortola avesse avuto maggiori occasioni da goal, i giovani dell’Atletico avevano fatto una buona partita e Seba, nella fase di ripiego difensivo, si era fatto valere, mi era piaciuto.

Sono rimasti sullo 0 a 0 ancora per una decina di minuti del secondo tempo, poi un ritorno di atteggiamento “sufficiente e negativo” da parte di molti ragazzi dell’Atletico ed un calcio di rigore del tutto inventato ha permesso al Ricortola di passare in vantaggio e dilagare nel finale 4 a 1.

Ma quello che è importante evidenziare è come un banale cambiamento di postura abbia determinato un cambiamento a livello di prestazioni sportive, seppure per un solo tempo.

Postura e Dialogo Interno, le leve che Ti aiuteranno a vincere nello sport.

Ogni volta che Ti appresti ad entrare in campo, ricordati dell’importanza della Tua POSTURA. Insieme al DIALOGO INTERNO, di cui ho già parlato in un precedente post, farà la differenza in positivo nelle Tue performance sportive.

Addrizza le spalle, alza la testa, dirigi lo sguardo in avanti, sorridi e resta concentrato sul focus della partita. Sul fatto che puoi giocartela alla pari con gli avversari. E se poi perdi ugualmente, pazienza, almeno te la sarai giocata sino in fondo.

Quando entri in campo, la Tua postura com’ è? Sii onesto nel rispondere alla domanda e lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

giovedì 30 ottobre 2008

Allenare la mente a Vincere - Conferenza gratuita con Giancarlo Fornei in Versilia

Volevo informarti che Martedì 16 dicembre 2008, alle ore 21,00 sarò alla Trattoria da Pucci, a Strettoia di Pietrasanta in Versilia (Toscana) con la Conferenza:

"Allenare la mente a Vincere: l’allenamento mentale nello sport".

Se segui il mio blog, sai già che i più grandi atleti del mondo, prima ancora di vincere sul campo vincono nella loro testa.

Durante la conferenza, il cui ingresso è completamente gratuito, Ti "regalerò" un pò dei miei consigli per allenare la Tua mente: la leva più determinante per la vittoria. Sarà una serata simpatica, in cui Ti racconterò come funziona la Tua mente e risponderò ad ogni Tua domanda.

Al termine dell’incontro, regalerò a tutti i presenti il mio esercizio per sviluppare sicurezza.

Ti aspetto e porta con Te tutte le amiche ed amici che Vuoi.

Giancarlo Fornei”
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Indicazioni per partecipare alla Conferenza:
  1. Tutte le conferenze sono ad ingresso gratuito alle 21 e si concludono intorno alle 23;
  2. Si svolgeranno a Strettoia di Pietrasanta – Versilia (LU) – Toscana, presso il ristorante “Trattoria da Pucci” in Via S. Maria al Rio, 89;
  3. Per chi arriva da Firenze o da Genova, uscire al casello autostradale Versilia/Forte dei Marmi e prendere in direzione Seravezza;
  4. Per partecipare e/o maggiori informazioni, chiamare Nicoletta allo 0584/79.96.30. Oppure scrivere ad info@giancarlofornei.com

Ps
T'informo che alla Trattoria da Pucci, organizzerò anche altre due Conferenze gratuite:
  • Martedì 11 novembre 2008 – Pensare in Positivo e accrescere l’Autostima;
  • Martedì 13 gennaio 2009 - Come imparare a definire, focalizzare e raggiungere un obiettivo.

Scarica il programma completo delle 3 conferenze cliccando qui

mercoledì 22 ottobre 2008

Quella forza e quell’energia che chiamiamo Motivazione

Si racconta che Michael Jordan abbia più volte ripetuto nella sua vita questa frase, diventata poi leggenda: “Posso accettare di fallire. Chiunque fallisce in qualcosa. Ma io non posso accettare di non tentare".

In questa semplice frase, troviamo il credo di colui che è diventato una leggenda del basket americano, e non solo, a livello mondiale.

Michael Jordan ci ha sempre creduto, indipendentemente dai Suoi fallimenti. A differenza di altri, che si sarebbero arresi, ha saputo attingere dai Suoi fallimenti proprio l’energia e la forza che gli servivano per andare avanti. Quella forza e quell’energia che chiamiamo MOTIVAZIONE.

Che cosa è la motivazione?
Motivazione è una parola composta di motivo e azione. Significa che ogni grande sportivo ha un “Motivo” e compie delle “Azioni” per raggiungerlo. Senza un vero motivo e senza le azioni giuste, qualsiasi tipo di sport Tu faccia, non è in grado di regalarti emozioni.

La motivazione è il vero ed unico segreto del successo: gli sportivi di successo sanno cosa vogliono, e soprattutto, si attivano per ottenerlo, compiono delle azioni, giorno per giorno, per raggiungere il loro obiettivo.

In parole povere, sono motivate. Hanno un obiettivo e fanno di tutto per raggiungerlo.

Mi viene da ridere a ripensare a tutti i discorsi che si sono detti (ed anche sprecati) sul Milan delle prime due giornate di campionato. Carlo Ancelotti, che considero un gran motivatore e guidatore di uomini (a suo tempo ha lavorato con un personal mental coach), ha saputo costruire e trasmettere le giuste motivazioni alla squadra e nel giro di poche settimane è cambiato tutto: oggi il Milan è a soli tre punti dalla maestosa Inter di Special One.

Ma cosa è cambiato nella mente dei giocatori?
Io non sono a Milanello (se mi chiamassero ci andrei di corsa), ma da mental coach posso immaginarmelo: le MOTIVAZIONI e l’ATTEGGIAMENTO MENTALE POSITIVO.

Nota come la mente umana sia una componente fortissima in ogni sport, anche nel calcio. Lo scritto nel mio articolo “Le quattro aree di allenamento di un giocatore”.

Un po’ quello che sta succedendo oggi alla Roma di Luciano Spalletti. Come può una squadra che l’anno scorso ha espresso il più bel gioco ed è stata ad un passo dal vincere lo scudetto con la sua rimonta fantastica, improvvisamente “sparire” e non essere più capace di giocare a calcio? Spalletti è diventato improvvisamente un brocco?

Niente di tutto questo. La Roma ha solamente bisogno di ritrovare le giuste MOTIVAZIONI e, naturalmente, la tranquillità mentale che possa permetterle di giocare come è capace.

Spalletti è bravissimo e non ha certamente bisogno dei miei consigli, ad ogni modo mi permetto di offrirgliene uno: cerchi nella capitale un buon Mental Coach che possa aiutare la squadra a lavorare sull’allenamento mentale e sono certo che la Roma tornerà più forte di prima.

Ma la motivazione da dove nasce?
Ci sono molti studi condotti su sportivi di successo che hanno dimostrato che il desiderio di eccellere, di emergere, offre una spinta motivazionale strepitosa.

Alcuni esempi:
  • Michael Jordan desiderava essere il migliore;
  • Michael Phelps voleva battere il record di medaglie d’oro di Mark Spitz ed entrare nella leggenda;
  • Luca Toni voleva diventare un grande giocatore di calcio;
  • Dennis Conner voleva vincere l’America’s Cup;
  • Alberto Tomba ha sempre desiderato di diventare campione del mondo nello sci;
  • Valentino Rossi voleva correre in moto ed essere veloce;
  • Paolo Maldini ha sempre sognato di indossare la maglia del Milan, che prima era appartenuta a Suo padre.

