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mercoledì 22 ottobre 2008

Quella forza e quell’energia che chiamiamo Motivazione

Si racconta che Michael Jordan abbia più volte ripetuto nella sua vita questa frase, diventata poi leggenda: “Posso accettare di fallire. Chiunque fallisce in qualcosa. Ma io non posso accettare di non tentare".

In questa semplice frase, troviamo il credo di colui che è diventato una leggenda del basket americano, e non solo, a livello mondiale.

Michael Jordan ci ha sempre creduto, indipendentemente dai Suoi fallimenti. A differenza di altri, che si sarebbero arresi, ha saputo attingere dai Suoi fallimenti proprio l’energia e la forza che gli servivano per andare avanti. Quella forza e quell’energia che chiamiamo MOTIVAZIONE.

Che cosa è la motivazione?
Motivazione è una parola composta di motivo e azione. Significa che ogni grande sportivo ha un “Motivo” e compie delle “Azioni” per raggiungerlo. Senza un vero motivo e senza le azioni giuste, qualsiasi tipo di sport Tu faccia, non è in grado di regalarti emozioni.

La motivazione è il vero ed unico segreto del successo: gli sportivi di successo sanno cosa vogliono, e soprattutto, si attivano per ottenerlo, compiono delle azioni, giorno per giorno, per raggiungere il loro obiettivo.

In parole povere, sono motivate. Hanno un obiettivo e fanno di tutto per raggiungerlo.

Mi viene da ridere a ripensare a tutti i discorsi che si sono detti (ed anche sprecati) sul Milan delle prime due giornate di campionato. Carlo Ancelotti, che considero un gran motivatore e guidatore di uomini (a suo tempo ha lavorato con un personal mental coach), ha saputo costruire e trasmettere le giuste motivazioni alla squadra e nel giro di poche settimane è cambiato tutto: oggi il Milan è a soli tre punti dalla maestosa Inter di Special One.

Ma cosa è cambiato nella mente dei giocatori?
Io non sono a Milanello (se mi chiamassero ci andrei di corsa), ma da mental coach posso immaginarmelo: le MOTIVAZIONI e l’ATTEGGIAMENTO MENTALE POSITIVO.

Nota come la mente umana sia una componente fortissima in ogni sport, anche nel calcio. Lo scritto nel mio articolo “Le quattro aree di allenamento di un giocatore”.

Un po’ quello che sta succedendo oggi alla Roma di Luciano Spalletti. Come può una squadra che l’anno scorso ha espresso il più bel gioco ed è stata ad un passo dal vincere lo scudetto con la sua rimonta fantastica, improvvisamente “sparire” e non essere più capace di giocare a calcio? Spalletti è diventato improvvisamente un brocco?

Niente di tutto questo. La Roma ha solamente bisogno di ritrovare le giuste MOTIVAZIONI e, naturalmente, la tranquillità mentale che possa permetterle di giocare come è capace.

Spalletti è bravissimo e non ha certamente bisogno dei miei consigli, ad ogni modo mi permetto di offrirgliene uno: cerchi nella capitale un buon Mental Coach che possa aiutare la squadra a lavorare sull’allenamento mentale e sono certo che la Roma tornerà più forte di prima.

Ma la motivazione da dove nasce?
Ci sono molti studi condotti su sportivi di successo che hanno dimostrato che il desiderio di eccellere, di emergere, offre una spinta motivazionale strepitosa.

Alcuni esempi:
  • Michael Jordan desiderava essere il migliore;
  • Michael Phelps voleva battere il record di medaglie d’oro di Mark Spitz ed entrare nella leggenda;
  • Luca Toni voleva diventare un grande giocatore di calcio;
  • Dennis Conner voleva vincere l’America’s Cup;
  • Alberto Tomba ha sempre desiderato di diventare campione del mondo nello sci;
  • Valentino Rossi voleva correre in moto ed essere veloce;
  • Paolo Maldini ha sempre sognato di indossare la maglia del Milan, che prima era appartenuta a Suo padre.

Potrei continuare all’infinito. Tutti questi sportivi sono diventati dei campioni famosi, ma la vera chiave del loro successo non è solamente nel desiderio di diventare campioni, bensì nella forza di volontà che li ha spinti ad avere un MOTIVO e a munirsi di AZIONI per raggiungere l’obiettivo che si erano posti.

Basta leggere le loro storie per capire quanta tenacia e perseveranza abbiano messo nel cercare di raggiungere il loro obiettivo. Per capire quanto ci credessero e quanta MOTIVAZIONE avessero in corpo. Per capire quanto AMORE avessero verso lo sport che si erano scelti.

Indipendentemente dal livello in cui pratichi sport, ricorda che se non ami ciò che fai, difficilmente otterrai buoni risultati e se Ti “accontenti” di scendere in campo tanto per far parte degli undici di base, senza una forte MOTIVAZIONE a raggiungere un obiettivo, rinunciando a metterci PASSIONE ed ENTUSIASMO, resterai sempre uno dei tanti.

Mi occupo da una vita di gestione delle risorse umane e so bene che le performance eccellenti degli sportivi non sono necessariamente legate al tasso tecnico o tattico del giocatore, dello sportivo.

Spesso, le migliori prestazioni sono quelle dei giocatori più motivati, che entrano in campo con grinta e determinazione.

Riassumendo, senza quella forza e quell’energia che chiamiamo Motivazione è molto difficile che Tu possa diventare un Campione. Quindi: datti un MOTIVO e cerca di compiere ogni giorno delle AZIONI per raggiungerlo.

Ti regalo questa bellissima frase di Luca Toni: “Il calcio era il mio sogno. E i sogni si conquistano con i sacrifici”. Questo era il Suo Motivo. Le azioni che ha fatto per arrivare ad essere un grande campione (seppur in ritardo di età rispetto alla media) le conosciamo tutti.

La Tua motivazione a che livello è? Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.


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