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martedì 18 dicembre 2012

Doping e altre sostanze dopanti

Un volume ricco di informazioni.

"Sono uno sportivo" afferma Fausto Bertolini, l'autore "e ho sempre visto il fenomeno come un tema putroppo molto vicino e dilagante nella realtà sportiva".

La volontà di combatterlo nasce dalla sua personale concezione di sport, vissuto come allenamento, passione, lealtà e capacità personali "senza l'aiuto di sostanze esterne".

Il libro si rivolge a tanti lettori: "Abbiamo cercato di coinvolgere tutte le figure di riferimento" aggiunge "e quindi c'è una parte più tecnica rivolta a medici, farmacisti, operatori sanitari, ma che può essere letta anche da insegnanti, titolari di strutture sportive e atleti".

Il doping e altre sostanze dopanti di Fausto Bertolini


Fonte: Sapere e Salute, nov. 2012

lunedì 17 dicembre 2012

Ostinazione, sacrificio e un pizzico di fortuna...



"Sono andata via di casa a 14 anni per inseguire i miei sogni.
Mi sono allenata duramente.
Sono caduta, mi sono rialzata" ha detto la Kostner dopo la sua vittoria, ricordando i momenti bui della sua carriera in cui ha meditato di lasciare il pattinaggio, per poi risollevarsi grazie a una dote coltivata nel corso degli anni: "La vita mi ha insegnato la virtù della tenacia: se avessi vinto subito, da ragazzina, chissà cosa farei oggi..." ha detto Carolina.

E chissà cosa farebbe oggi il calciatore Luca Toni se avesse dato retta ai compagni di squadra della serie C alla fine degli Anni 90, che nel migliore dei casi lo definivano "un brocco con due ferri da stiro ai piedi".

Uno "scarpone" destinato a vincere il Campionato del Mondo alcuni anni dopo con la maglia della Nazionale.

Merito del suo talento e della sua perseveranza.

E di storie così ce ne sarebbero tante da raccontare.


Tratto da un bell'articolo di Stefano Massarelli, su Viversani e Belli, 19/10/12


martedì 27 novembre 2012

Una frase di Michael Jordan



"Ci sono tre tipi di persone, quelli che fanno accadere le cose, quelli che guardano accadere le cose e quelli che si stupiscono di ciò che accade".

"Ho sempre creduto che se lavori sodo il successo arriva.
Non faccio mai le cose a metà, perché se lo facessi avrei metà dei risultati".

Michael Jordan

domenica 4 novembre 2012

La formula magica per vincere nello sport...

Il tuo stato d'animo interno riguarda e riflette l'esperienza, emozionale e psicologica, che stai vivendo in quel particolarissimo momento e, gli stati interni, determinano considerevolmente le tue scelte riguardo al comportamento da assumere e alle tue risposte.

Mi spiego con parole ancora più semplici, ecco il processo completo: esperienza emozionale = stato d'animo = comportamento.

Eccola la formula magica.

Voglio dire che per ogni esperienza emozionale, positiva o negativa, ci sarà da parte tua una risposta interna, il famoso stato d'animo, che inevitabilmente genererà in te, un'azione o una non azione, un comportamento.


Tratto da "Come allenare la mente a vincere nello sport" di Giancarlo Fornei

giovedì 1 novembre 2012

Zanardi: "A Rio ci sarò, anche se a 50 anni"




"A Rio, ci sarò.
Si, certo, me lo dovrò guadagnare, ma ci sarò.
E se ci vado, non è per vedere la spiaggia".

In un'intervista al mensile "GQ", Alex Zanardi prenota un posto ai Giochi paralimpici 2016 dopo avere sbancato Londra 2012 nell'handbike.

"Non sono Superman e nemmeno Padre Pio.
Ho patito l'inferno nei centri di riabilitazione, ho visto molti atri patirlo.
Persone che si arrendono sfinite dal dolore, dalla disperazione.
Ma le cose possono essere fatte.
L'importante è desiderare.
E io ho desiderato tanto".