Potrei continuare all’infinito. Tutti questi sportivi sono diventati dei campioni famosi, ma la vera chiave del loro successo non è solamente nel desiderio di diventare campioni, bensì nella forza di volontà che li ha spinti ad avere un MOTIVO e a munirsi di AZIONI per raggiungere l’obiettivo che si erano posti.

Basta leggere le loro storie per capire quanta tenacia e perseveranza abbiano messo nel cercare di raggiungere il loro obiettivo. Per capire quanto ci credessero e quanta MOTIVAZIONE avessero in corpo. Per capire quanto AMORE avessero verso lo sport che si erano scelti.

Indipendentemente dal livello in cui pratichi sport, ricorda che se non ami ciò che fai, difficilmente otterrai buoni risultati e se Ti “accontenti” di scendere in campo tanto per far parte degli undici di base, senza una forte MOTIVAZIONE a raggiungere un obiettivo, rinunciando a metterci PASSIONE ed ENTUSIASMO, resterai sempre uno dei tanti.

Mi occupo da una vita di gestione delle risorse umane e so bene che le performance eccellenti degli sportivi non sono necessariamente legate al tasso tecnico o tattico del giocatore, dello sportivo.

Spesso, le migliori prestazioni sono quelle dei giocatori più motivati, che entrano in campo con grinta e determinazione.

Riassumendo, senza quella forza e quell’energia che chiamiamo Motivazione è molto difficile che Tu possa diventare un Campione. Quindi: datti un MOTIVO e cerca di compiere ogni giorno delle AZIONI per raggiungerlo.

Ti regalo questa bellissima frase di Luca Toni: “Il calcio era il mio sogno. E i sogni si conquistano con i sacrifici”. Questo era il Suo Motivo. Le azioni che ha fatto per arrivare ad essere un grande campione (seppur in ritardo di età rispetto alla media) le conosciamo tutti.

La Tua motivazione a che livello è? Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.


sabato 18 ottobre 2008

Cerco una squadra da allenare con i miei sistemi di mental coach motivatore

Anche ieri ho ricevuto una marea di email e telefonate. Tutte di persone che mi conoscono, di persona o che leggono i miei articoli e che sanno che non mollo mai. Che ho una tenacia fuori del comune e che invece, erano rimaste meravigliate dalle mie dimissioni da mental coach del Pietrasanta Marina.

Anche a loro ho ripetuto e ripeto di stare tranquille. Mica sono impazzito. Vedete, per portare avanti un Progetto Sperimentale di Coaching Sportivo come il mio, le tre componenti principali devono essere in perfetta sintonia.

Ovvero:
  1. la società, che deve appoggiare e difendere il Progetto;
  2. i giocatori, che devono crederci e impegnarsi seriamente;
  3. il mental coach, che deve portare la sua esperienza e la voglia di sperimentare cose nuove.

Diciamo, che al Pietrasanta esistevano solamente due di queste tre componenti. Quale mancava? Prova a leggere tra le righe di tutti i miei post e forse, lo scoprirai da solo.

Ad ogni modo, prometto che il 30 marzo 2009, quando i giochi saranno fatti e non ci sarà più nessuno da proteggere, su questo stesso blog, io dirò il vero motivo per il quale ho rassegnato le dimissioni. Ed allora, la mia scelta apparirà più sensata.

Sino ad allora, avendo fatto una promessa (io mantengo sempre le promesse), sarò come una delle tre scimmiette: muto. Quindi, pur avendo letto su Il Tirreno di ieri delle cose che mi riguardano e non mi sono piaciute, non dirò nulla ed eviterò di alimentare ogni forma di polemica.

Del resto, le polemiche non fanno parte del mio stile. Io amo farle, le cose. Dalla mia bocca non uscirà mai nessun lamento, nessuna polemica.

Chiuso un capitolo. Si gira pagina ed eccomi di nuovo alla ricerca di una Società sportiva seria, che voglia sperimentare un programma di mental coaching sportivo altrettanto serio ed innovativo e che mi permetta di poterlo documentare.

La mia proposta - forse un pò particolare e sicuramente innovativa - è volta a cercare una squadra: di calcio, di pallavolo, di basket di hockey, o altro, da allenare con le tecniche motivazionali e di programmazione neuro linguistica che ho imparato.

Esiste una Società tra Lucca e La Spezia che voglia fare qualche cosa di veramente innovativo? Che voglia sperimentare, anche nel gioco di squadra, delle metodiche che in altri contesti hanno funzionato e funzionano molto bene?

Mi interessano squadre composte da menti giovani (Giovanissimi, Allievi, Juniores), che possa allenare e guidare personalmente. Magari, con l'aiuto di un preparatore atletico. Vanno bene sia maschili sia femminili, anche e soprattutto che abbiano fatto, sino ad ora, performance sportive deludenti.

Possono interessarmi anche le cosiddette "prime squadre" (in questo caso affiancando l'attuale allenatore), purché alla base ci sia un presupposto molto importante, che purtroppo al Pietrasanta è venuto meno, e che sarò lieto di spiegare a voce a qualsiasi Presidente, Direttore Generale o Direttore Sportivo che volesse mettersi in contatto con me.

Questo è il mio numero: 392/27. 32. 911. Chiamatemi. Sono disposto a lavorare con Voi e per Voi a delle condizioni molto interessanti.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo

venerdì 17 ottobre 2008

Comunicato stampa inviato ai Mass Media

Questo è il comunicato stampa che ho inviato ieri sera ai mass media della Versilia. Mi auguro che riportino fedelmente le mie parole, che non contengono una sola riga di polemica. Ma che vogliono essere solamente un ringraziamento profondo a questa Società e città di Pietrasanta.
Giancarlo Fornei


Il comunicato

Volevo ringraziare l’USD Pietrasanta Marina, in particolare il Presidente Serafino Coluccini, il Vice Presidente Carlo Ciaponi, il Direttore Generale Nicola Bertoni, e tutto il Consiglio Direttivo per l’opportunità che mi hanno concesso di collaborare con la prima squadra.

Sono state 3 settimane molto intense, in cui ho avuto modo di conoscere ed apprezzare questa Società. Purtroppo, ho commesso alcuni errori di valutazione e di conseguenza, sono venute meno alcune premesse importanti. In accordo con il Consiglio Direttivo, visto il particolare momento, ho preferito fare un passo indietro e lasciar lavorare tranquilla la squadra.

Ringrazio Mister Ciardelli e tutto il Suo staff tecnico, per avermi permesso di lavorare con lui. Saluto e ringrazio tutta la squadra ed auguro con tutto il cuore ai Blues di riprendersi quanto prima, cominciando sin da domenica prossima. Hanno tutte le potenzialità per fare un bel campionato e se ci credono, anche per vincerlo.

Chiedo scusa alla città e ai tifosi se ho deluso le attese, ma chiedo anche di stare vicini alla squadra e d’incitarli, sempre e in ogni caso. I ragazzi hanno bisogno del Vostro calore, fateglielo sentire.

