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venerdì 29 agosto 2008

Marcello Lippi, una sua frase famosa


“Io sono un sognatore, un idealista, sono anche fermamente convinto che una grande conquista non è mai dovuta alla casualità, ma è il frutto di una grande convinzione, di una strategia tecnica e psicologica”.


Marcello Lippi – Allenatore Campione del Mondo – dal libro La Squadra – Ed. Rizzoli.

giovedì 28 agosto 2008

Il Mental Coach Sportivo...

Colui che allena la mente degli sportivi e li aiuta a raggiungere i propri obiettivi.

Sapevi che quello che pensi e immagini nella tua mente, prima e durante una partita, una gara o una prestazione sportiva, determina i risultati che raggiungi?

L’altro giorno ho ricevuto un’email in privato, di Chiara, una ragazza che nuota a livello agonistico, che dopo aver navigato nel blog e letto qualche articolo mi chiedeva:

“Questa primavera mi allenavo a più non posso, sia in palestra per tonificare il fisico sia in vasca, ogni giorno. Arrivavo a fine settimana e mi sentivo un vero e proprio uragano, pronta ad entrare in piscina e fare vasche su vasche. Stavo bene con me stessa. Eppure, puntualmente ad ogni gara, dopo le prime due/tre vasche, mi accorgevo di aver già perso tutta la carica e paradossalmente ero anche a corto di fiato. Le chiedo, signor Fornei, se sia possibile una cosa del genere. Grazie per la risposta. Chiara M.”

Ho già risposto in privato a Chiara e approfitto della sua domanda per scrivere questo post, che mi permette di spiegare alcune cose sul funzionamento della mente umana.

Per prima cosa devi sapere che la tua mente è potentissima, e prende alla “Lettera ogni Comando che gli dai”. Il Tuo dialogo interno, così come quello di qualsiasi altro sportivo, determina i tuoi risultati e spesso, quando è un dialogo limitante, annulla tutto l’allenamento fisico che hai fatto in settimana.

Quello che ti dici è importante, anzi, oserei dire fondamentale (leggi gli articoli che trovi a fine post).

E’ probabile che nel caso di Chiara, forte delle esperienze negative precedenti, la ragazza entrasse in acqua ripetendosi continuamente “non devo arrendermi, mi sono preparata tutta la settimana e non devo mollare proprio ora”.

Il cervello di Chiara, come il tuo ed anche il mio, è un sistema cibernetico e prende alla LETTERA OGNI COMANDO CHE GLI DIAMO. Tieni conto che ogni volta che gli diamo un comando (positivo o negativo che sia), il nostro cervello lo associa a delle immagini interne e lo esegue.

E’ importante che Tu sappia che NON esiste un’immagine del NON, quindi, nel caso dell’ipotesi di comando a Chiara, il suo cervello trasforma il “non devo arrendermi, mi sono preparata tutta la settimana e non devo mollare proprio ora” in un fantastico “devo arrendermi, devo mollare proprio ora”.
Da ciò, capisci che non è sufficiente allenare il fisico e la tecnica, bensì è necessario usare un dialogo interno motivante e potenziante, solo con comandi in forma positiva. I più grandi sportivi di ogni secolo (leggi il mio articolo su Phelps) oltre ad un allenamento costante e programmato, hanno anche un atteggiamento mentale costruttivo, motivante che li porta ad accedere alle grandi risorse e potenzialità che sono dentro di loro.

Il primo a capire dell’importanza di “allenare anche la mente” è stato il celebre allenatore di football americano Vince Lombardi, famoso anche per il suo libro “Run To Daylight”. Negli Stati Uniti è così nato il Coaching e di riflesso, le prime figure di coach. Oggi, in qualsiasi ambiente sportivo, si parla di coaching sportivo e di mental coaching.

Ma chi è questo “Mental Coach Sportivo”?

