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domenica 18 gennaio 2009


«All'inizio di una gara capisco che ci possa anche essere curiosità, ma basta un giro di pista per far cambiare il modo di pensare degli spettatori. Alla fine, l'ho sentito tutte le volte che ho corso, vedono solo l'atleta.»
Oscar Pistorius

giovedì 15 gennaio 2009

Sbagliare un calcio di rigore? Sotto pressione si può

Una delle canzoni più belle di Francesco De Gregori, raccontava la storia di un calciatore che sbagliava un calcio di rigore.

Uno studio di Geir Jordet, psicologo dello sport dell’Università di Groningen, in Olanda, pubblicato sul “Journal of Sports Sciences”, ha scoperto che i calciatori sbagliano più facilmente un calcio di rigore quando sono sotto pressione.

Ne sappiamo qualcosa noi Italiani, che ci ricordiamo ancora la finale del Campionato del Mondo negli Stati Uniti nel 1994, quando il grande Roberto Baggio andò sul dischetto e… sbagliò.

La ricerca dimostra che a mano a mano ci si avvicina alla fine della serie di tiri dal dischetto, e quindi un eventuale errore può diventare decisivo, la pressione psicologia aumenta sempre di più.

Jordet ha inoltre scoperto una cosa molto interessante: i giocatori che prima di iniziare la rincorsa si fermano a riflettere per meno di mezzo secondo, hanno successo nel 63 percento dei casi.

Se invece aspettano qualche istante in più… la percentuale di realizzazione sale all’81 percento.

Da tutto questo nasce un consiglio ai calciatori, in particolar modo, ai rigoristi: calciate il Vostro rigore con tutta calma, senza eccessiva fretta. Aumenterà la Vostra probabilità di fare goal.

Lasciami un commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale PENSO POSITIVO

lunedì 5 gennaio 2009

Le Tue performance sportive? Sono pari all’anello debole della Tua catena

Gli inglesi del Manchester United, squadra amata da mio figlio Seba perché vi gioca il Suo idolo Cristiano Ronaldo, dicono:

“A chain is as strong as its weakest link. Che significa “la forza di una catena è determinata dalla resistenza del suo anello più debole”.

In una squadra di calcio, come in qualsiasi altro tipo di squadra (basket, pallavolo, hockey, ecc.) la vittoria è il frutto di una serie di quattro componenti, tutte importanti. Per esempio, troviamo:

1. La tenuta atletica e fisica dei giocatori;

2. Le capacità degli stessi d’interpretare la partita voluta dal loro allenatore e quindi, di disporsi tatticamente al meglio sul campo;

3. Le componenti tecniche dei giocatori, in altre parole la loro capacità di calciare una punizione, dribblare gli avversari, difendere il pallone quando lo ricevono, tirare al volo in porta, stoppare la palla in situazioni difficili, battere una rimessa laterale, ecc;

4. Infine, la capacità di esserci con la testa e di avere le giuste motivazioni, prima per giocare e poi per vincere.

Come ho spiegato anche al convegno dello scorso dicembre a Pietrasanta, intitolato “Vincere con la Mente”, il tavolo di casa Tua ha bisogno di quattro gambe per stare in piedi, se mi permetti fare una similitudine, anche i giocatori di qualsiasi squadra hanno bisogno di quattro aree per allenarsi al meglio.

La metafora significa semplicemente che senza l’allenamento mentale, forse la parte più importante della preparazione sportiva, qualsiasi giocatore, qualsiasi atleta è limitato: è come se avesse un anello debole su quattro, della catena che lo lega alle prestazioni sportive della Sua squadra.

Qui entra in gioco nuovamente la filosofia di squadra del Manchester United: “La forza di una catena è determinata dalla resistenza del suo anello più debole”.

Cari allenatori, se la testa dei Vostri giocatori è debole, quella sarà l’anello debole della Vostra catena e quindi, le performance sportive della Vostra squadra, saranno pari alla resistenza che l’anello debole riuscirà ad avere.

Quindi, non basterà che la squadra sia preparata fisicamente, tecnicamente e tatticamente. Ad un certo punto, la mente, l’anello debole della catena, si romperà e tutto il Vostro lavoro andrà a farsi benedire.

Christian Lattanzio, quello che io considero il mental trainer più importante in questo momento in Europa, ama affermare: “Se è la testa a fare la differenza, occorre allenare la testa a fare la differenza”.

Quand’è che gli allenatori italiani cominceranno ad accorgersene? Lasciami un Tuo commento al post.

Giancarlo Fornei

Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale PENSO POSITIVO