Fonte: La Nazione, 31/10/12

martedì 23 ottobre 2012

Rituali e abitudini nello sport


Tutti gli sportivi hanno sviluppato rituali e abitudini e alcuni sono andati oltre, lasciando che si trasformassero in superstizioni.

I rituali e le superstizioni non sono la stessa cosa.

Le superstizioni sono "sostegni" basati sulle paure o su precedenti buone performance, ad esempio una maglietta o un elemento dell'equipaggiamento ritenuti fortunati.

Le superstizioni positive - quelle basate su una precedente buona performance - possono risultare utili.

Stranamente, quando una superstizione positiva non riesce a produrre benefici, la convinzione che l'ha generata rimane spesso indiscussa.

La superstizione è perpetuata, nonostante l'evidenza.

Questo è un altro esempio del potere delle convinzioni e del carattere individuale del concetto di verità.


Tratto da: "PNL per lo Sport"

sabato 20 ottobre 2012

Conta soprattutto la resilienza...



Secondo lo psicologo statunitense Abraham Maslow, la realizzazione di sé è uno dei principali bisogni umani, ma il percorso verso l'obiettivo non è sempre lineare.

Per questo è importante essere ostinati e ottimisti.

"La tenacia è una dote fondamentale, ma la cosa che più conta dal punto di vista psicologico è quella che noi chiamiamo resilienza", avverte Antonio Lo Iacono, presidente della Società italiana di psicologia.

Si tratta dell'abilità di non farsi piegare dagli eventi, di resistere anche nei momenti più difficili.

La storia è piena di esempi di personalità "resilienti": da Galileo Galilei a Cristoforo Colombo.

Rimanendo nello sport, basta pensare a Oscar Pistorius, primo e unico atleta amputato a vincere una medaglia in una competizione per normodotati, oppure al nostro Alex Zanardi che, dopo aver perso entrambe le gambe in una gara automobilistica, ha cominciato a praticare handbike (bicicletta spinta con le braccia vincendo, alle Paralimpiadi di Londra, ben tre medaglie.


Tratto da un articolo di Stefano Massarelli, su Viversani e Belli, 19/10/12

giovedì 18 ottobre 2012

Sport: la sinistra vince - 2° parte

I destrimani, al contrario, una volta vista la palla, devono trasmettere l'informazione all'emisfero sinistro, che guida i gesti della mano destra e, in questo passaggio, secondo Azemar, si perdono circa 30 millesimi di secondo.

Può sembrare poco, ma in sport che si svolgono a distanza ravvicinata, come tennis, ping pong, ma anche pugilato e scherma (è mancino il 60% degli schermitori, nelle classifiche mondiali e, il 40% dei pongisti), può essere fondamentale.

Inoltre, il giocatore mancino avrebbe, rispetto al destrimane, un altro beneficio, e sempre per la sua conformazione cerebrale: una visione di gioco a "grand'angolo" che gli consente di registrare non solo la traiettoria della palla, ma anche la posizione dell'avversario.

E' infatti nell'emisfero destro del cervello (vedi articolo scritto precedente) che si attua la visione d'insieme, mentre quello sinistro è specializzato nella visione dei particolari.

E' dunque più facile per un mancino anticipare la risposta e reagire in maniera apparentemente automatica a colpi come la volée a rete che, per essere "presa", richiede un tempo di reazione brevissimo, che va dai 300 ai 500 millesimi di secondo.


Articolo di Nanni Ruschene - tratto da Benefit, dicembre 2003

mercoledì 17 ottobre 2012

Sport: la sinistra vince - 1° parte


La particolare attitudine dei mancini all'attività sportiva è stata studiata, già qualche anno fa, all'Istituto nazionale di sport ed educazione fisica di Parigi, dal dottor Guy Azemar.

"Premessa fondamentale è proprio la divisione del cervello in due emisferi, che si spartiscono le principali funzioni cognitive e motorie.