Il Mental Coach Sportivo è colui che allena la mente degli sportivi e li aiuta a raggiungere i propri obiettivi. Evito di entrare nello specifico della parola coach, che sono certo conosci ormai bene.

Mi soffermo su quello che un buon mental coach sportivo dovrebbe fare. Sostanzialmente solo due cose:

  1. aprire la mente degli atleti facendogli vedere le cose da una prospettiva diversa;
  2. aiutarli a definire nei minimi particolari i propri obiettivi nonché a trovare gli strumenti e le risorse per raggiungerli.

I risultati che raggiungi nello sport sono il frutto della sapiente combinazione e miscelazione di 4 elementi fondamentali e indispensabili (nella vita sono identici, manca solo il primo elemento):

  1. Allenamento fisico;
  2. Sapere quello che Vuoi;
  3. Avere il giusto Atteggiamento Mentale;
  4. Saper gestire le Risorse che possiedi.

Mentre il primo elemento è di esclusiva competenza di un buon preparatore atletico o allenatore. Il Mental Coach può esserti di valido aiuto nello sviluppo degli elementi 2, 3 e 4. Spesso, può fare la differenza tra la semplice partecipazione e vincere.

Elemento n°2 – sapere quello che vuoi.
Un buon mental coach sportivo, ti aiuta a “capire chi sei e che cosa vuoi”, definendo con te gli obiettivi sportivi e agonistici da raggiungere, nonché un percorso specifico da seguire. E’ importante che impari a definire gli obiettivi in maniera positiva e metterli sempre per iscritto.

Per esempio: “voglio qualificarmi per le semifinali” è un obiettivo formulato bene. “Non voglio essere eliminato dalla prima batteria” è un obiettivo formulato male.

Elemento n°3 – avere il giusto atteggiamento mentale.
Naturalmente, conoscere gli obiettivi sportivi che intendi raggiungere, da solo non basta. Devi accompagnare questa conoscenza con il “giusto atteggiamento mentale”.

Ecco che allora è importante Pensare in Positivo, accrescere ed alimentare continuamente la tua Autostima, trovare gli stimoli per Motivarti in ogni circostanza, sviluppare convinzioni e abitudini potenzianti.

Elemento n°4 – saper gestire le risorse che possiedi.
Dopo che hai capito quali obiettivi Vuoi raggiungere ed hai acquisito l’atteggiamento mentale giusto, hai bisogno di “saper usare e gestire le risorse che già possiedi”. Troppo spesso cerchiamo di acquisire nuove tecniche e nuove conoscenze, senza valorizzare prima quelle che possediamo già. E’, soprattutto, senza imparare a gestirle al meglio.

In PNL (programmazione neuro-linguistica) esistono alcune tecniche fantastiche per valorizzare e gestire al meglio le risorse che abbiamo dentro di noi. Si chiamano: Visualizzazione, Ancoraggio, Riscaldamento mentale, Focalizzazione, Gestione degli Stati d’Animo, ecc.

Riassumendo: se impari a istruire la tua Mente (ricorda che esegue i comandi alla lettera), sarai in grado di migliorare in maniera decisiva qualsiasi tipo di performance sportiva. Ma la meraviglia delle meraviglie è che tutto questo potrai ottenerlo in maniera naturale, usando in modo appropriato e valorizzando al meglio le risorse fisiche e mentali che hai già.

Credimi, in oltre 22 anni che operò nel campo delle risorse umane, devo ancora conoscere una sola persona che non possieda già delle risorse. Tutti ne hanno, chi più chi meno. Il problema è che spesso, le persone non sanno di possederle e pertanto, non le usano. Nei prossimi post ti racconterò alcuni simpatici episodi che mi sono capitati.

Secondo una ricerca del 2003 della British Psychology Society, l’allenamento mentale proposto in maniera professionale ed integrato nel programma di allenamento globale, può migliorare le prestazioni fino al 57%. Secondo altre fonti, l’atteggiamento mentale può incidere sulla performance sportiva addirittura per il 90%.