Sono legato a Pietrasanta per molteplici motivi. E’, e resterà per sempre, nel mio cuore.

Marina di Carrara lì, 16 Ottobre 2008

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

mercoledì 15 ottobre 2008

Fallimento? No. Ho solo trovato un sistema di allenamento mentale che non funziona

Questa mattina ero libero da impegni formativi e di coaching ed ho pertanto tenuto acceso il cellulare. Nell'arco di tre/quattro ore, ho ricevuto la bellezza di 15 telefonate. Per non parlare delle email, sia di persone conosciute, sia di amiche ed amici che leggono il blog.

Telefonate ed email erano riconducibili, sostanzialmente, a due domande specifiche:
  1. perché ho dato le dimissioni da mental coach sportivo del Pietrasanta;
  2. se mi sento un perdente per aver fallito dopo neppure tre settimane.

Ho promesso a tutte queste persone che avrei risposto oggi stesso, sul blog.

Cominciamo con la prima domanda: perchè ho dato le dimissioni da mental coach del Pietrasanta Marina?

Evitate di pensare che sono improvvisamente impazzito. Che butto all'aria un sogno tanto cercato proprio nel momento in cui sono riuscito, faticosamente, a raggiungere. Chi mi conosce bene sa che non mollo mai, che ho una tenacia fuori dal comune.

Ma credo anche, che ogni persona di buon senso, debba riconoscere quando è opportuno andare avanti o fermarsi. Quando è bene e quando è male.

In ogni decisione, seppur sofferta, esiste un motivo. Esiste sempre, anche nella mia.

La seconda domanda era: non ti senti un perdente per aver fallito dopo appena tre settimane?

No!!! E sapete perché? Perché Thomas Alva Edison ha fallito la bellezza di 10 mila volte prima di perfezionare la lampadina elettrica. Non mi preoccupo affatto di aver commesso degli errori. Soprattutto perché sono stati errori di valutazione e non di metodo. E qui mi fermo, perché entrerei troppo nel dettaglio.

Ad ogni modo, l'importante è averne fatto tesoro e, possibilmente, evitare di incorrere negli stessi sbagli anche in futuro. Ma di questo sono abbastanza tranquillo. Ho commesso tanti errori nella mia vita, ma mai due volte di seguito lo stesso.

Sono sempre stato una persona che guarda al futuro e mai al passato. Ho sempre anticipato gli eventi. Pensate che già nel 1994 studiavo, seppur da autodidatta, la PNL. Nel 2003, ho cominciato a parlare di life e sport coaching quando in Italia, la parola "coaching" era solo un termine inglese.

Oggi sono tutti "coach" ed esperti di Programmazione Neuro-Linguistica. Ma è la pratica e l'esperienza a fare la differenza, sempre.

Sono pienamente consapevole che gli innovatori pagano dazio. Ma sono anche consapevole che con la tenacia e la perseveranza, ho raggiunto moltissimi obiettivi nella mia vita.

Per parafrasare lo stesso Edison, diciamo che ho solo trovato un sistema di "allenamento mentale per sportivi" che non funziona. O che comunque, non ha funzionato in quel contesto e con quei giocatori.

Sono tranquillo ed anzi, sono certo che da qualche altra parte ci sia già un'altra società ed un'altra squadra pronta a sperimentare il mio programma di "Allenamento Mentale".

Io ci credo fortemente. Come sono fortemente motivato a trovarla.

Certo, al Pietrasanta Marina mi sono affezionato. Ho passato tre bellissime settimane con la squadra. Intense. Dove ho imparato tantissime cose. Auguro con tutto il cuore ai Blues di riprendersi quanto prima. Hanno tutte le potenzialità per fare un bel campionato e se ci credono, anche per vincerlo.

Questa società mi è entrata nel sangue, ma domani è un altro giorno. Bisogna girare pagina.

Spero di aver risposto in maniera esauriente alle due domande e se così non fosse... abbiate pazienza.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

martedì 14 ottobre 2008

Mi dimetto da mental coach e motivatore della prima squadra del Pietrasanta Marina

Martedì 14 ottobre, ore 20,15. Davanti al Consiglio di Amministrazione dell'USD Pietrasanta Marina riunito, consegno nelle mani del Presidente Coluccini le mie dimissioni da mental coach e motivatore della prima squadra.

Dopo la partita di domenica con il Castelfranco ed aver a lungo riflettuto, per il bene del PietraMarina, ho preferito mettermi da parte.

Volevo ringraziare pubblicamente tutto il Consiglio, in particolar modo il Presidente Serafino Coluccini, il Vice Presidente Carlo Ciaponi e Nicola Bertoni, il Direttore Generale.

Tre persone splendide che mi hanno permesso di fare una bellissima esperienza e che, con alcuni distingui, rifarei ad occhi chiusi.

Sono state 3 settimane molto intense, in cui ho imparato molte cose. Ma in cui ho commesso alcuni errori, anche e soprattutto, di valutazione. Errori che spero, in futuro, di non commettere più. Ma siccome sono abituato ad assumermi le mie responsabilità, senza fare polemiche, preferisco fare un passo indietro e lasciare la squadra tranquilla.

Ai ragazzi dico solo che hanno tutte le potenzialità per vincere ancora il campionato e salire nella serie superiore. Chiedo loro di crederci e di mettere l'anima in campo, a partire da domenica prossima.

Un ringraziamento anche al Mister Cristiano Ciardelli per l'apertura mentale e la piena disponibiltà a collaborare con me. Paradossalmente, colui che poteva temere di più una mia presenza, è stato quello che mi ha dato la massima collaborazione.

Grazie anche a tutto lo staff tecnico del Pietrasanta. A partire da Mario Consigli, il preparatore dei portieri, Matteo Manfredi, il preparatore atletico e Paolo Tonini, il team manager. Con i quali si è subito istaurato un feeling particolarmente evidente.

Ma il mio doveroso grazie lo invio anche a Dario Pantera (direttore sportivo), Adriano Pasquini allenatore in seconda), Simone Baldini (preparatore atletico), Luca Lombardi (fisioterapista), Giovanni Palatella (medico sociale), Elena Francesconi (pubbliche relazioni), Alfio Peporini e Brunello Baglini (le anime del campo Pedonese). Insomma, a tutta la società.

Grazie anche a tutta la squadra. In particolare, per l'impegno profuso e la disponibilità che mi hanno dimostrato, a Gianluca Sardella, Matteo Marrucci, Luca Marcuccetti, Damiano Vitiello, Jacopo Pellegrini e Massimo Pierotti. Nonchè, a tutti i giovani calciatori della prima squadra.

Se ho dimenticato qualche nome, chiedo scusa in anticipo. Ma mentre scrivo sono un pò emozionato. Spero di essere perdonato.

Un ringraziamento al meraviglioso pubblico di Pietrasanta, e una gentile richiesta: applaudite sempre e comunque i Vostri ragazzi e state loro vicini.