Il controllo di queste funzioni è incrociato e quindi, in coloro che usano la destra, è l'emisfero sinistro che sovrintende a linguaggio e gesti, mentre l'emisfero destro governa la gestione dello spazio".

Nel cervello dei mancini, invece, le funzioni non sono rovesciate, ma distribuite in maniera diversa: così accade che la gestione dello spazio e il controllo della gestualità siano governati entrambi dall'emisfero destro.

Risultato?

"Per un tennista o un giocatore di ping pong le due attività di vedere la palla in arrivo, e poi di colpirla sono gestite dal medesimo emisfero cerebrale, il destro, cioè quello che è in contatto con la mano sinistra".


Tratto da un articolo di Nanni Ruschene - tratto da Benefit, dicembre 2003




lunedì 15 ottobre 2012

Non mollare mai....



"Ai giovani dico di non mollare mai, specie nei momenti difficili: ogni sforzo fatto con passione verrà ripagato."


La Nazione, 14/10/12

mercoledì 26 settembre 2012

Ossigeno all'organismo



Per i neurologi della Mayo clinic, 30 minuti di un'attività aerobica per cinque volte alla settimana riducono il rischio di declino cognitivo.

"Le attività aerobiche, che richiedono sforzi non troppo intensi ma prolungati nel tempo, durante i quali si respira normalmente e il cuore batte alla stessa frequenza, aumentano l'ossigenazione di tutto l'organismo" dice il neuropsicologo Giuseppe Alfredo Iannoccari.

"Il sangue raggiunge e nutre i distretti cerebrali che potrebbero non essere ossigenati a sufficienza in chi è sedentario, impedendo ai neuroni di andare incontro alla morte: le strutture del cervello si rinforzano come le capacità cognitive associate".

Corsa, nuoto, marcia, ciclismo, canotaggio e tanti sport olimpici vi rientrano.

"Le attività aerobiche rendono migliore il controllo dell'ossigeno e non stimolano la produzione di radicali liberi, alla base dell'invecchiamento anche dei neuroni" dice il neuropsicologo.

"Così si contrasta il decadimento cognitivo e si rinviano le malattie neurodegenerative".


Tratto da un articolo di Valeria Ghitti su Viversani e Belli, 21/09/12

sabato 22 settembre 2012

Meno stress, più autostima...



Oltre ai benefici sulle cellule nervose e sulle performance cognitive, lo svolgimento di un'attività fisica influisce positivamente sulla condizione psichica: "Qualsiasi attività sportiva aumenta la produzione di endorfine, che agiscono sui centri del piacere, fa calare i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) e attiva il metabolismo, aiutando a diminuire il torpore che tende a colpire i sedentari" spiega Iannoccari.

"Muoversi aiuta a migliorare l'immagne che si ha di sé e l'autostima e, se lo sport si fa in squadra o in compagnia, è un legante per la socializzazione".


Tratto da un articolo di Valeria Ghiti, su Viversani & Belli, 21/09/12

martedì 4 settembre 2012

Nella mente un potenziale da scoprire...


E' sempre importante imparare a misurarsi con i propri limiti.

Che siano l'età o la corporatura.

Nelle dirette tv dei giochi olimpici abbiamo visto atleti superumani, ora con le paralimpiadi vediamo in pista atleti disabili dalle capacità straordinarie.

Questo deve essere uno stimolo, per tutti noi, a non crearci alibi, un invito a usare il nostro corpo fino in fondo.

Se lo fanno loro, nelle loro condizioni a quel livello...

In Italia esistono centri di eccellenza, a Montecatone e Budrio, in grado, con le protesi, di superare i limiti dell'handicap.

Quello che più colpisce dagli atleti paralimpici, oltre alla cura del fisico, sono le qualità intellettuali come la perseveranza, la capacità di concentrazione, doti che un individuo può sviluppare innescando quel potenziale che ci permette di raggiungere qualsiasi cosa, quasi niente ci è precluso.