Indipendentemente quale percentuale statistica Vuoi prendere in considerazione, resta il fatto che anche il 57% è un numero importante, che deve farti pensare che oltre alla preparazione fisica è importante anche quella mentalmente.

Se Vuoi imparare a Vincere, cerca un buon “Mental Coach Sportivo” e affidati a lui. Come diceva Virgilio: “Segui un esperto”.

Hai già lavorato con un mental coach?
Lasciami un Tuo commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore &Mental Coach
"Il Coach delle Donne"

  • Vuoi organizzare una mia conferenza/convegno sull'allenamento mentale nella tua squadra/citta? scrivimi a info@giancarlofornei.com - o chiamami al 392/27.32.911
  • Autore dell'audio corso in formato mp3 "Come Allenare la Mente a Vincere nello Sport"


  • Ps. Alcuni dei miei articoli più interessanti sulle potenzialità del cervello:

    lunedì 25 agosto 2008

    Scarica il Report Gratuito con l'esercizio per creare sicurezza in uno Sportivo

    Clicca qui per ricevere direttamente nella Tua casella email il file pdf completamente OMAGGIO.

    Giancarlo Fornei
    Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

    ps
    quando hai letto e fatto l'esercizio, lasciami un Tuo commento.

    venerdì 22 agosto 2008

    Il Segreto di chi sa trasformare le cose negative in Motivazione


    Natalie du Toit è una nuotatrice sudafricana che ha partecipato alle Olimpiadi che si stanno disputando in Cina. Raccontano che l’altro giorno abbia nuotato per due ore, senza mai mollare, lottando sempre con il gruppo di testa, nella 10 km di nuoto di fondo in mare aperto.

    A fine gara Natalie è arrivata sedicesima. Niente di trascendentale per un atleta che ambisse ad una delle medaglie olimpiche, se non fosse per un piccolo particolare: Natalie ha una gamba amputata a metà, dopo un incidente in motorino.

    Quando è arrivata a riva, l’hanno vista sollevarsi dall’acqua con le braccia ed appoggiarsi al muretto, per rimettersi tranquillamente la protesi al carbonio che usa per camminare. Laura Alari, la giornalista de La Nazione che l’ha intervistata, ha riportato questo suo messaggio di speranza, che rende pienamente merito ad una grandissima atleta:

    “Quando mi ero qualificata avevo pianto di gioia, non pensavo di potercela fare. Il segreto è saper trasformare le cose negative in energia positiva e questo non è un messaggio solo per i disabili, vale per tutti”.

    Quando ho letto l’intervista, non ho resistito dallo scrivere qualcosa su Natalie. Sulla Sua grandezza. Sulla Sua straordinaria forza. Sulla Sua Motivazione.

    Storie come questa, sono un inno alla Vita ed un esempio per tutto il mondo dello Sport. Storie come questa mi fanno pensare (e dovrebbero far pensare anche Te) che ogni atleta, in qualsiasi tipo di sport, dovrebbe considerarsi una persona fortunata ed attingere “forza e motivazione” dalla piena consapevolezza delle Sue facoltà fisiche e motorie.

    La storia di Natalie - come quella di tanti altri grandi campioni disabili, come Oscar Pistorius o Alex Zanardi dovrebbe farci riflettere e capire che lo sport può essere affrontato con il sorriso sulle labbra, entusiasmo e la gioia nel cuore.

    Perché se ci riescono loro, che hanno una disabilità grave, mi riesce difficile capire tutti quegli atleti che fanno ricorso a sostanze dopanti per vincere (o sperare di vincere). Senza applicarsi in allenamento, con metodo, fatica e costanza. Senza impegnarsi mentalmente per vincere. Per vincere lealmente.