In bocca al lupo ai Blues. Avete una società splendida, che merita di vincere il campionato e salire in Serie D.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

lunedì 13 ottobre 2008

Una metamorfosi inspiegabile

Che cosa è successo al Pietrasanta Marina nel giro di 3 giorni? Si è passati dalla partita vinta mercoledì scorso in Coppa Italia con il Forte dei Marmi, in cui la squadra pur non brillando, aveva messo in campo l’anima. Alla partita di domenica in casa, con il Castelfranco, in cui è avvenuta un’inspiegabile metamorfosi: la squadra piena di grinta e di determinazione non era il Pietrasanta, bensì il Castelfranco.

Eppure era cominciata bene. Bel gioco e goal subito in avvio. Poi, come il solito, prima della fine del primo tempo, si deve essere bruciato un fusibile e la squadra è andata in black out. 1 a 1 e tutto da rifare.

Ma a differenza di altre volte, domenica era destino che si dovesse cogliere la sorpresa. Nel secondo tempo ho visto una metamorfosi inspiegabile nel Pietrasanta. Squadra molle, senza concentrazione. Niente grinta, niente determinazione. I ragazzi sembravano allo sbaraglio. E puntualmente, quando non giochi con la giusta concentrazione, vieni sempre punito: 2 a 1 per il Castelfranco.

Non entro nei meriti della partita, chi l’ha vista si è subito reso conto di un arbitraggio penoso. Eppure, indipendentemente dagli errori dell’arbitro, il Castelfranco ha giocato una gran partita, proprio sulle armi che cerco di trasmettere ai ragazzi: grinta e determinazione. Meritando la vittoria.

Con molta onestà, non riesco a capire cosa possa essere successo nell’intervallo, per avvenire una metamorfosi così radicale. Ad ogni modo, mi metto per primo sul banco degli imputati: evidentemente la squadra non era motivata abbastanza.

Quindi, siccome il mental coach motivatore sono io, chiedo pubblicamente scusa alla Società e alla tifoseria del Pietrasanta per come ha reagito la squadra nel secondo tempo.

Affronteremo l’argomento domani al campo, nella consueta sessione del martedì pomeriggio. Nel frattempo devo riflettere, perché un calo così forte è inspiegabile. Anche se, lavorando sulle menti umane da tantissimi anni, so bene che invece, esiste sicuramente un motivo: basta cercarlo.

Se hai visto la partita, lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

Frase motivazionale del grande Muhamad Alì


«È la ripetizione delle affermazioni che ti porta a crederci. E quella credenza si trasforma poi in una convinzione profonda, e le cose cominciano ad accadere.»



Muhammad Ali

venerdì 10 ottobre 2008

Analisi della partita in Coppa Italia con il Forte dei Marmi: la fortuna aiuta gli audaci

Mercoledì scorso i ragazzi hanno giocato in Coppa Italia con il Forte dei Marmi la partita di andata del turno ad eliminazione diretta. Risultato, 2 a 0 per noi.

Non è stata una partita avvincente e neppure bella, anche se ho notato due cose che dal punto di vista dell'approccio mentale e motivazionale alla partita, mi sono piaciute molto:

1. La grinta e la determinazione messa in campo dai ragazzi di Cristiano, che volevano assolutamente vincere;

2. La fortuna che ci ha accompagnato nella partita, soprattutto in occasione del nostro primo goal, segnato con una corta respinta del portiere avversario che scivolando ha messo la palla sul magico piede di Massimo Pierotti.

Ai molti potranno passare inosservati questi due particolari, ma a me dicono molte cose.

Intanto che la squadra comincia a recepire alcuni insegnamenti motivazionali che, per la verità, non arrivano solamente da me, bensì dal loro stesso allenatore Cristiano Ciardelli e da tutto lo staff tecnico. Per non dire dagli stessi giocatori.

Segno di una cosa importantissima: esiste una forte coesione di gruppo.

Poi che la fortuna, dopo le ultime gare in cui si era assolutamente dimenticata del Pietrasanta Marina, comincia a fare il suo capolino. Quest'aspetto è per me molto importante, perché quelli che operano nel settore motivazionale e del coaching mentale, sanno bene che non è una cosa fine a se stessa: NOI COSTRUIAMO LE NOSTRE FORTUNE.

Segno che la squadra, con il suo atteggiamento mentale, comincia a "richiamarla" a sè. Comincia a costruire i presupposti affinché la fortuna venga in aiuto degli audaci.

Ti ricordi il famoso Milan di Arrigo Sacchi? Da tutti sbeffeggiato per la fortuna sfacciata che aveva nel recuperare o vincere le partite anche negli ultimi minuti. Ebbene, quello che molti pensavano fosse solo fortuna, per la Legge di Attrazione era il risultato di quello che i giocatori del Milan pensavano e desideravano.

Ricorda che attiri verso Te stesso quello che pensi, che Ti dici, che cerchi, che desideri.

Mercoledì pomeriggio, il Pietrasanta Marina ha attirato la fortuna a sé perché ci ha creduto ed è stato più audace del Forte dei Marmi ed alla fine, è stato premiato.

Oggi ho una nuova sessione di mental coaching con i ragazzi, in vista della prossima partita di domenica ed è quello che dirò ai ragazzi, semplicemente: la fortuna aiuta gli audaci. Credeteci sempre, sino in fondo.

Giancarlo Fornei

Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi” Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

giovedì 9 ottobre 2008

Quando la Motivazione è talmente forte da permetterti di realizzare un sogno

All’indomani di alcuni articoli giornalistici apparsi su La Nazione e Il Tirreno, che riportavano la notizia del mio ingaggio come motivatore e mental coach, del Pietrasanta Marina, squadra Toscana che gioca nel campionato di Eccellenza, in molti mi hanno scritto e telefonato, chiedendomi cosa mi abbia spinto ad accettare quel tipo di incarico.

A tutti ho risposto in questo modo: "Ero fortemente motivato a realizzare un Sogno".

Infatti, è cominciato da un semplice e banale sogno. Ho cominciato a sognare di diventare un “Coach Sportivo” da quando ho preso a seguire con maggior attenzione le partite di calcio di Sebastian, il mio primogenito che ha ormai 20 anni e gioca nell’Atletico di Carrara.

Vedendo Sebastian ed i suoi compagni in campo, ho cominciato a “desiderare” di guidare la squadra in cui giocava. Volevo farlo in un modo diverso da quello solito degli allenatori, che si limitano ad allenare i muscoli ed il fiato, ad insegnare la tecnica e dare delle indicazioni di natura tattica.

Volevo farlo allenando anche le loro menti. Volevo farlo insegnando loro a credere in se stessi e volersi bene. Ad avere fiducia e pensare in positivo. Ad avere un comportamento etico dentro e fuori del campo.

Preso dall’entusiasmo ho cominciato a contattare le varie squadre di calcio di Carrara. Naturalmente, la prima è stata l’Atletico di Carrara, cui ho presentato un progetto di mental coaching sportivo sperimentale”.

Ma aveva due difetti:
1. era gratuito, e come mi ricorda spesso il mio caro amico Roland Del Vecchio, le cose gratuite hanno poco valore;
2. era troppo innovativo per la mentalità provinciale di Carrara.

Tra telefonate ed email, ho contattato almeno altre quindici squadre locali (tra Massa e Carrara), ricevendo da tutte un secco: “Interessante progetto, ma purtroppo non abbiamo nessuna squadra giovane da affidarle”.

