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mercoledì 15 ottobre 2008

Fallimento? No. Ho solo trovato un sistema di allenamento mentale che non funziona

Questa mattina ero libero da impegni formativi e di coaching ed ho pertanto tenuto acceso il cellulare. Nell'arco di tre/quattro ore, ho ricevuto la bellezza di 15 telefonate. Per non parlare delle email, sia di persone conosciute, sia di amiche ed amici che leggono il blog.

Telefonate ed email erano riconducibili, sostanzialmente, a due domande specifiche:
  1. perché ho dato le dimissioni da mental coach sportivo del Pietrasanta;
  2. se mi sento un perdente per aver fallito dopo neppure tre settimane.

Ho promesso a tutte queste persone che avrei risposto oggi stesso, sul blog.

Cominciamo con la prima domanda: perchè ho dato le dimissioni da mental coach del Pietrasanta Marina?

Evitate di pensare che sono improvvisamente impazzito. Che butto all'aria un sogno tanto cercato proprio nel momento in cui sono riuscito, faticosamente, a raggiungere. Chi mi conosce bene sa che non mollo mai, che ho una tenacia fuori dal comune.

Ma credo anche, che ogni persona di buon senso, debba riconoscere quando è opportuno andare avanti o fermarsi. Quando è bene e quando è male.

In ogni decisione, seppur sofferta, esiste un motivo. Esiste sempre, anche nella mia.

La seconda domanda era: non ti senti un perdente per aver fallito dopo appena tre settimane?

No!!! E sapete perché? Perché Thomas Alva Edison ha fallito la bellezza di 10 mila volte prima di perfezionare la lampadina elettrica. Non mi preoccupo affatto di aver commesso degli errori. Soprattutto perché sono stati errori di valutazione e non di metodo. E qui mi fermo, perché entrerei troppo nel dettaglio.

Ad ogni modo, l'importante è averne fatto tesoro e, possibilmente, evitare di incorrere negli stessi sbagli anche in futuro. Ma di questo sono abbastanza tranquillo. Ho commesso tanti errori nella mia vita, ma mai due volte di seguito lo stesso.

Sono sempre stato una persona che guarda al futuro e mai al passato. Ho sempre anticipato gli eventi. Pensate che già nel 1994 studiavo, seppur da autodidatta, la PNL. Nel 2003, ho cominciato a parlare di life e sport coaching quando in Italia, la parola "coaching" era solo un termine inglese.

Oggi sono tutti "coach" ed esperti di Programmazione Neuro-Linguistica. Ma è la pratica e l'esperienza a fare la differenza, sempre.

Sono pienamente consapevole che gli innovatori pagano dazio. Ma sono anche consapevole che con la tenacia e la perseveranza, ho raggiunto moltissimi obiettivi nella mia vita.

Per parafrasare lo stesso Edison, diciamo che ho solo trovato un sistema di "allenamento mentale per sportivi" che non funziona. O che comunque, non ha funzionato in quel contesto e con quei giocatori.

Sono tranquillo ed anzi, sono certo che da qualche altra parte ci sia già un'altra società ed un'altra squadra pronta a sperimentare il mio programma di "Allenamento Mentale".

Io ci credo fortemente. Come sono fortemente motivato a trovarla.

Certo, al Pietrasanta Marina mi sono affezionato. Ho passato tre bellissime settimane con la squadra. Intense. Dove ho imparato tantissime cose. Auguro con tutto il cuore ai Blues di riprendersi quanto prima. Hanno tutte le potenzialità per fare un bel campionato e se ci credono, anche per vincerlo.

Questa società mi è entrata nel sangue, ma domani è un altro giorno. Bisogna girare pagina.

Spero di aver risposto in maniera esauriente alle due domande e se così non fosse... abbiate pazienza.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach Sportivo
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e del programma di coaching mentale per aiutare gli sportivi a raggiungere gli obiettivi, chiamato: Mental Coaching per Obiettivi in 5 Passi”.

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