    Natalie du Toit è una grandissima atleta ed una straordinaria persona. Non posso che restare estasiato dalla Sua Grande Motivazione Sportiva. Natalie ha vinto la Sua medaglia. Vale molto di più di quella d’oro. E’ la medaglia della motivazione allo sport e se permetti, alla vita.

    Se sei uno sportivo, un consiglio: “Impara il Segreto di chi sa trasformare le cose negative in Motivazione Positiva”. Impara da Natalie, da Alex, da Oscar”. Impara da loro, che hanno dimostrato motivazione e voglia di gareggiare ai massimi livelli, anche con handicap importanti.

    Ti lascio con una frase bellissima, proprio di Alex Zanardi: “E’ importante lavorare assaporando il gusto di ciò che fai. Il sacrificio passa inosservato se fai le cose con slancio ed entusiasmo”.

    E Tu? Metti entusiasmo e motivazione quando fai sport? Lascia un Tuo commento al post.

    Giancarlo Fornei
    Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

    martedì 19 agosto 2008

    L’importanza della Motivazione nello Sport

    Queste Olimpiadi le ricorderemo principalmente per la gran forza motivazionale messa in campo (pardon, in piscina) da quel grandissimo atleta che è Michael Phelps. E, purtroppo, noi italiani, per la superficialità e la presunzione messa in campo dalla nostra nazionale olimpica di calcio.

    Ma andiamo per ordine. Phelps ci credeva, e lo aveva più volte ricordato nelle sue interviste. Dopo Atene aveva capito che poteva farcela, che poteva entrare nella “leggenda”. Questo gigante dalla faccia di bambinone, ha dimostrato a tutto il mondo sportivo cosa possa significare avere “una forte motivazione sportiva”.

    Vincendo otto medaglie d’oro ha battuto il record di Mark Spitz ed è entrato nella leggenda. Ma secondo me, la cosa più bella è l’intervista rilasciata il giorno dopo aver eguagliato il record delle sette medaglie d’oro di Spitz, quando alla giornalista de La Nazione Laura Alari ha dichiarato:

    Tutto è possibile se c’è un sogno e come dice sempre il mio allenatore Bob Bowman, bisogna sognare in grande. Il mio obiettivo principale è sempre stato quello di cambiare il nuoto, di farlo diventare più importante, voglio che i ragazzi si avvicinino ad un nuovo tipo di sport. E credo di poter raggiungere ancora obiettivi importanti nei prossimi quattro anni”.

    La sua dichiarazione ci permette di capire due cose:
    • 1) la sua straordinaria motivazione, frutto anche del sapiente lavoro mentale del Suo allenatore e, credo di aver capito, anche della madre;
    • 2) la Sua semplicità, quando ha parlato di avvicinare i ragazzi al nuoto.

    Insomma, un campione di “motivazione ed umiltà”.

    Il contrario dei nostri giovani calciatori olimpici. Già strapagati alla loro età e per nulla motivati a far bene con la maglia azzurra. Si può anche perdere, nello sport, anche se quello che conta è il modo. Chi ha visto la partita dell’Italia contro il Belgio ha chiaramente parlato di una squadra de-motivata, scarsamente concentrata ed anche un po’ presuntuosa.

    Ma l’atto di arroganza che ha reso questa olimpica ancor più antipatica (sicuramente a me), è stato che per tornare in Italia ha viaggiato in business class, anziché in classe economica, come tutti gli altri atleti italiani. Indipendentemente da chi abbia pagato la differenza di biglietto (Coni o Figc), il buongusto avrebbe dovuto consigliare a Casiraghi & soci di viaggiare insieme con tutti gli altri atleti.

    Pazienza, consoliamoci con il record del ragazzone di Baltimora. Campione nello sport, nella motivazione e nella semplicità.

    Lasciami un commento al Post.

    Giancarlo Fornei
    Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo



    domenica 17 agosto 2008

    Esercizio per il Riscaldamento Mentale per Sportivi - Seconda parte


    Allora, hai provato a fare la prima parte dell’esercizio per il riscaldamento mentale? Com’è andata, bene? Ok, prima di proseguire, un piccolo riassunto.