In questi giorni si intrecciano tante storie di atleti che si distinguono per la consapevolezza del loro benessere psicologico ancor prima che fisico.

Come la cantante Annalisa Minetti, non vedente in pista alle paralimpiadi, affiancata al trainer durante gli allenamenti.

Anche noi possiamo seguire l'esempio, e imparare a vivere meglio con noi stessi.


Articolo di Franco Bertoli, delegato Nazionale Coni per i Sani Stili di Vita, su La Nazione, 03/09/12

lunedì 3 settembre 2012

A volte ciò che manca è la motivazione...


Fa effetto averla vista abbandonare la vasca con la delusione disegnata sul volto, lei che detiene ancora il record mondiale sui 200 e sui 400 metri e che è la campionessa di nuoto più grande che il nostro Paese abbia mai avuto.

Per Federica Pellegrini l'Olimpiade di Londra è stata un vero flop, ma avrà ancora tempo per rifarsi e per confermare i suoi primati, sempre che ne abbia davvero intenzione.

«La sconfitta della Pellegrini sembra legata a una mancanza di motivazione. Federica ha tutto l'aspetto di una campionessa che vive di una fama passata e persino la gente sembra interessarsi più alla sua vita privata che ai successi sportivi» spiega lo psicologo.

Ciò che serve all'atleta, pertanto, è un nuovo obiettivo in cui credere, che vada oltre i successi meravigliosi che ha già ottenuto.

Una nuova fame di vittoria che al momento non sembra trapelare dal suo sguardo accecano dai troppi riflettori.


Tratto da un articolo di Stefano Massarelli su Viversani e Belli, 24/08/12

sabato 25 agosto 2012

Puoi vincere Giorgio, TU puoi vincere!



Un grande  "In Bocca al Lupo" al mio grande amico Giorgio Brizzi, campione mondiale master su pista di "Retrorunning" che oggi e domani parteciperà ai mondiali a Lleida, in Spagna.




Un abbraccio forte forte Giorgio, e nei momenti di difficoltà ricordati delle mie parole:


"PUOI VINCERE GIORGIO, TU PUOI VINCERE"!

Con amicizia.



Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore &  Mental Coach
"Il Coach delle Donne"

mercoledì 8 agosto 2012

Più vigore ed energia con NUTRILITE...

La fiaccola olimpica che si illumina, ci ricorda di rimetterci in forma.

Per sostenerne gli allenamenti e i ritmi di vita frenetici, ti consiglio due bevande sportive favolose della NUTRILITE.

Se pratichi attività sportiva, sai bene che per reintegrare i liquidi corporei rilasciati nel corso dell'attività fisica con il sudore, la sola acqua non sempre basta.

Per ottimizzare l'allenamento, il corpo deve poter attingere a tutte le sostanze di cui ha bisogno.

Ecco perché ti consiglio questi due prodotti NUTRILITE, li trovi a questo link.

Provali e fammi sapere cosa ne pensi.

Giancarlo Fornei

venerdì 27 luglio 2012

Un fantastico integratore da bere...


Nutrilite 1 è un fantastico integratore alimentare da bere, che ti aiuta a migliorare la concentrazione e le tue prestazioni fisiche.

Puoi acquistarlo ora online, a questo link.

venerdì 13 luglio 2012

Ti restano 79 ore per avere l'audio corso su "Come Allenare la Mente a Vincere nello Sport" con il 50% di sconto...


Che tu pratichi sport agonistico o meno, hai solo 78 ore a tua disposizione per acquistare uno degli audio corsi più venduti dal giorno del suo lancio: il 15 ottobre del 2011.

Le persone che seguono i miei blog da molto tempo, sanno che ogni tanto mi piace premiare la loro fedeltà e ringraziarle per l'attenzione che mi riservano e la gentilezza che mi fanno continuando a leggere i miei post.

Questa volta la scelta è caduta sull'audio corso, "Come Allenare la Tua Mente a Vincere nello Sport" ... ecco perché la presento su questo blog.