In realtà, alcune risposte sono state talmente secche e demotivanti che evito persino di riportarle.

Per alcuni giorni sono rimasto con le pile scariche e non Ti nascondo che cominciavo a pensare di desistere, quando una mattina intorno alle 6 e mezza, mi si è accesa una lampadina.

Mi sono detto a voce alta:
“Scusa, Giancarlo, ma tu insegni agli altri a raggiungere un obiettivo in 5 passi, possibile che non sei capace di farlo anche per te”?

Questa frase mi ha letteralmente sbloccato ed ho cominciato a trasformare un semplice SOGNO in un vero e proprio OBIETTIVO da realizzare.

Come ho fatto? Eccoti la mia strategia:

1. Per prima cosa ho definito “Chi fossi e che cosa volevo”. Nel mio caso era abbastanza semplice. Ero già un buon mental coach, capace di aiutare e valorizzare le persone. Volevo diventare un Mental Coach Sportivo per guidare e valorizzare una squadra di calcio giovanile;

2. Poi ho “cambiato il mio modo di pensare”. Anche in questo caso debbo ammettere che per me è stato abbastanza facile. Ad ogni modo, ho cominciato a ripetermi, tutti i giorni (dialogo interno), che entro la fine dell’anno io avrei guidato una squadra di calcio juniores;

3. Ho quindi “definito nei minimi particolari il mio obiettivo”, mettendolo per iscritto e facendo quello che consiglio ai miei clienti. Ogni mattina lo riscrivevo di mio pugno in un diario. La descrizione esatta dell’obiettivo era: “Oggi, trovo un presidente di una squadra di calcio della Versilia, che mi affida il progetto sperimentale di gestire e guidare una formazione juniores a livello provinciale”.

Nota come la descrizione dell’obiettivo sia molto precisa, espressa in maniera positiva, usando la prima persona e il presente indicativo;

4. A quel punto, dovevo solamente “stabilire le strategie ed i programmi” da mettere in atto per raggiungere il mio obiettivo. Ho cominciato a fare una lista delle cose che potevo fare per farmi conoscere maggiormente ed acquisire quella credibilità necessaria nell’ambiente calcistico giovanile:

a) Creare un blog sui cui parlare del mental coaching in ambito sportivo;
b) Cercare riviste e testate giornalistiche che trattavano il calcio a livello giovanile;
c) Scrivere articoli;
d) Creare una mailing list di addetti ai lavori (società calcistiche, direttori generali, presidenti, allenatori, ecc.);
e) Organizzare delle serate a tema ad invito gratuito, dove parlare della possibilità di usare il mental coaching in ambito sportivo;
f) Ed altro ancora

5. Infine, ho messo in pratica il quinto passo che raccomando nel mio programma di mental coaching: “agire”. Senza evitare di attendere gli eventi, ho cominciato ad agire e mettere in pratica il programma che avevo definito.

Per esempio:
a) Ho subito creato questo blog, su cui ho cominciato a scrivere articoli su articoli. Il primo l’ho scritto il 14 giugno ed era proprio un invito alle società calcistiche;
b) Mi sono proposto alla rivista calcistica giovanile più conosciuta nella mia zona, chiamata A Tutto Campo, ed ho cominciato a tenere una mia rubrica settimanale sull’allenamento mentale nello sport;
c) In meno di due mesi, ho creato una mailing list di circa 1000 addetti ai lavori ed ho cominciato ad inviare loro articoli su articoli;
d) Ho organizzato, tra fine luglio ed i primi di settembre, tre serate a tema ad invito gratuito, dove parlavo della possibilità di usare il mental coaching in ambito sportivo.

Risultati? Fantastici! In 4 mesi avevo realizzato il Sogno.

Una delle mie email è finita ad un Signore chiamato Carlo Ciaponi, Vice Presidente del Pietrasanta Marina, che dopo aver letto qualcuno dei miei articoli e visitato il mio sito ha esclamato “Capperi, questo è in gamba, può esserci molto utile” (in realtà, mi risulta che le Sue parole fossero più colorite).

Nella prima settimana di settembre ho ricevuto la telefonata di Nicola Bertoni, il Direttore Generale, che manifestava il Suo interessamento. Pensavo che mi proponesse una squadra giovanile, tipo allievi o juniores, invece, Nicola mi propone subito di affiancare direttamente l’allenatore della prima squadra per aiutarlo a vincere il campionato di Eccellenza e salire in serie D. Molto più di quanto potessi immaginare.

Il 17 settembre, presente anche il Direttore Generale, ho avuto il primo incontro ufficiale con l’allenatore Cristiano Ciardelli, che si è subito dimostrato una persona aperta mentalmente e disponibilissima.

Il resto è cronaca come da articoli sui giornali. La settimana dopo ero in società e martedì 23 settembre ho avuto il primo incontro ufficiale con la squadra del Pietrasanta Marina.

Tutto facile? Nemmeno per sogno. Il difficile arriva adesso. In due settimane ho capito la pressione che esiste intorno ad una squadra di calcio. Pensavo esistesse solo a livello professionistico, ma credimi, è impressionante.

L’inizio è stato duro, anche perché mi sono dovuto guadagnare la fiducia di giocatori adulti e importanti. Vi sono, infatti, molti calciatori provenienti dalla serie D e abituati a vincere e giocare in squadre di prima classifica.

Giocatori abituati a seguire i loro dogmi calcistici, che si sono visti arrivare un tipo strano in giacca e cravatta che raccontava loro che “avere credenze e convinzioni potenzianti” poteva fare la differenza.

Oppure, “che il loro cervello funzionava esclusivamente in base ad obiettivi” e dovevano imparare a nutrirlo bene. Ed ancora, che attraverso “l’allenamento mentale” li avrei potuti aiutare a potenziare le loro performance sportive.

Insomma, capisco bene che possano aver avuto un attimo di sbandamento e d’incredulità. La cosa positiva è che nel giro di due settimane la loro attenzione e partecipazione nelle sessioni di mental coaching è vistosamente aumentata. Segno che la diffidenza iniziale sta scomparendo.

Ho deciso di commentare le notizie giornalistiche e rendere pubblico il "come" sono arrivato al Pietrasanta Marina, perché in questo modo posso dimostrare a tutti i calciatori e ai vari sportivi che seguono questo blog, come, con la FORZA DELLA MOTIVAZIONE si possa prendere un semplice sogno, magari che abbiamo da una vita, farlo diventare un obiettivo e di conseguenza, raggiungere l’obiettivo per permetterci di realizzare il sogno.

Qualche pignolo potrebbe affermare che il mio sogno sarà realizzato al centopercento quando allenerò una squadra giovanile di calcio (nota la presupposizione interna alla frase: ci credo talmente tanto che per me è solo una questione di tempo).

Vero. Ma oggi, posso affermare, senza ombra di smentite, che la grande motivazione che ha contraddistinto gli ultimi dieci anni della mia vita, mi ha già fatto raggiungere un grandissimo obiettivo: essere il mental coach della prima squadra del Pietrasanta Marina.