    • L’altra volta abbiamo supposto che Tu giocassi a calcio e che desiderassi imparare a calciare bene le punizioni. Ti ricordo che l’esercizio è ottimale per qualsiasi tipo di sport: potresti voler imparare a colpire bene una pallina da golf, ad entrare bene in acqua quando Ti tuffi dal trampolino, oppure a colpire la palla perfettamente quando vai in schiacciata, ed ancora, a fare canestro dalla lunetta, ecc.


    Insomma, puoi usare le tecniche di visualizzazione per migliorare qualsiasi tipo di attività sportiva.

    Prima Parte Esercizio Riscaldamento Mentale per sportivi:


    1. mettiti in un posto tranquillo, dove nessuno può disturbarti per i prossimi 15/20 minuti;
      chiudi gli occhi, respira ed inspira lentamente e rilassati. Prenditi uno o due minuti per rilassarti bene. Libera la mente e rilassati tranquillamente;
    2. mentre Ti rilassi, comincia con il creare una bella immagine di Te mentre stai per calciare una punizione in maniera perfetta (alla Pirlo o alla Del Piero, per intenderci);
    3. fallo in maniera “DISSOCIATA”, crea una bella fotografia oppure un filmino (secondo le Tue capacità) in cui Ti vedi mentre calci perfettamente la palla;
    4. impara ad osservare nei minimi particolari la fotografia e/o il filmino. Osservala bene, sin da quando parti per calciare, e metti il focus della Tua attenzione nel momento in cui calci perfettamente il pallone: osserva com’è messo il Tuo piede, in che modo colpisce la palla, osserva il punto esatto, guarda esattamente in che angolo finisce il pallone, ecc.;
    5. osserva ancora per qualche minuto la fotografia e/o il filmino. Fallo nello stesso modo in cui osserveresti una bella immagine del passato, una foto dei Tuoi ricordi, un momento felice immortalato, ecc.;
    6. prima di passare alla fase due, ripeti questa parte dell’esercizio almeno altre tre volte;
    Fatto? Ottimo. Adesso prenditi altri 15/20 minuti per imparare la seconda parte dell’esercizio. Questa è un pochino più impegnativa, anche se sono certo che con la ripetizione, imparerai a farlo molto bene ed in velocità.

    Seconda Parte Esercizio Riscaldamento Mentale per sportivi:
    1. chiudi nuovamente gli occhi, e torna a quella bellissima immagine di Te mentre stai per calciare una punizione in maniera perfetta. Ricordati che devi vedere l’immagine nella Tua mente in maniera “DISSOCIATA”, ovvero, come se Tu fossi dentro la fotografia oppure al filmino e Ti vedi mentre calci perfettamente la palla;
    2. mentre guardi Te stesso compiere il tiro con un’esecuzione perfetta e noti la palla infilarsi al sette, ripetiti mentalmente “quanto sei bravo” e sorridi. Adesso “entra” dentro “Te stesso” che stai osservando fare la performance e vedi tutto quello che vedevi prima, con una sola differenza: attraverso i Tuoi occhi, in prima persona. In maniera “ASSOCIATA”. Se non ci riesci la prima volta, stai tranquillo, può succedere a chi non è abituato a visualizzare le immagini dentro di sé. Ricostruisci l’immagine e fai dei nuovi tentativi (ricorda che il segreto è di essere rilassati e pienamente focalizzati sull’immagine);
    3. adesso che sei entrato dentro di Te e vedi l’immagine attraverso i Tuoi occhi (Ti ricordo in maniera Associata), devi cominciare a sentire anche tutte le sensazioni collegate all’immagine: ora puoi sentire il tocco del Tuo piede sul pallone, il rumore del tiro, l’emozione che lo stesso tiro Ti trasmette, il profumo dell’erba del campo di calcio, le urla dei Tuoi compagni di squadra, il sudore sulla Tua pelle, ecc.;
    4. diventa sempre più consapevole di tutto quello che è associato all’ottima performance e vivi intensamente tutte le sensazioni associate all’immagine che vedi attraverso i Tuoi occhi;
    5. prenditi ancora qualche minuto per assaporare pienamente le sensazioni e le emozioni che l’immagine della Tua performance Ti trasmette. Respira ed inspira lentamente, aumenta al massimo le sensazioni positive;
    6. adesso apri gli occhi e ripeti a Te stesso: “Io posso calciare quella punizione, io ho calciato quella punizione”.
    Impara a mettere insieme le due parti dell’esercizio ed a farlo tutto intero sempre più velocemente. Fallo ogni giorno per almeno 15/20 minuti (vedrai che più volte lo fai e meno tempo Ti servirà per farlo). Fallo per almeno 21 giorni di seguito (il numero minimo che serve per formare una nuova abitudine).