I prezzi attuali dell'audio corso sono:
* La versione Large, completa anche della sessione di coaching telefonica costa 157 euro;
* La versione Small, composta da Ebook + Mp3, costa 27 euro;
* Mentre il solo Mp3 costa 9 euro.

Per le prossime 78 ore (circa), sino alla mezzanotte e 1 minuto di lunedì 16 luglio, hai la possibilità di acquistare le 3 versioni dell'audio corso con uno sconto sino al 50% (tranne la versione con il coaching, scontata del 20% per ovvi motivi di mole di lavoro):

* La versione Large, costerà solamente 127,70 euro;
* La versione Small, costerà solamente 13,70 euro;
* Mentre il solo Mp3 costerà solamente 4,70 euro.


Puoi usufruire della promozione cliccando su questo è il link:
http://www.giancarlofornei.com/new/paypal_allena_mente.asp


A questo link trovi la scheda di presentazione dell'audio corso:
http://www.giancarlofornei.com/new/allenamento_mentale_sport.asp


Ma attenzione:
a partire da ora hai solamente 78 ore per usufruire della promozione, passata la mezzanotte di lunedì 16 luglio, i prezzi sulla pagina di Paypal torneranno automaticamente a quelli normali.

Buon allenamento mentale e buona estate...

Un grande abbraccio

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
"Il Coach delle Donne"

mercoledì 30 maggio 2012

L'ironia nello sport


 
Nel golf li chiamano yip: i giocatori istruiti a evitare un certo colpo lo mettono in atto più spesso di quando non subiscono pressioni.

Anche nel baseball questo tipo di errore è comune, tanto che Chuck Knoblauch, un giocatore celebre proprio per i suoi lanci a sproposito, chiama i suoi colpi sbagliati "la creatura".

Gli errori ironici sono la bestia nera degli sportivi.

Capitano quasi in ogni disciplina, dal tennis al tiro con l'arco, e spesso hanno a che fare col desiderio di reprimere un certo movimento.

E' come se nello sforzo di non sbagliare i giocatori ripassassero mentalmente l'errore: nel 2006 Frank Bakker e colleghi, dell'Istituto di ricerca Move di Amsterdam, hanno monitorato i movimenti oculari di calciatori intenti a evitare di calciare la palla in una certa zona del campo, un colpo che avrebbe provocato una penalità.

Lo sguardo dei giocatori indugiava più spesso proprio nella direzione dell'area vietata, con il risultato che la loro percentuale di errori era molto alta.

Di recente gli stessi autori hanno replicato il risultato anche nel golf.


Tratto da un articolo molto più ampio di Federica Sgorbissa su Mente & Cervello di febbraio 2010

sabato 19 maggio 2012

Dal libro "La preparazione psicologica dello sportivo"

Nel campo dello sport, esistono due importanti parole: efficacia e rapidità.

Il problema del vocabolario, che mette in luce l'utlizzazione della psicologia nel settore dello sport, rivela proprio alcuni preconcetti.

La maggior parte degli allenatori e dei professori di educazione fisica, vi spiegheranno che loro sono psicologi, in quanto pedagoghi, ma che non hanno necessariamente bisogno dell'aiuto di uno psicologo per migliorare le prestazioni dei loro atleti.

In compenso, quando riconoscono di far appello alla psicologia, si pone allora un altro problema: come chiamare il metodo che utilizzano?

Ognuno riconoscerà che "tutto passa attraverso la mente", ma è difficile chiamare le cose con il proprio nome.

Il semplice fatto di pronunciare la parola "psicologia" sciocca parecchie orecchie e, spesso, si preferisce usare i termini training mentale, preparazione mentale o allenamento mentale piuttosto che allenamento psicologico o preparazione psicologica...


