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venerdì 3 ottobre 2008

Esercizio di ancoraggio per un calciatore...


Se segui il blog ed hai letto i miei articoli, dovresti già conoscere il concetto di “Ancoraggio”. Ad ogni modo, cliccando sul link trovi maggiori informazioni.

Supponiamo che Tu abbia bisogno di maggior “grinta” per la prossima partita. La domanda che devi porti è: sono mai sceso in campo pieno di grinta e di determinazione? Se la risposta è positiva, l’ancoraggio è uno degli strumenti più semplici e potenti che hai per riaccedere a questa risorsa interna.



Per imparare ad ancorare dentro di Te la grinta e la determinazione, questo è il processo che devi fare:

1. Mettiti in un posto tranquillo, dove nessuno potrà disturbarti per i prossimi 30 minuti (una volta imparato il processo lo farai in appena cinque minuti);

2. Stabilisci subito un gesto, un profumo, un colore, un’immagine, un suono, una voce (anche la Tua) con cui andrai ad ancorare la grinta e la determinazione dentro di Te. Per esempio: potrei immaginarti un orso oppure un leone, oppure potresti vedere un cerchio di colore rosso (o meglio ancora tutte e due le cose). Sentire la Tua voce o quella di un’altra persona che Ti dice “forza puoi farcela”.


  • Potresti incrociare le dita della mano destra, stringere i pugni o fare qualsiasi altro gesto che sia facile da ricordare. Se poi usi tutte e tre le àncore (visive, auditive e cinestesiche) è meglio. Quello che devi ricordarti di fare, prima ancora di cominciare l’esercizio, è definire tutte e tre i tipi di àncora con cui richiamerai la grinta dentro di Te;

3. Domandati da 1 a 10 quanto la grinta è, in quel preciso momento, già dentro di Te (Ti servirà per verificare se hai fatto bene il processo di ancoraggio e quindi, capire se la risorsa è cresciuta);

4. Rilassati profondamente per un paio di minuti circa (rilassa tutti i muscoli del corpo ed anche la mente, abbassa la respirazione);

5. Adesso richiama alla mente un ricordo, un’esperienza del passato in cui eri pieno di grinta e di determinazione;

6. Quando il ricordo comincia a farsi vivo, e quindi sei ASSOCIATO ad esso, voglio che vedi quello che vedevi in quel momento, che senti quello che sentivi in quel momento e che provi le stesse identiche emozioni di allora. Vivi intensamente il Tuo ricordo, la Tua esperienza in cui eri pieno di grinta e di determinazione.


  • Noterai che ci sono delle cose che sono più facili da ricordare di altre (un visivo, visualizza più facilmente di altri, un auditivo è molto più stimolato dai suoni e dalle parole, un cinestesico prova delle emozioni localizzate da qualche parte nel corpo). Qualsiasi sensazione Tu provi, stai tranquillo e sforzati di vedere, sentire e provare ciò che vedevi, sentivi e provavi allora. Evita di arrenderti subito e continua a sforzarti;

7. A mano a mano che le sensazioni si materializzano, siano esse visive, auditive o cinestesiche (qualcuno potrebbe riuscire a rivivere tutte e tre le forme, qualcuno solamente una delle tre, è assolutamente normale) prova a lavorarci sopra. Aumenta o diminuisci le sensazioni, una alla volta, sino a scoprire le sottomodalità critiche (quelle che Ti fanno aumentare le sensazioni di grinta).


  • Per esempio: comincia con le sottomodalità visive, se vedi davanti a Te un’immagine prova ad allontanarla o avvicinarla, a rimpicciolirla o ingrandirla, a spostarla a destra o a sinistra, a farla diventare a colori o in bianco e nero, e così via;

8. Nota le differenze e segnati quelle che Ti fanno stare meglio, quelle cioè, che aumentano lo stato di grinta e determinazione. Quando modifichi qualcosa che non migliora nulla, riporta quella sensazione allo stato di partenza. Per esempio: se ingrandendo la foto che hai davanti non succede nulla o addirittura stai peggio, prima di fare altri tentativi riporta la foto alla misura di prima;

9. Fai la stessa identica cosa con le sottomodalità auditive che senti: è una voce o una musica, è la Tua voce o quella di un’altra persona, la senti a destra o sinistra, è alta o bassa, cosa dice, ecc. Modificale e segnati i cambiamenti critici;

