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mercoledì 29 febbraio 2012

Come creare una nuova abitudine

Creare una nuova abitudine è molto semplice, basta agire, mettere in pratica quello che vuoi "saldare" dentro di te.
Il problema, semmai viene dopo quando per fissare l'abitudine dentro di te, devi "ripetere" sino all'ossesso l'azione.
Qualcuno parla di almeno 21 giorni ma, a mio avviso, se la nuova abitudine è molto importante sono pochi.

Facciamo degli esempi:
1) Se sono un giocatore di calcio e voglio imparare ad essere puntuale negli allenameti, è molto probabile che mi basta concentrarmi nell'arrivare al campo 5 minuti prima degli altri per almeno 21 giorni di seguito, senza mai sgarrare.
In questo caso, la nuova abitudine è abbastanza leggera.
2) Se invece sono un giocatore di golf e voglio imparare un tiro particolare, che no ho mai fatto, ed anche un pò complesso nella sua esecuzione, è molto probabile che 21 giorni di ripetizione dell'esercizio non basteranno per fissarlo nel mio inconscio.
In questo caso, consiglio la ripetizione sistematica dell'esercizio per almeno 66 giorni di fila.

Insomma, più la nuova abitudine è complessa da apprendere per il nostro cervello, più sarà fondamentale ripetere l'esercizio il più a lungo possibile.
In entrambi i casi, la parola magica per una nuova abitudine si chiama "costanza".
Più costanza avrai nel ripetere l'esercizio, più esso si fisserà dentro di te, sino a farlo diventare un'azione inconscia e automatica.


Giancarlo Fornei
Formatore motivazionale, scrittore e Mental Coach.
Autore di: Il Cervello in Azione e di Come allenare la mente a vincere nello sport

lunedì 27 febbraio 2012

Motivazione Milan, contro motivazione Matri

Sabato sera, come molti altri italiani, ho visto la partita tra Milan e Juventus, finita 1 a 1.

Indipendentemente dal risultato, falsato dalla terza arbitrale per non aver concesso un goal grande come una casa al Milan, mi è piaciuta la grinta e la motivazione che la squadra di Allegri ha messo in campo.

Per un tempo e mezzo, la squadra di Conte non è esistita poi, è entrato colui che di motivazione, ne aveva da vendere: Matri.

Relegato in panchina da Conte nelle ultime partite ha fatto la differenza, ancora una volta, con la sua motivazione.

Insomma, la motivazione l'ha fatta da padrone, facendo la differenza in campo.

Quello che ripeto continuamente, anche nel mio ultimo audio corso, sull'allenamento mentale nello sport.

Lo trovi a questo link.


Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
"Il Coach delle Donne"



martedì 21 febbraio 2012

Il cambiamento di stato d'animo prima di giocare

Questa settimana ho fatto coaching al telefono con Giorgio, un giocatore di calcio C1, che si è rivolto a me per cercare di migliorare le sue prestazioni sportive.

Giorgio mi raccontava come cambiavano le sue performance tra la fase di riscaldamento e l'inizio della partita.

Nel riscaldamento era grintoso, concentrato e pronto alla sfida.

Al calcio d'inizio qualcosa cambiava dentro di lui e tutta la sua sicurezza si scaricava in sensazioni cinestesiche negative alla bocca dello stomaco.

Che cosa cambiava in Giorgio?

Ma è chiaro: lo stato d'animo, passando da positivo nella fase di riscaldamento a negativo con l'inizio della partita.

La paura s'impossessava di lui.

Succede anche a te?

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
"Il Coach delle Donne"

martedì 7 febbraio 2012

Dormire dieci ore per notte migliora le prestazioni sportive


Dormire per dieci ore ogni notte permette di ottenere migliori risultati sportivi.

Lo rivela uno studio effettuato dagli esperti della School of Medicine dell'Università di Stanford, negli Stati Uniti, e pubblicato dalla rivista di ricerca scientifica Sleep.

Questi esperti americani hanno valutato le prestazioni atletiche di un gruppo di undici giocatori di pallacanestro ai quali, per sette settimane, avevano chiesto di dormire dieci ore per notte.

In questo modo hanno scoperto che, alla fine delle settimane di sonno prolungato, era migliorata sia la loro velocità in campo sia la loro precisione nel tiro, quest'ultima addirittura del dieci per cento.

E non solo: sopportavano più facilmente la fatica, in allenamento e in partita, e la squadra giocava molto meglio.

I ricercatori sottolineano però che non serve dormire di più soltanto la notte prima di una partita o di un allenamento importante: bisogna invece cambiare le proprie abitudini e riservare sempre al sonno il numero di ore necessario.


Fonte notizia: Di Più, 12/09/11