Semmai, adesso devo meritarmi il prestigio di lavorare in questa e con questa società e se ci riuscirò, mi aprirà la strada verso il resto del sogno e forse, anche qualcos'altro.

In chiusura di questo lungo articolo, voglio solo ricordarti di credere sino in fondo ai Tuoi Sogni. Di metterci Passione ed Entusiasmo e di usare la leva più importante per raggiungerli: la MOTIVAZIONE.

E Tu? Sei fortemente motivato a realizzare il Tuo Sogno? Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

martedì 7 ottobre 2008

Martedì 7 ottobre 2008 - 5° Sessione di Mental Coaching di Gruppo - Quello in cui credono i giocatori

15,15 di martedì 7 ottobre 2008. Questa è la quinta sessione di mental coaching con la prima squadra dell’USD Pietrasanta Marina 1911.

Tre partite che vedo giocare il Pietrasanta e tre pareggi. Anche domenica scorsa, con il Quarrata, la squadra ha espresso un gioco favoloso, andando più volte vicino al goal. Ha una facilità di sviluppare calcio tipica di una squadra di una divisione superiore.

Eppure, ad un certo punto, dopo essere passati per l’ennesima volta in vantaggio è come sé qualcuno cliccasse sull’interruttore di corrente elettrica e tutta la squadra restasse al buio per alcuni minuti. Con relativo calo di concentrazione e quello che ne consegue.

Oggi, ho riunito la squadra nuovamente nella saletta ristorante all’interno del campo sportivo di allenamento. Poco più di 30 minuti, prima che Cristiano Ciardelli e il suo staff tecnico, preparino la partita di Coppa Italia di domani, con il Forte dei Marmi.

Ho deciso di aprire la sessione ricordando semplicemente ai ragazzi che “Io credo in loro”, perché sono una bella squadra e possono ancora vincere tutte le battaglie che restano.

“Io credo nel loro allenatore”, perché mi piace come lavora Cristiano e poi, perché ci mette lo stesso elemento che mi ha contraddistinto negli ultimi 10 anni: la passione nel fare le cose.

“Io credo nel loro staff tecnico”, perché è competente e può aiutarli a VINCERE. Infine, “Io credo nella società”, perché è seria e sa aspettare e trasmettere fiducia.

Ho ricordato loro queste cose con enfasi e passione, perché ho voluto che sapessero che ho fiducia e credo nel progetto. Ma quello che credo io è poco importante, quello che conta, che può veramente fare la differenza, è quello in cui credono i giocatori.

Quindi, la domanda che debbono porsi i ragazzi è semplicemente una: IN COSA CREDIAMO NOI?

Oggi pomeriggio, dopo che ho posto loro la domanda, ho avuto due tipi di risposte: quella verbale, con una risposta unanime e quella silenziosa, che ho letto nei loro occhi. La seconda era più intensa ed espressiva di tutte le parole che mi hanno detto.

Che cosa facciamo domani in casa con il Forte dei Marmi? Come il solito non possiedo la sfera di cristallo, anche se nella sessione di coaching mentale di oggi ho rivisto lo stesso sguardo di martedì scorso.

Sarà un caso, ma il giorno dopo, con il Rosignano, il Pietrasanta ha giocato la più bella partita dal punto di vista dell’approccio mentale da quando li ho visti all’opera.

Lasciami un commento al post e fammi sapere come la pensi.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

sabato 4 ottobre 2008

Frase Motivazionale di Beppe Signori


“Per essere un campione bisogna aver testa. Serve sicuramente allenamento, serve spirito di sacrificio, ma questo vale poco senza saper come gestire emozionalmente i momenti decisivi.

Oggi in Italia si lavora molto sull’allenamento fisico e tecnico. Quello che serve è affiancare a questi quello mentale. La capacità di concentrarsi, di focalizzare l’attenzione su ciò che conta, di evitare le distrazioni è fondamentale per utilizzare al massimo le proprie capacità.

Tutti i grandi campioni sono tali proprio grazie alla loro capacità di essere al meglio nei momenti difficili e decisivi. Gli sportivi sanno che l’aspetto psicologico incide fortemente sui risultati che otteniamo, nonostante questo si dedica ancora poco tempo ad allenare la mente”

Giuseppe Signori
Tre volte capocannoniere del campionato di calcio di serie A e vice campione del mondo.

Estratto dell’introduzione di Beppe Signori al libro di Ted Garratt “Allenamento Mentale per gli sportivi”

venerdì 3 ottobre 2008

Esercizio di ancoraggio per un calciatore...


Se segui il blog ed hai letto i miei articoli, dovresti già conoscere il concetto di “Ancoraggio”. Ad ogni modo, cliccando sul link trovi maggiori informazioni.

Supponiamo che Tu abbia bisogno di maggior “grinta” per la prossima partita. La domanda che devi porti è: sono mai sceso in campo pieno di grinta e di determinazione? Se la risposta è positiva, l’ancoraggio è uno degli strumenti più semplici e potenti che hai per riaccedere a questa risorsa interna.



Per imparare ad ancorare dentro di Te la grinta e la determinazione, questo è il processo che devi fare:

1. Mettiti in un posto tranquillo, dove nessuno potrà disturbarti per i prossimi 30 minuti (una volta imparato il processo lo farai in appena cinque minuti);

2. Stabilisci subito un gesto, un profumo, un colore, un’immagine, un suono, una voce (anche la Tua) con cui andrai ad ancorare la grinta e la determinazione dentro di Te. Per esempio: potrei immaginarti un orso oppure un leone, oppure potresti vedere un cerchio di colore rosso (o meglio ancora tutte e due le cose). Sentire la Tua voce o quella di un’altra persona che Ti dice “forza puoi farcela”.


  • Potresti incrociare le dita della mano destra, stringere i pugni o fare qualsiasi altro gesto che sia facile da ricordare. Se poi usi tutte e tre le àncore (visive, auditive e cinestesiche) è meglio. Quello che devi ricordarti di fare, prima ancora di cominciare l’esercizio, è definire tutte e tre i tipi di àncora con cui richiamerai la grinta dentro di Te;

3. Domandati da 1 a 10 quanto la grinta è, in quel preciso momento, già dentro di Te (Ti servirà per verificare se hai fatto bene il processo di ancoraggio e quindi, capire se la risorsa è cresciuta);

4. Rilassati profondamente per un paio di minuti circa (rilassa tutti i muscoli del corpo ed anche la mente, abbassa la respirazione);

5. Adesso richiama alla mente un ricordo, un’esperienza del passato in cui eri pieno di grinta e di determinazione;

6. Quando il ricordo comincia a farsi vivo, e quindi sei ASSOCIATO ad esso, voglio che vedi quello che vedevi in quel momento, che senti quello che sentivi in quel momento e che provi le stesse identiche emozioni di allora. Vivi intensamente il Tuo ricordo, la Tua esperienza in cui eri pieno di grinta e di determinazione.