    Una volta che hai imparato a “creare” bene la Tua immagine vincente e poi ad “entrarci dentro” in maniera associata, richiamala ogni sera prima di addormentarti. Se Ti abitui a ripetere l’esercizio la sera prima di addormentarti, stimoli ancor di più il Tuo inconscio e durante la notte, il Tuo cervello lavorerà per Te (GRATIS), aiutandoti maggiormente a creare, nella realtà, l’immagine che hai messo dentro la foto.

    La potenza dell’inconscio è enorme, Ti meraviglierai di scoprire cosa è capace di fare la Tua mente.

    Essere capace di ri-creare una buona performance in maniera associata, è un’abilità meravigliosa, che Ti permetterà di aumentare il livello di rendimento dell’esercizio nella pratica reale. A forza di “costruire” l’esercizio nella Tua mente, il Tuo inconscio finirà per fornirti le capacità inconsce di costruire la stessa performance anche durate l’attività sportiva, facendola diventare una nuova Abitudine.

    Molte persone con le quali ho lavorato, cui ho chiesto di fare l’esercizio (tra i quali anche mio figlio maggiore che gioca a calcio), inizialmente l’hanno fatto solo per gioco ed in seguito, si sono accorti di aver avuto un aumento delle performance sportive in quella determinata attività che avevano costruito.

    Nella maggior parte di loro l’aumento è stato lieve anche se lo hanno notato, in altri è stato maggiore infine, in alcune di queste persone (coloro che ci hanno creduto veramente e si sono impegnate per circa un mese), l’aumento della performance è stato semplicemente straordinario.

    Ricorda: l’abilità di visualizzare è una capacità molto efficace nell’apprendimento e nel perfezionamento di esercizi e/o movimenti particolari, nonché nei vari aspetti della preparazione atletica e sportiva. Imparala ed aumenterai notevolmente le Tue performance sportive.

    Fammi sapere come sono andati i Tuoi esercizi. Lasciami il Tuo commento a questo post.

    Giancarlo Fornei
    Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

    Ps
    Per migliorare il Tuo processo di apprendimento dell’esercizio, puoi registralo su di un file mp3 e poi ascoltarlo mentre Ti guida nell’esercizio. Ricorda di scandire bene le parole e di registrarlo lentamente, senza aver fretta.



    Ps2: su Amazon, a questo link, trovi il nuovo libro sull'allenamento mentale scritto dal coach motivazionale Giancarlo Fornei e pubblicato a ottobre 2014. Acquistalo ora da questo link.

    Nota bene: questo post è stato aggiornato il 23 marzo 2015

    martedì 5 agosto 2008

    L'importanza dell'Allenamento Mentale nell'Aikido

    Oggi Ti parlo dell’Aikido, un’antica arte giapponese, dove l’allenamento mentale riveste un aspetto fondamentale, oserei dire decisivo.