Tratto dal libro di Sophie Chevallon "La preparazione psicologica dello sportivo"

venerdì 13 aprile 2012

L'ex campione di pallavolo Fabio Vullo, ospite della trasmissione di Giancarlo Fornei su Antenna 3


Giovedì prossimo su Antenna 3, ci sarà  una puntata speciale di MotivAzione, la mia trasmissione televisiva, completamente dedicata all'allenamento mentale nello sport.
Ospite della puntata, l'ex campione di pallavolo Fabio Vullo, che racconterà le sue esperienze e, nello specifico, sull'importanza dell'allenamento mentale in ambito sportivo.

Ci racconterà come faceva per motivarsi e per allenare la sua mente a vincere e, deve averlo fatto molto bene, visto il palmares che ha...

Ti aspetto giovedì 19 aprile, intorno alle 20,30 (dopo il Tg) su Antenna 3 Toscana.

Puoi vedere la trasmissione anche in streaming, a questo link.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
"Il Coach delle Donne"

martedì 20 marzo 2012

Vincere con la mente

Quante volte hai immaginato di poter vincere con il potere della tua mente?

E quante volte hai usato realmente, il potere della tua mente per vincere?

Non so quale sport tu pratichi e quante volte hai immaginato di vincere con la mente, quello che invece so, è che la puoi allenare e vincere.

La puoi allenare talmente bene, che un giorno, ti aiuterà a vincere.

Il potere della mente umana è immenso, nascosto ai più.

Sono anni che mi occupo di studiare la "mente umana" e le sue potenzialità, e non mi stancherò mai di ripeterlo!

Vincere con la mente è possibile, devi solo imparare ad allenarla.

Se vuoi saperne di più, sull'allenamento mentale nello sport e conoscere meglio i poteri della mente inconscia, ti consiglio di visitare questi due miei link:

Allenamento mentale nello sport.

I poteri della mente inconscia.

Ricorda: vincere con la mente è possibile, devi solo imparare ad allenarla.
Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
"Il Coach delle Donne"


sabato 3 marzo 2012

La preparazione mentale nello sport

La preparazione mentale nello sport, almeno in Italia, è ancora una chimera.

Solo poche società sportive e altrettanti pochi atleti individuali, hanno adottato una strategia di preparazione che integra l'allenamento tradizionale con quello mentale.

Ho scritto volutamente "integra", perché la preparazione mentale non può essere vista come qualcosa d'alternativo.

La preparazione mentale deve andare di pari passo con quella fisica, tecnica e tattica.

Allenare il corpo dell'atleta è fondamentale, così come è importante insegnarli una buona tecnica di gioco e, altrettanto importante è dare all'atleta le giuste strategie tattiche, ma poi, bisogna chiudere il cerchio insegnando al giocatore, all'atleta, a gestire le sue emozioni, a controllare la sua mente.

Come afferma anche il Dottor Stefan Elmer, dell'istituto di neuropsicologia dell'Università di Zurigo: "L'allenamento mentale influenza positivamente la prestazione ma non rimpiazza in alcun modo la pratica sportiva".
Come ad affermare che la preparazione mentale e quella sportiva, dovrebbero essere combinate insieme.

Concordo pienamente con lui...


Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
"Il Coach delle Donne"

Autore dell'audio corso: Come allenare la mente a vincere nello sport

mercoledì 29 febbraio 2012

Come creare una nuova abitudine

Creare una nuova abitudine è molto semplice, basta agire, mettere in pratica quello che vuoi "saldare" dentro di te.
Il problema, semmai viene dopo quando per fissare l'abitudine dentro di te, devi "ripetere" sino all'ossesso l'azione.
Qualcuno parla di almeno 21 giorni ma, a mio avviso, se la nuova abitudine è molto importante sono pochi.

