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giovedì 6 novembre 2008

Ma l’Allenamento Mentale nel calcio, funziona? - Seconda parte

Ieri avevo cominciato a rispondere pubblicamente alla domanda di Franco, un giovane calciatore che ho incontrato durante una delle mie conferenze in giro per l’Italia.

Mi aveva chiesto: “Ma l’allenamento mentale nel calcio, e nello sport in genere, funziona?”

Riprendo il post di ieri e come ho già detto a lui in privato, l’Allenamento Mentale è stato introdotto per primo in sport individuali come il Golf, il Tennis, la Ginnastica Ritmica e l’Atletica Leggera.

Ma negli Stati Uniti, dove è praticamente nato (ricordo che il primo allenatore mentale è stato il grande Vince Lombardi), l'Allenamento Mentale ha trovato il suo spazio anche in sport di squadra come il basket ed il baseball.

Nel nostro calcio (ma anche negli altri sport), a parte qualche campione tra quelli citati prima ed alcune società di serie A come il Milan, l’Inter e la Juventus, da sempre all’avanguardia nel panorama nostrano, purtroppo siamo ancora agli antipodi.

Come al solito, in Italia siamo gli ultimi o quasi a sperimentare e recepire nuove metodiche. Sembra che avversiamo tutto quanto non riusciamo a capire, a comprendere per via logica. Abbiamo una repulsione per tutto quello che ha a che fare con la mente, se è vero che anche la psicologia sportiva trova difficoltà a ritagliarsi il suo piccolo spazio nel mondo dello sport.

Come è successo a suo tempo con la PNL (Programmazione Neuro –Linguistica) e ultimamente con il Coaching, anche l’Allenamento Mentale stenta a decollare e trovare una sua collocazione all’interno della programmazione delle squadre di calcio.

Tutto passa attraverso la mente, anche nel calcio, anche nello sport.

Solo che è difficile per gli addetti sportivi acquisire questa nuova consapevolezza, in cui mettere al centro dell’evento sportivo “le performance mentali del giocatore”, quando fino a ieri (metaforicamente parlando), erano la velocità e la classe tecnica a fare la differenza in campo.

Per non parlare, poi, dei settori giovanili, dove a parte qualche rara società (più unica che rara), l’argomento è tabù.

A tale riguardo posso parlarne in prima persona, dato che all’inizio di questa stagione ho provato a contattare (invano) almeno una quindicina di società calcistiche della mia zona per proporre, del tutto gratuitamente, un progetto sperimentale di mental coaching sportivo.

Eppure, una ricerca presentata dalla British Psychology Society nel 2003, sosteneva che “L’Allenamento Mentale proposto in modo professionale e specifico ed incorporato nel programma di allenamento globale può migliorare la prestazione fino al 57%”.

In Inghilterra, squadre come il Manchester United, West Ham ed il Chelsea, hanno all'interno dei loro vivai dei mental coach che seguono i ragazzi e li aiutano a superare le loro barriere mentali. Tra l'altro, uno dei migliori mental trainer inglesi è un "italiano", Christian Lattanzio.

Naturalmente, è bene sgombrare ogni dubbio, affermando subito che l’Allenamento Mentale non può essere considerato come un rimedio miracoloso, una sorta di bacchetta magica per risolvere i problemi di natura fisica o tattica.

Se un calciatore è brocco, resta brocco. Soprattutto se non si allena, se non s’impegna a migliorare le proprie competenze tecnico-tattico e atletiche.

L’Allenamento Mentale deve essere visto come il giusto completamento ad una buona preparazione fisica, tattica e tecnica. In questo modo si chiude un cerchio composto dalle famose quattro aree di allenamento di un giocatore: tecnica + tattica + fisica + mentale emotiva.

Ma, soprattutto, l’Allenamento Mentale deve avere un suo spazio ben definito nella programmazione delle società di calcio, concordato e coordinato insieme al lavoro dell’allenatore tradizionale e del preparatore atletico.

Insomma, nessuna approssimazione, bensì programmazione e lavoro serio. Tanto lavoro serio. In questo modo, la risposta alla domanda è SI, FUNZIONA!

Che ne pensi dell’allenamento mentale nel calcio? Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: “Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

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