    Comincio ad affermarti che la parola AiKiDo ha un significato molto particolare. Ai significa armonia – Ki spirito, energia vitale - Do via, ossia la via dell’armonia e dell’interiorità. L’Aikido è quindi, per suo stesso significato non solo arte marziale da coltivare per un miglioramento fisico ma anche e soprattutto, arte dell’interiorità: una via per migliorare il nostro lato interiore attraverso il corpo.

    L’Aikido è un’arte marziale il cui scopo è di rafforzare lo spirito umano; è una profonda ricerca spirituale. Pensa che è strutturato per cambiare l’atteggiamento mentale, per evitare che una persona ricorra alla violenza quando è sotto tensione. Nell’Aikido non s’insegna ad aggredire, bensì (paradossale per un’arte marziale), ad apprendere un comportamento che impedisca o limiti i conflitti.

    Mi ricordo che, da giovane, poco più di ventenne, avevo cominciato a praticare l’Aikido e mi ero iscritto nel dojo (palestra) di Massa. Prima di salire sul tatami e cominciare gli esercizi (all’inizio passavamo intere lezioni ad imparare a cadere appoggiando la spalla), passavamo oltre mezzora ad apprendere l’arte della respirazione, nonché a rilassare la nostra mente e concentrarci sui futuri esercizi. All’epoca, come tutti i giovani, ero un po’ inquieto e non capivo che il lavoro sulla nostra mente era importante, sia per imparare a “gestire” i vari stati d’animo, sia per imparare a “concentrare” la nostra attenzione sui movimenti particolari degli esercizi.

    Esercizi che erano molto semplici nei movimenti (quasi sempre rotatori) e ripetuti sino allo sfinimento, proprio per permettere alla mente di apprenderli in automatico. Ancora non lo sapevo, ma stavo già praticando l’allenamento mentale. Oggi, a distanza di quasi venticinque anni, capisco tutto quel lavoro preparatorio e mi rendo conto dell’importanza dell’Allenamento Mentale.

    Sempre più discipline sportive affiancano la preparazione tecnico-fisica a quella mentale. E forse, l’Aikido, è stata una delle prime ad introdurre l’allenamento mentale. Mi piacerebbe sapere cosa né pensi. Magari sei un aikidoka e conosci la materia molto meglio di me. Lascia il Tuo commento su questo post.

    Per conoscere i dojo in Italia e maggiori informazioni sull’Aikido http://www.aikikai.it/

    Giancarlo Fornei
    Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo


    ps. Curiosando in rete, ho trovato questo interessante elaborato sulla neuropsicologia applicata al movimento nell'Aikido, di Francesco Benso. Anche se datata, Ti consiglio di leggere la relazione perché è veramente interessante, la trovi a questo link


    http://www.aikikai.it/quaderni/02/006_Corso1.PDF

    sabato 2 agosto 2008

    7 Metodi Innovativi per Allenare una Squadra

    Il Coach sportivo: Innovatore & Mentore

    In questi giorni ho ritrovato un vecchio report che avevo scritto tempo fa, in cui parlavo di molte idee innovative (e non) per allenare una squadra. All’epoca, ero in trattativa con un Presidente di una squadra di calcio della Provincia di Massa Carrara (in Toscana) e sembrava che dovesse affidarmi la juniores quando, un po’ per miei impegni di lavoro precedentemente presi, un po' perché era poco propenso a “sperimentare”, non se né fece nulla.

    Mi ero impegnato seriamente ed avevo stillato un vero e proprio Vademecum operativo. Ti ho riassunto i sette punti più importanti, magari sei un allenatore e vi puoi trovare qualche idea interessante oppure, sei un presidente/dirigente e T’innamori delle mie pazze idee e le vuoi sperimentare nella Tua società.