Facciamo degli esempi:
1) Se sono un giocatore di calcio e voglio imparare ad essere puntuale negli allenameti, è molto probabile che mi basta concentrarmi nell'arrivare al campo 5 minuti prima degli altri per almeno 21 giorni di seguito, senza mai sgarrare.
In questo caso, la nuova abitudine è abbastanza leggera.
2) Se invece sono un giocatore di golf e voglio imparare un tiro particolare, che no ho mai fatto, ed anche un pò complesso nella sua esecuzione, è molto probabile che 21 giorni di ripetizione dell'esercizio non basteranno per fissarlo nel mio inconscio.
In questo caso, consiglio la ripetizione sistematica dell'esercizio per almeno 66 giorni di fila.

Insomma, più la nuova abitudine è complessa da apprendere per il nostro cervello, più sarà fondamentale ripetere l'esercizio il più a lungo possibile.
In entrambi i casi, la parola magica per una nuova abitudine si chiama "costanza".
Più costanza avrai nel ripetere l'esercizio, più esso si fisserà dentro di te, sino a farlo diventare un'azione inconscia e automatica.


Giancarlo Fornei
Formatore motivazionale, scrittore e Mental Coach.
Autore di: Il Cervello in Azione e di Come allenare la mente a vincere nello sport

lunedì 27 febbraio 2012

Motivazione Milan, contro motivazione Matri

Sabato sera, come molti altri italiani, ho visto la partita tra Milan e Juventus, finita 1 a 1.

Indipendentemente dal risultato, falsato dalla terza arbitrale per non aver concesso un goal grande come una casa al Milan, mi è piaciuta la grinta e la motivazione che la squadra di Allegri ha messo in campo.

Per un tempo e mezzo, la squadra di Conte non è esistita poi, è entrato colui che di motivazione, ne aveva da vendere: Matri.

Relegato in panchina da Conte nelle ultime partite ha fatto la differenza, ancora una volta, con la sua motivazione.

Insomma, la motivazione l'ha fatta da padrone, facendo la differenza in campo.

Quello che ripeto continuamente, anche nel mio ultimo audio corso, sull'allenamento mentale nello sport.

Lo trovi a questo link.


Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
"Il Coach delle Donne"



martedì 21 febbraio 2012

Il cambiamento di stato d'animo prima di giocare

Questa settimana ho fatto coaching al telefono con Giorgio, un giocatore di calcio C1, che si è rivolto a me per cercare di migliorare le sue prestazioni sportive.

Giorgio mi raccontava come cambiavano le sue performance tra la fase di riscaldamento e l'inizio della partita.

Nel riscaldamento era grintoso, concentrato e pronto alla sfida.

Al calcio d'inizio qualcosa cambiava dentro di lui e tutta la sua sicurezza si scaricava in sensazioni cinestesiche negative alla bocca dello stomaco.

Che cosa cambiava in Giorgio?

Ma è chiaro: lo stato d'animo, passando da positivo nella fase di riscaldamento a negativo con l'inizio della partita.

La paura s'impossessava di lui.

Succede anche a te?

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental Coach
"Il Coach delle Donne"

martedì 7 febbraio 2012

Dormire dieci ore per notte migliora le prestazioni sportive


Dormire per dieci ore ogni notte permette di ottenere migliori risultati sportivi.

Lo rivela uno studio effettuato dagli esperti della School of Medicine dell'Università di Stanford, negli Stati Uniti, e pubblicato dalla rivista di ricerca scientifica Sleep.

Questi esperti americani hanno valutato le prestazioni atletiche di un gruppo di undici giocatori di pallacanestro ai quali, per sette settimane, avevano chiesto di dormire dieci ore per notte.

In questo modo hanno scoperto che, alla fine delle settimane di sonno prolungato, era migliorata sia la loro velocità in campo sia la loro precisione nel tiro, quest'ultima addirittura del dieci per cento.

E non solo: sopportavano più facilmente la fatica, in allenamento e in partita, e la squadra giocava molto meglio.

I ricercatori sottolineano però che non serve dormire di più soltanto la notte prima di una partita o di un allenamento importante: bisogna invece cambiare le proprie abitudini e riservare sempre al sonno il numero di ore necessario.


Fonte notizia: Di Più, 12/09/11