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mercoledì 26 settembre 2012

Ossigeno all'organismo



Per i neurologi della Mayo clinic, 30 minuti di un'attività aerobica per cinque volte alla settimana riducono il rischio di declino cognitivo.

"Le attività aerobiche, che richiedono sforzi non troppo intensi ma prolungati nel tempo, durante i quali si respira normalmente e il cuore batte alla stessa frequenza, aumentano l'ossigenazione di tutto l'organismo" dice il neuropsicologo Giuseppe Alfredo Iannoccari.

"Il sangue raggiunge e nutre i distretti cerebrali che potrebbero non essere ossigenati a sufficienza in chi è sedentario, impedendo ai neuroni di andare incontro alla morte: le strutture del cervello si rinforzano come le capacità cognitive associate".

Corsa, nuoto, marcia, ciclismo, canotaggio e tanti sport olimpici vi rientrano.

"Le attività aerobiche rendono migliore il controllo dell'ossigeno e non stimolano la produzione di radicali liberi, alla base dell'invecchiamento anche dei neuroni" dice il neuropsicologo.

"Così si contrasta il decadimento cognitivo e si rinviano le malattie neurodegenerative".


Tratto da un articolo di Valeria Ghitti su Viversani e Belli, 21/09/12

sabato 22 settembre 2012

Meno stress, più autostima...



Oltre ai benefici sulle cellule nervose e sulle performance cognitive, lo svolgimento di un'attività fisica influisce positivamente sulla condizione psichica: "Qualsiasi attività sportiva aumenta la produzione di endorfine, che agiscono sui centri del piacere, fa calare i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) e attiva il metabolismo, aiutando a diminuire il torpore che tende a colpire i sedentari" spiega Iannoccari.

"Muoversi aiuta a migliorare l'immagne che si ha di sé e l'autostima e, se lo sport si fa in squadra o in compagnia, è un legante per la socializzazione".


Tratto da un articolo di Valeria Ghiti, su Viversani & Belli, 21/09/12

martedì 4 settembre 2012

Nella mente un potenziale da scoprire...


E' sempre importante imparare a misurarsi con i propri limiti.

Che siano l'età o la corporatura.

Nelle dirette tv dei giochi olimpici abbiamo visto atleti superumani, ora con le paralimpiadi vediamo in pista atleti disabili dalle capacità straordinarie.

Questo deve essere uno stimolo, per tutti noi, a non crearci alibi, un invito a usare il nostro corpo fino in fondo.

Se lo fanno loro, nelle loro condizioni a quel livello...

In Italia esistono centri di eccellenza, a Montecatone e Budrio, in grado, con le protesi, di superare i limiti dell'handicap.

Quello che più colpisce dagli atleti paralimpici, oltre alla cura del fisico, sono le qualità intellettuali come la perseveranza, la capacità di concentrazione, doti che un individuo può sviluppare innescando quel potenziale che ci permette di raggiungere qualsiasi cosa, quasi niente ci è precluso.

In questi giorni si intrecciano tante storie di atleti che si distinguono per la consapevolezza del loro benessere psicologico ancor prima che fisico.

Come la cantante Annalisa Minetti, non vedente in pista alle paralimpiadi, affiancata al trainer durante gli allenamenti.

Anche noi possiamo seguire l'esempio, e imparare a vivere meglio con noi stessi.


Articolo di Franco Bertoli, delegato Nazionale Coni per i Sani Stili di Vita, su La Nazione, 03/09/12

lunedì 3 settembre 2012

A volte ciò che manca è la motivazione...


Fa effetto averla vista abbandonare la vasca con la delusione disegnata sul volto, lei che detiene ancora il record mondiale sui 200 e sui 400 metri e che è la campionessa di nuoto più grande che il nostro Paese abbia mai avuto.

Per Federica Pellegrini l'Olimpiade di Londra è stata un vero flop, ma avrà ancora tempo per rifarsi e per confermare i suoi primati, sempre che ne abbia davvero intenzione.

«La sconfitta della Pellegrini sembra legata a una mancanza di motivazione. Federica ha tutto l'aspetto di una campionessa che vive di una fama passata e persino la gente sembra interessarsi più alla sua vita privata che ai successi sportivi» spiega lo psicologo.

Ciò che serve all'atleta, pertanto, è un nuovo obiettivo in cui credere, che vada oltre i successi meravigliosi che ha già ottenuto.

Una nuova fame di vittoria che al momento non sembra trapelare dal suo sguardo accecano dai troppi riflettori.


Tratto da un articolo di Stefano Massarelli su Viversani e Belli, 24/08/12