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giovedì 25 settembre 2008

Il Mental Coach nel Calcio

Giancarlo Fornei durante un convegno sull'allenamento mentale - Pietrasanta (Toscana) - 2008
Una nuova figura irrompe nel mondo del pallone: il mental coach. Ovvero, colui che allena la mente dei calciatori e li aiuta a raggiungere i propri obiettivi.
 
In questo periodo, il web ed i giornali riportano sempre più spesso l’associazione tra il “Mental Coach” ed il mondo del calcio. Sempre più giornalisti fanno articoli su questa nuova figura; sempre più articoli parlano del mental coach e di quello che può fare per allenare mentalmente a vincere i giocatori.

La mia esperienza m’insegna che un mental coach può essere molto importante per una squadra di calcio ed i suoi elementi.

Un buon mental coach è in grado di allenare la loro mente e prepararli a vincere.

Del resto, si vince prima nella mente e solo dopo sul campo.

Ho cominciato ad occuparmi di coaching nel settembre 2003. Partecipai ad un seminario a Milano e restai stregato dalle potenzialità che questa nuova disciplina poteva offrire.

In quel periodo la parola “coaching” era qualcosa d’indecifrabile, una sorta di meteora, si sentiva appena pronunciare. Personalmente la conoscevo perché venivo da un decennio di studi sulla PNL, altro termine inglese che significa “Programmazione Neuro-Linguistica”.

Definita da molti “La scienza dell’Eccellenza Umana”.

La PNL ha letteralmente aperto la mia mente. Ho imparato cose sul cervello e la potenzialità della mente umana a dir poco immaginabili. Ho appreso che la mente umana è potentissima, e prende alla “Lettera ogni Comando che una persona sì da”.

Che nel nostro programma neurologico non esiste un’immagine interna del "NON", e quindi, il cervello degli esseri umani trasforma un comando in forma negativa del tipo “non devo sbagliare il rigore”, in un fantastico “devo sbagliare il rigore”.

Cancellando, di fatto, la negazione "NON" e creando un dubbio nella mente del calciatore, che finisce per sbagliare il calcio di rigore. Proprio come accadde a Roberto Baggio, nei mondiali del 1994, negli Stati Uniti.
Ho scoperto che il dialogo interno di un calciatore, prima e durante una partita, determina i suoi risultati in campo.
 

Che se un giocatore non è allenato mentalmente a vincere, spesso non regge lo stress della competizione e di riflesso, otterrà risultati al di sotto delle sue potenzialità.

Il mental coach è semplicemente un esperto che aiuta i calciatori a definire obiettivi personali e di squadra.

Attraverso l’allenamento mentale li aiuta a focalizzare meglio l’attenzione su di un esercizio o un movimento, a pensare in positivo, a trovare la giusta motivazione, a credere nelle proprie potenzialità, a migliorare le performance sportive, ad essere più concentrati, ed altro ancora.

Insomma, un mental coach, può fare la differenza e prendere metaforicamente per mano la squadra e costruire in ogni componente della stessa la giusta mentalità per vincere.

Ovviamente, non è in grado di fare i miracoli, anche se con un buon programma di allenamento mentale è possibile migliorare sensibilmente le performance, individuali e di squadra.

  • A tale proposito, cito una ricerca del 2003 della British Psychology Society, la quale afferma che l’allenamento mentale proposto in maniera professionale ed integrato nel programma di allenamento globale, può migliorare le prestazioni fino al 57%.

Secondo altre fonti americane, l’atteggiamento mentale può incidere sulla performance sportiva addirittura per il 90%.

Indipendentemente a quale percentuale statistica Vuoi credere, resta il fatto che anche il 57% è un numero straordinario, che deve farti pensare che oltre alla preparazione fisica del calciatore è importante anche quella mentalmente.

Del resto, nel calcio di oggi, dove le componenti tecnico-tattiche spesso si equilibrano, la componente mentale e motivazionale è sempre più determinante e può fare la differenza.

Credo che l’importanza del mental coach nel calcio, possa essere ben motivata dalla frase ormai storica di Beppe Signori, tre volte capocannoniere della serie A e vice campione del mondo, che disse:


“Per essere un campione bisogna avere testa. Serve sicuramente allenamento, serve spirito di sacrificio, ma questo vale poco senza saper come gestire emozionalmente i momenti decisivi”.
Signori veniva da un periodo cupo, dopo essere passato dalla Lazio al Bologna e grazie al sapiente lavoro di un personal mental coach, riacquistò fiducia in se stesso e tornò più forte di prima.


Sono certo di poter affermare, senza ombra di smentite, che il primo, grande mental coach, sia stato il celebre allenatore di football americano Vince Lombardi, famoso anche per il suo libro “Run To Daylight”.

Lombardi fu il primo a capire dell’importanza di “allenare anche la mente”.

Riassumendo: un buon mental coach è in grado di istruire la mente del singolo calciatore e di tutta la squadra a vincere.

E la meraviglia delle meraviglie è che tutto questo si può ottenere in maniera naturale, valorizzando al meglio le risorse fisiche e mentali che il calciatore e la squadra, hanno già.

Ricorda, le qualità mentali sono allenabili e se Vuoi imparare a Vincere, cerca un buon “Mental Coach Sportivo” e affidati a lui. Come diceva Virgilio: “Segui un esperto”.

La società dove giochi ha un mental coach?
Lasciami un Tuo commento al post.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach Sportivo
"Il Coach delle Donne"


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono la mamma di un ragazzo di 16 anni che ha un solo obiettivo fare il portiere professionista. Consapevole dello stress che grava su tale ruolo sto cercando di procurar4gli una formazione anche mentale e non solo fisica dal momento in cui la squadra non ha a disposizione questo tipo di supporto! Abitiamo ad Arco TN e non saprei come muovermi nella mia zona. Qualche suggerimenti
O? Il ragazzo e' troppo giovane?
Cordialmente Raffaella Clementi

Giancarlo Fornei ha detto...

Cara Raffaella,
intanto mi scuso con te per il ritardo con cui rispondo a questo commento. Sono solito rispondere sempre e velocemente... credimi, mi è proprio sfuggito.

E' bello sapere che un ragazzo di soli 16 anni ha già dentro dis e un obiettivo così ben definito...

Mi dispiace che nella squadra in cui gioca non vi sia ancora un mental coach, ma è un problema comune in tutta Italia.

Abiti vicino a mia sorella (Carisolo), perché non mi aiuti ad organizzare una bella conferenza/convegno sull'allenamento mentale a Trento?

A fine settembre/primi di ottobre, uscirà il mio ultimo libro proprio sull'allenamento mentale, magari lo possiamo presentare con il supporto della squadra di calcio dove gioca il tuo ragazzo...

Intanto scrivimi a info@giancarlofornei.com ti manderò la versione mp3 dell'audio corso omonimo, in modo che puoi farla ascoltare a tuo figlio...

un abbraccio