    Ad ogni modo, avevo scritto:

    1. Il Coach, deve essere un vero e proprio punto di riferimento per i suoi ragazzi. Gli atleti imparano la puntualità, la precisione ed il rispetto per gli altri, dal comportamento del proprio allenatore e non da quello che egli dice loro di fare. Soprattutto i giovani, danno poco peso alle “parole” degli adulti, ma fanno quello che noi “facciamo”. Pertanto, è molto importante l’esempio pratico che il coach offre, come si comporta. Deve essere un vero esempio da seguire: un Mentore;
    2. Ci vogliono delle Regole di Comportamento per i ragazzi. Troppo spesso sono abbandonati a loro stessi. Le regole sono importanti, sia per far crescere i ragazzi sia per plasmare la loro personalità. Hanno bisogno di regole da rispettare, sia in campo sia fuori. Poche regole, chiare e fatte rispettare da tutti. Naturalmente, la prima persona che deve rispettare le regole è l’allenatore;
    3. Parlare chiaramente alla squadra ed inserire un Nuovo Metodo di Allenamento. Spiegare ai ragazzi che si vince prima con la testa che con il corpo e la tecnica. Oltre ai due allenamenti tradizionali (agonistico e tecnico/tattico), ci sarà spazio per un terzo allenamento settimanale: quello mentale. L’allenamento mentale sarà diviso in tre parti: a) esercizi individuali generici senza pallone – b) esercizi individuali generici con il pallone – c) esercizi personalizzati per ogni ragazzo in base alle sue convinzioni limitanti e potenzianti;
    4. Prima di ogni partita, oltre al riscaldamento atletico, fare il Riscaldamento Mentale con tutto il gruppo, anche le riserve. Con esercizi di visualizzazione per mettere i ragazzi nello stato emotivo giusto. Elaborazione di una frase/motto che dia caricamento psicologico a tutta la squadra;
    5. Anche le Riserve partecipano al Riscaldamento, sia Atletico sia Mentale. In questo modo si sentiranno maggiormente integrate e parte fondamentale della squadra. Inoltre, quando un giocatore viene sostituito, deve “obbligatoriamente” fermarsi in panchina a tifare per i suoi compagni e non avventurarsi verso gli spogliatoi per farsi la doccia anticipatamente. Spirito di Gruppo: bisogna creare lo Spirito di Appartenenza al Gruppo;
    6. Inserire gli esercizi di Raffreddamento Mentale e Atletico alla fine di ogni partita, indipendentemente dal risultato. Radunare la squadra a bordo campo e “scaricarla” psicologicamente, in modo da ridurre la tensione (soprattutto se il risultato è negativo);
    7. Definizione degli obiettivi da raggiungere per ogni ragazzo inserito in rosa. Ogni atleta deve definire nei minimi particolari i suoi obiettivi e metterli per iscritto ed impegnarsi a raggiungerli, con tappe di avvicinamento e strumenti di controllo. Compito del Coach creare un vademecum su come si definisce un obiettivo e consegnarlo ad ogni ragazzo della rosa.

    Sono metodi strani? Trovi queste idee un po' “pazze”?

    Pensa che Ti ho risparmiato tutto l’elenco di regole di comportamento che avevo già elaborato per ogni ragazzo. Un giorno, mi dedicherò ad allenare una squadra, magari di calcio o di qualche altro sport, ed userò le mie innovative e pazze idee.

    Tra l’altro, evita di pensare che siano “troppo pazze”. Qualche allenatore famoso, le utilizza già e forse, anche qualcun’altra più pazza delle mie.

    Insomma, un Presidente disposto a “sperimentare” esiste?! Se ci sei, batti un colpo e chiamami!!! 392/27.32.911.

    Lasciami un commento a quest’articolo. Fammi sapere se conoscevi ed usavi già qualcuno di questi metodi e, naturalmente, cosa ne pensi.

    Giancarlo Fornei
    Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo

    ps. non perdere il prossimo articolo: troverai la seconda parte dell’esercizio sul riscaldamento mentale nello sport.