  • Noterai che ci sono delle cose che sono più facili da ricordare di altre (un visivo, visualizza più facilmente di altri, un auditivo è molto più stimolato dai suoni e dalle parole, un cinestesico prova delle emozioni localizzate da qualche parte nel corpo). Qualsiasi sensazione Tu provi, stai tranquillo e sforzati di vedere, sentire e provare ciò che vedevi, sentivi e provavi allora. Evita di arrenderti subito e continua a sforzarti;

7. A mano a mano che le sensazioni si materializzano, siano esse visive, auditive o cinestesiche (qualcuno potrebbe riuscire a rivivere tutte e tre le forme, qualcuno solamente una delle tre, è assolutamente normale) prova a lavorarci sopra. Aumenta o diminuisci le sensazioni, una alla volta, sino a scoprire le sottomodalità critiche (quelle che Ti fanno aumentare le sensazioni di grinta).


  • Per esempio: comincia con le sottomodalità visive, se vedi davanti a Te un’immagine prova ad allontanarla o avvicinarla, a rimpicciolirla o ingrandirla, a spostarla a destra o a sinistra, a farla diventare a colori o in bianco e nero, e così via;

8. Nota le differenze e segnati quelle che Ti fanno stare meglio, quelle cioè, che aumentano lo stato di grinta e determinazione. Quando modifichi qualcosa che non migliora nulla, riporta quella sensazione allo stato di partenza. Per esempio: se ingrandendo la foto che hai davanti non succede nulla o addirittura stai peggio, prima di fare altri tentativi riporta la foto alla misura di prima;

9. Fai la stessa identica cosa con le sottomodalità auditive che senti: è una voce o una musica, è la Tua voce o quella di un’altra persona, la senti a destra o sinistra, è alta o bassa, cosa dice, ecc. Modificale e segnati i cambiamenti critici;

10. Infine, fai lo stesso con le sottomodalità cinestesiche che provi: senti un peso sulla bocca dello stomaco oppure un formicolio sulla mano destra, è un bruciore in tutto il corpo oppure un senso di leggerezza in testa, è qualcosa di pesante o di leggero, ecc. Amplifica o diminuisci queste sensazioni. Puoi anche spostarle in altre parti del corpo o farle sparire. Come il solito devi segnarti le sensazioni che cambiano facendoti aumentare la grinta;

11. Adesso che hai identificato tutte le sottomodalità critiche, che Ti ricordo potrebbero essere, per l’assurdo, tutte visive, tutte auditive o tutte cinestesiche (da qui capiresti quale canale prevalente utilizzi), oppure, nella maggior parte dei casi, mescolate, rivivi ogni momento, vedendo quello che vedevi allora, sentendo quello che sentivi allora e provando quello che provavi allora, ed enfatizza al massimo tutte le sottomodalità critiche che hai precedentemente individuato.


  • Fallo di seguito, passando dal processo visivo a quello auditivo a quello cinestesico. Cerca di raggiungere la massima intensità emotiva;

12. Quando le Tue sottomodalità critiche Ti hanno portato alla massima intensità emotiva e senti dentro di Te la grinta e la determinazione ai massimi livelli, àncora lo stato desiderato usando gli stessi elementi che avevi precedentemente selezionato: l’immagine, il colore, le parole, il profumo, il gesto, ecc.


  • Per esempio: al massimo della Tua sensazione di grinta, visualizza l’orso davanti a Te, magari lo fai diventare rosso, senti le Tue parole che Ti dicono “forza puoi farcela” ed incroci le dita della mano destra. Più farai questo processo al culmine del Tuo stato più le àncore funzioneranno;

13. Esci dalla posizione di stato. Fai due passi e bevi un goccio d’acqua. Torna a rilassarti e prova subito a controllare il risultato. Vedi nuovamente l’orso, coloralo di rosso, ascolta la Tua voce ed incrocia le dita. Adesso dimmi, da 1 a 10 quanto è la grinta che desideravi?


  • Se è aumentata anche solo di 1, vuol dire che il processo funziona e Tu devi solo rafforzarlo. Se è peggiorata, vuol dire che hai sbagliato qualche cosa nel processo e che quindi, devi rifare tutto il procedimento dall’inizio, cercando di capire dov’è l’errore. Se non vi sono stati miglioramenti, stai tranquillo, spesso capita (soprattutto per i poco esperti) che al primo processo di ancoraggio sia difficile migliorare subito lo stato;

14. Nel primo e nel terzo caso, ripeti il processo di ancoraggio almeno 5/6 volte, ripartendo dal rivivere le sottomodalità critiche della grinta, enfatizzarle al massimo ed ancorare nuovamente gli stimoli;

15. Nel secondo caso, devi rifare tutto il processo, individuando àncore migliori e, soprattutto, estraendo meglio le sottomodalità critiche;

16. Dopo aver ripetuto un processo di ancoraggio, ripeti sempre la formula: da 1 a 10 e verifica il Tuo stato in quel momento;

17. Dopo una decina di volte che fai il processo, prova le Tue àncore e verifica se e quanto funzionino: vedi subito l’orso, coloralo di rosso, senti la Tua voce ed incrocia le dita. Che risultato hai? Sei pieno di grinta?

18. Ripeti continuamente le fasi, anche nei giorni a venire, fino a quando non sarai in grado di accedere allo stato di grinta e determinazione facilmente, e in modo deciso.

Ricorda che puoi fare questo processo per ogni risorsa/stato che desideri: sicurezza, fiducia, concentrazione, tranquillità, ecc.


Naturalmente, cambiando le àncore ogni volta: immagini, colori, suoni, parole, gesti, profumi, ecc. Quando avrai costruito lo stato dentro di Te, Ti basterà ripassare il processo ogni giorno, per almeno i primi 21 giorni, per garantire alla Tua mente la massima memorizzazione dello stesso.

Essere capace di richiamare con un’àncora una risorsa interna è un’abilità fantastica, che Ti permetterà di aumentare il livello di rendimento delle Tue performance in campo.

Prova l’esercizio e fammi sapere com’è andata. Lasciami il Tuo commento a questo post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo



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Ps2: su Amazon, a questo link, trovi il nuovo libro sull'allenamento mentale scritto dal coach motivazionale Giancarlo Fornei e pubblicato a ottobre 2014. Acquistalo ora da questo link.


Nota bene: questo post è stato aggiornato il 23 marzo 2015


giovedì 2 ottobre 2008

Analisi della partita con il Rosignano: belli, motivati e sfortunati

Quando l'arbitro ha fischiato la fine, ho visto sul volto dei dirigenti e dei tifosi accanto a me una leggera delusione. La partita era finita 1 a 1 ed il Rosignano aveva pareggiato semplicemente perché il destino voleva che andasse in quel modo.

Rispetto alla partita con il Montemurlo ho visto una squadra motivata al massimo, piena di grinta e di voglia di far bene, che ha spinto dal primo all'ultimo minuto.

Dal punto di vista motivazionale e dell'approccio mentale alla partita posso solo fare i complimenti ai ragazzi. Del resto, lo avevo già "letto" nei loro occhi nella sessione di mental coaching di gruppo di martedì pomeriggio. E nella mini sessione prima della partita, avevo notato la stessa intensità.

I ragazzi avevano "fame" e lo si è visto. Si sono tutti impegnati, senza risparmiarsi. Fare dei nomi è difficile, perché hanno veramente dato tutti, la famosa "anima in campo". Se proprio debbo fare due nomi su tutti gli altri, eccoli:
  • Simone Mazzei, un guerriero in campo. Si è battuto come piace a me e, come sono sicuro, piace anche a lui;
  • Federico Tosi, ha giocato per la squadra. Ha corso e si è impegnato, senza risparmiarsi. Solo sfortunato, è stato solo sfortunato.