10. Infine, fai lo stesso con le sottomodalità cinestesiche che provi: senti un peso sulla bocca dello stomaco oppure un formicolio sulla mano destra, è un bruciore in tutto il corpo oppure un senso di leggerezza in testa, è qualcosa di pesante o di leggero, ecc. Amplifica o diminuisci queste sensazioni. Puoi anche spostarle in altre parti del corpo o farle sparire. Come il solito devi segnarti le sensazioni che cambiano facendoti aumentare la grinta;

11. Adesso che hai identificato tutte le sottomodalità critiche, che Ti ricordo potrebbero essere, per l’assurdo, tutte visive, tutte auditive o tutte cinestesiche (da qui capiresti quale canale prevalente utilizzi), oppure, nella maggior parte dei casi, mescolate, rivivi ogni momento, vedendo quello che vedevi allora, sentendo quello che sentivi allora e provando quello che provavi allora, ed enfatizza al massimo tutte le sottomodalità critiche che hai precedentemente individuato.


  • Fallo di seguito, passando dal processo visivo a quello auditivo a quello cinestesico. Cerca di raggiungere la massima intensità emotiva;

12. Quando le Tue sottomodalità critiche Ti hanno portato alla massima intensità emotiva e senti dentro di Te la grinta e la determinazione ai massimi livelli, àncora lo stato desiderato usando gli stessi elementi che avevi precedentemente selezionato: l’immagine, il colore, le parole, il profumo, il gesto, ecc.


  • Per esempio: al massimo della Tua sensazione di grinta, visualizza l’orso davanti a Te, magari lo fai diventare rosso, senti le Tue parole che Ti dicono “forza puoi farcela” ed incroci le dita della mano destra. Più farai questo processo al culmine del Tuo stato più le àncore funzioneranno;

13. Esci dalla posizione di stato. Fai due passi e bevi un goccio d’acqua. Torna a rilassarti e prova subito a controllare il risultato. Vedi nuovamente l’orso, coloralo di rosso, ascolta la Tua voce ed incrocia le dita. Adesso dimmi, da 1 a 10 quanto è la grinta che desideravi?


  • Se è aumentata anche solo di 1, vuol dire che il processo funziona e Tu devi solo rafforzarlo. Se è peggiorata, vuol dire che hai sbagliato qualche cosa nel processo e che quindi, devi rifare tutto il procedimento dall’inizio, cercando di capire dov’è l’errore. Se non vi sono stati miglioramenti, stai tranquillo, spesso capita (soprattutto per i poco esperti) che al primo processo di ancoraggio sia difficile migliorare subito lo stato;

14. Nel primo e nel terzo caso, ripeti il processo di ancoraggio almeno 5/6 volte, ripartendo dal rivivere le sottomodalità critiche della grinta, enfatizzarle al massimo ed ancorare nuovamente gli stimoli;

15. Nel secondo caso, devi rifare tutto il processo, individuando àncore migliori e, soprattutto, estraendo meglio le sottomodalità critiche;

16. Dopo aver ripetuto un processo di ancoraggio, ripeti sempre la formula: da 1 a 10 e verifica il Tuo stato in quel momento;

17. Dopo una decina di volte che fai il processo, prova le Tue àncore e verifica se e quanto funzionino: vedi subito l’orso, coloralo di rosso, senti la Tua voce ed incrocia le dita. Che risultato hai? Sei pieno di grinta?

18. Ripeti continuamente le fasi, anche nei giorni a venire, fino a quando non sarai in grado di accedere allo stato di grinta e determinazione facilmente, e in modo deciso.

Ricorda che puoi fare questo processo per ogni risorsa/stato che desideri: sicurezza, fiducia, concentrazione, tranquillità, ecc.


Naturalmente, cambiando le àncore ogni volta: immagini, colori, suoni, parole, gesti, profumi, ecc. Quando avrai costruito lo stato dentro di Te, Ti basterà ripassare il processo ogni giorno, per almeno i primi 21 giorni, per garantire alla Tua mente la massima memorizzazione dello stesso.

Essere capace di richiamare con un’àncora una risorsa interna è un’abilità fantastica, che Ti permetterà di aumentare il livello di rendimento delle Tue performance in campo.

Prova l’esercizio e fammi sapere com’è andata. Lasciami il Tuo commento a questo post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo



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Nota bene: questo post è stato aggiornato il 23 marzo 2015


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