A Federico dico di avere pazienza e fiducia: ragazzo mio, Ti manca solo il goal e presto tornerai il grande trascinatore del Pietrasanta che sei sempre stato. Credici Fede, credici!!!

Ma anche tutti gli altri meriterebbero di essere citati e menzionati. Domani analizzeremo la partita dal punto di vista dell'approccio mentale alla stessa, e posso già dirvi che cosa dirò ai ragazzi: BRAVI, mi siete veramente piaciuti.

Partita motivazionale perfetta, dunque? Diciamo che possiamo fare meglio e che qualche cosina su cui lavorare abbiamo ancora. Del resto, si può sempre migliorare.

Alla Società chiedo di stare vicino alla squadra con fiducia e di avere pazienza. Cristiano Ciardelli e il suo staff tecnico stanno facendo un gran bel lavoro e sono certo che presto, molto presto, la squadra comincerà a volare.

Non lo dico esclusivamente da motivatore, bensì da "esperto" di uomini. Mi occupo di valorizzare le risorse umane da troppo tempo, e credetemi quando affermo che la squadra è viva. Manca solo di un piccolo ingrediente che nel calcio è basilare: la fortuna.

Ai tifosi del Pietrasanta, pur capendo la loro amarezza, dico di far sentire il loro calore alla squadra. Pietrasanta è una bellissima città. La gente che abita a Pietrasanta è meravigliosa. Adesso è arrivato il momento di dimostrarlo, lasciando lavorare in maniera tranquilla la squadra.

Pensando in positivo e creando, intorno ai giocatori, un clima di fiducia. La fiducia che porterà questo gruppo alla vittoria finale.

Se hai visto la partita con il Rosignano o sei uno sportivo, lascia il Tuo commento al Post.

Giancarlo Fornei

Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

mercoledì 1 ottobre 2008

Martedì 30 settembre 2008 - 3° Sessione di Mental Coaching di Gruppo - Analisi della partita con il Montemurlo

15,45 di martedì 30 settembre 2008. Questa è la terza sessione di mental coaching con la prima squadra dell’USD Pietrasanta Marina 1911.

Riunisco tutta la squadra nella saletta ristorante all’interno del campo sportivo di allenamento. Poco più di 30 minuti, prima che Cristiano Ciardelli e il suo staff tecnico, preparino la partita di domani con il Rosignano.

Apro la sessione analizzando l’approccio mentale e motivazionale della squadra con il Montemurlo. Sottolineo ai ragazzi i due aspetti negativi che non mi sono piaciuti e naturalmente, spiego loro da dove nascono e come fare per evitarli in futuro:
  1. Molti dei giocatori sono entrati in campo con le spalle incurvate, la testa bassa e, inevitabilmente, gli occhi che guardavano verso il basso. Questo è un segnale negativo del corpo, di arresa. Con questa postura hanno trasmesso a loro stessi e, inconsciamente anche a chi avevano vicino, insicurezza e arrendevolezza;
  2. La maggior parte degli “anziani”, ha messo in campo poca grinta e carattere. I giocatori più maturi e rappresentativi avrebbero dovuto prendere per mano la squadra e guidarla. Questo non è successo.

Ai due aspetti negativi devo ammettere che sono ancora pochi quelli che credono nel progetto di mental coaching. Anche se avevo messo già in conto le perplessità iniziali. Quindi, non sono né meravigliato.

La squadra ha bisogno di tempo per recepire i miei insegnamenti e, soprattutto, per “digerire” tutte le conoscenze sul loro cervello e la mente inconscia. Per molti di loro, sono cose completamente nuove.

Con una lavagna a fogli disegno ai ragazzi lo schema che determina il loro STATO D’ANIMO. Che poi è quello di tutti i calciatori di questo mondo. Vediamolo:

FISIOLOGIA DEL CORPO + DIALOGO INTERNO + FOCUS = STATO D’ANIMO.

FISIOLOGIA. Spiego ai ragazzi da che cosa è data la fisiologia del loro corpo, in altre parole dalla somma di: postura, biochimica (alimentazione), gestualità, movimenti oculari.

Dato che i ragazzi hanno fatto una buona preparazione fisica e seguono un regime di alimentazione controllata, mi soffermo in particolare, sulla loro postura e gestualità. Analizziamo quella di domenica scorsa e decidiamo di darci una postura diversa per domani, contro il Rosignano.

DIALOGO INTERNO. A sua volta è diviso tra pensieri e parole. Ad essere precisi, le rappresentazioni interne non si limitano ad essere solo auditive, sono anche visive. Quest’aspetto lo affronterò con i ragazzi un po’ più avanti, quando avranno “digerito” tutte le informazioni che ho già dato loro.

Per il momento, analizziamo il dialogo interno di coloro che sono stati i migliori in campo con il Montemurlo, come David Romanini, Massimo Pierotti, Jacopo Pellegrini, Giacomo Ceraioli, ecc. e, naturalmente, scopriamo che è un dialogo fatto di parole e pensieri potenzianti.

Pertanto, rispolvero la frase motivante e potenziante da usarsi prima dell’inizio di ogni partita. E questa volta, suggerisco di ripetersela anche la sera prima di addormentarsi, in modo che il cervello possa lavorare per loro. Gratuitamente.

FOCUS. Infine, ci concentriamo sull’ultimo elemento che crea lo stato d’animo, il focus. Spiego ai ragazzi che vincere il campionato di Eccellenza è la Mission della società, l’obiettivo finale.

Naturalmente, devono imparare a mettere il loro FOCUS, la loro massima attenzione e concentrazione, sulle singole partite, perché sono tutte importanti. Tante piccole tappe di avvicinamento all’obiettivo finale. Quindi: FOCUS sulla prossima tappa di avvicinamento all’obiettivo, il Rosignano. Concentrarsi solo e unicamente sul battere il Rosignano.

In chiusura, nella sessione di ieri ho scoperto che Giacomo Ceragioli, il ragazzino di 19 anni (anche se molto più maturo per l’età che ha) che domenica ha giocato in porta contro il Montemurlo, da oltre tre anni lavora sull’incitamento ai compagni.

Devo ammettere che è proprio bravo, è stato dall’inizio alla fine un rullo compressore nelle orecchie dei propri compagni e li ha incitati fino alla fine della partita. Mario Consigli, il preparatore dei portieri, ha fatto un ottimo lavoro anche dal punto di vista motivazionale.

Che cosa facciamo oggi in casa con il Rosignano? Purtroppo non possiedo la sfera di cristallo, anche se nella sessione di coaching mentale di ieri ho visto veramente bene la squadra.

Guardando negli occhi i ragazzi ho notato una luce accesa, è tipica di chi ha “fame”. Se mi è permesso un paragone, anche se azzardato, mi è sembrata di vedere la stesa luce che avevano domenica sera i giocatori del Milan nel derby.

Se tanto mi da tanto. Lasciami un commento al post e fammi conoscere le Tue esperienze.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.